COMUNE DI MESSINA

CONSIGLIO COMUNALE

RESOCONTO

A cura dell'Ufficio Resoconti

Il resoconto sommario è una sintesi immediata in cui vengono riportati i passaggi più importanti degli interventi fatti dai consiglieri comunali e dai componenti dell’Amministrazione comunale in Aula consiliare. I resocontisti scrivono una sintesi degli interventi nello stesso momento in cui questi interventi vengono fatti, quindi contestualmente ai lavori assembleari. Così come avviene alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica, i resocontisti sommari utilizzano, nello scrivere, i segni convenzionali della lingua italiana, senza sussidi tecnici, meccanici, elettronici o informatici, e senza l’ausilio di alcuna registrazione magnetica. Per la redazione del resoconto sommario, viste le particolari competenze e gli specifici requisiti che il compito richiede, la Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica utilizzano i consiglieri parlamentari, figure cui è attribuita, nei relativi contesti, la massima qualifica funzionale. Nel corso della seduta consiliare vengono redatte, stampate e messe a disposizione dell’Aula, a intervalli regolari, bozze provvisorie del resoconto sommario. Su tali bozze possono essere apportate, nei tempi previsti, e da parte degli oratori intervenuti, modifiche, correzioni e integrazioni in grado di esplicitare al meglio il significato complessivo degli interventi svolti. Solo a fine seduta viene pubblicato il “Resoconto Sommario” in versione definitiva. Fatta salva l’eventuale e doverosa correzione relativa ad eventuali travisamenti del pensiero degli oratori, qualora gli interessati riscontrino la necessità di una disposizione più analitica e puntuale dei loro interventi, potranno richiedere, ad uso personale, lo stralcio del resoconto integrale che interessa, che verrà redatto dal servizio resoconti nei tempi tecnici necessari.

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160.

SEDUTA DI GIOVEDI’ 22 LUGLIO 2010

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIUSEPPE PREVITI

Il Consiglio comunale è convocato per le ore 10,00.

La seduta ha inizio alle ore 10,43.

(Svolge le funzioni di segretario generale il vicesegretario dottore Altomonte)

PRESIDENTE, presenti 19 consiglieri, dichiara valida la seduta a nomina scrutatori i colleghi Capillo, Tamà e Ticonosco.

(Viene approvato il processo verbale della seduta precedente)

Pregiudiziali

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Guerrera. Ne ha facoltà.

DOMENICO GUERRERA, riferendosi ad una recente nota del collega Saglimbeni, in cui fra l’altro addebita all’UDC la pretesa di avere le “mani libere su tanti aspetti programmatici” ed un comportamento ostruzionistico che si sostanzia nel far andare deserte certe commissioni, giudica la stessa una “nota stonata”!

Quale presidente di commissione, ha sempre inteso la verifica del numero legale come una doverosa applicazione delle norme, tanto più necessaria nel momento in cui le sedute registrano pochi partecipanti o vanno addirittura deserte quando si tengono audizioni su argomenti di rilievo. Non accetta lezioni morali dal consigliere Saglimbeni, del quale non si riesce a capire la sua posizione politica, se cioè fa parte del centrodestra o del centrosinistra. Lo invita, piuttosto, a dedicare parte del tempo ai lavori della sua commissione o, in alternativa, a presentare una mozione di sfiducia nei suoi confronti, di cui accetterà serenamente il voto. Anzi, sarà lieto se altri faranno meglio di lui, posto che le commissioni non devono essere dei “gettonifici”.

La sua, peraltro, è tra quelle che ha istruito più proposte di deliberazione, dimostrando così che lavora e bene. Anche ieri, in una seduta in cui era convocato in audizione un assessore che evidentemente non apprezza la sua presidenza e che non ha risposto all’invito, diversi colleghi erano assenti.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE MELAZZO fa suo l’intervento del collega Guerrera, anche se utilizzerebbe un aggettivo diverso per definire la nota del consigliere Saglimbeni, evidenziando che il problema sollevato ha anche una natura politica sulla quale i capigruppo di maggioranza dovrebbero interrogarsi. Sempre di più, infatti, egli sembra essere la “voce del Sindaco Buzzanca” e traccia la linea dell’Amministrazione in Aula, mentre si diradano progressivamente gli interventi dei colleghi capigruppo del centrodestra.

Il consigliere Saglimbeni, da componente del gruppo misto, finisce per richiamare la maggioranza al rispetto degli accordi e per criticare i presidenti di alcune commissioni, forse meno in linea con il Sindaco, che ai suoi occhi assumerebbero comportamenti ostruzionistici. A parte il fatto che proprio queste commissioni evadono la maggior parte delle proposte di deliberazione esitate poi dal Consiglio, il collega avrebbe fatto meglio a stigmatizzare chi è ripetutamente assente in Aula consiliare, anziché prendersela con chi vuole imprimere una sterzata rispetto al passato e chiede che si partecipi ai lavori di commissione in maniera sostanziale. Personalmente, non condividendo le sue osservazioni, continuerà, quale presidente di commissione, a verificare la corrispondenza tra le firme apposte nel foglio delle presenze e l’effettiva partecipazione ai lavori. Verifica di cui ha la responsabilità e che è ancor più importante per il rispetto dovuto ai soggetti convocati in audizione.

Invita, infine, la presidenza a richiamare tutti i consiglieri a che partecipino ai lavori di commissione, tanto più se si trattano problematiche di rilievo, ed a stigmatizzare chi invece reputa ostruzionistico un certo modo d’agire.

PRESIDENTE, premesso che buona parte del contenuto della nota del consigliere Saglimbeni rientra in una normale dialettica politica e non può riguardare l’Istituzione consiliare, con riferimento ai lavori di commissione constata che spesso si registra l’assenza di diversi consiglieri. Proprio per questo il vicepresidente Burrascano ha convocato per il 3 agosto prossimo una riunione con tutti i presidenti di commissione per fare il punto sulla situazione.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Saglimbeni. Ne ha facoltà.

PAOLO SAGLIMBENI giudica grave che si ritenga offensiva la valutazione politica di un consigliere, cercando di censurarla. Personalmente, non terrebbe mai una simile condotta e precisa che la sua nota non era rivolta ai presidenti Guerrera e Melazzo, pur se di quest’ultimo ha giudicato ostruzionistico l’agire in una recente seduta di commissioni congiunte.

Cerca di svolgere al meglio il mandato elettorale e quella odierna è l’occasione per dire che questo Consiglio comunale è ormai ridotto ad un “bivacco”, in cui si gioca contro e non si esprimono indirizzi, né proposte politiche. Solo l’ultima seduta del Consiglio è stata l’eccezione a questa regola, dimostrando quest’Aula di perseguire finalmente una strategia sui debiti fuori bilancio: si augura sia stata una svolta, a tutela di tutti i consiglieri e della stessa minoranza che può essere messa, così, nelle condizioni di fare una opposizione costruttiva, come cerca di fare quando mantiene il numero legale. Auspica che possa prevalere il fare, dopo due anni di paralisi che hanno solo causato danni alla città; ed una occasione per dimostrare ciò e giocare un ruolo costruttivo è già a portata di mano: il bilancio di previsione, che presenta numerosi punti programmatici incompleti.

Per quanto attiene alla sua nota, si è limitato a sollecitare il Sindaco ad una gestione non “bilaterale” dei rapporti con gli alleati, perché così non si raggiungono gli obiettivi. La nomina a vicesindaco dell’assessore Mondello, che pure ha apprezzato, resterà vana se non si rilancia l’intera azione amministrativa; se gli alleati non la condividono, si rischia di far credere che si fanno solo delle concessioni, tant’è che l’UDC sta mantenendo le sue posizioni su tanti argomenti. Cosa sacrosanta, ma vorrebbe capire di più per potersi confrontare adeguatamente.

Sollecitava, dunque, il Sindaco ad alzare il livello della programmazione e dell’azione politico-amministrativa. Dopodiché, se l’UDC, cui riconosce un ruolo centrale, deve avere una suo peso, è giusto che si assuma le sue responsabilità. Questo è il suo pensiero, giusto o sbagliato che sia, e lo conferma.

Con riguardo alle commissioni consiliari, anche la raccomandazione del presidente sul termine di trenta minuti dalla seconda convocazione per dichiarare eventualmente deserta la seduta è sbagliata. Il punto non è se le regole debbano essere rispettate o meno, bensì se il loro rispetto possa costituire ostruzionismo al lavoro di un organismo. La politica va oltre le regole e ciò che non dicono, si possono rispettare sia per far funzionare le cose, sia con l’intento opposto: invita il presidente a non instaurare, dunque, nessun “automatismo”.

(Il presidente richiama il consigliere Saglimbeni al rispetto dei tempi del suo intervento)

Allora, i lavori di commissione potrebbero iniziare ugualmente anche con poche firme di presenza proprio quando sono in programma le audizioni, il cui scopo è quello di acquisire informazioni utili. Nessuno impone l’approvazione dei verbali ad inizio seduta, piuttosto è immorale che chi firma finisca per guadagnare ugualmente il gettone di presenza anche se i lavori, nel pieno rispetto delle regole, non sono mai iniziati.

Bisogna entrare nel merito verificando come funzionano le commissioni ed il presidente deve inviare una informativa alla Procura della Repubblica, che sicuramente non avrà nulla da obiettare.

PRESIDENTE sospende la seduta e convoca i capigruppo.

La seduta, sospesa alle ore 11,00, riprende alle ore 12,00.

Proposte di deliberazione

PRESIDENTE, riprendendo l’esame delle proposte di deliberazione, mette in discussione la delibera iscritta al punto 34 dell’ordine del giorno, avente per oggetto: “Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi dell’art. 94 del T.U.EE.LL., decreto legislativo 18/8/2000 n.267 ord. assegn. cron. n.2023 reg.n.169/02 relativo al creditore Intilisano Luciana”. Riporta il parere contrario della commissione con astensione tecnica ed il parere favorevole del dirigente.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE MELAZZO preannuncia che esprimerà voto contrario per una serie di motivi che di seguito illustrerà e rivolge intanto un appello ai colleghi perché ritirino, in autotutela, le delibere di riconoscimento di debiti fuori bilancio approvate nella precedente seduta. Personalmente era assente per motivi familiari, ma se fosse stato presente avrebbe votato contro.

Ritiene che quelle delibere siano in contrasto con la normativa vigente ed a conferma di ciò richiama una serie di atti. Un parere emesso dalla Fondazione FIELD dell’ANCI riguardante i bilanci dei Comuni precisa che “la misura dell’arricchimento costituisce il limite massimo al quale può arrivare il riconoscimento del debito fuori bilancio, restando preclusa tale possibilità alle somme esuberanti rispetto a quel limite. Non costituisce arricchimento e non sono pertanto riconoscibili in alcun modo le spese per interessi, spese accessorie, rivalutazione monetaria ed i maggiori esborsi in generale causati dai ritardati pagamenti”.

Dà lettura poi di una nota del ragioniere generale del 18 settembre 2008, secondo la quale “la norma 194 consente di sanare permanentemente i debiti fuori bilancio nei limiti e nelle unità che l’Ente ha conseguito con la fornitura e con il servizio, mentre il pagamento della restante parte del debito, interessi e rivalutazione monetaria, spese giudiziarie e legali deve essere richiesto a chi ha ordinato o reso possibile la fornitura, in quanto per tale parte il rapporto obbligatorio intercorre tra il privato fornitore, da un lato, e l’amministratore o il funzionario che ha violato la disposizione normativa che regola l’effettuazione delle spese, articolo 191 comma 4 del testo unico degli Enti locali”.

Tutto questo è stato applicato alla lettera dal Comune di Palermo, come risulta da una delibera dello stesso Consiglio comunale riguardante regolarizzazioni, cioè pagamenti a seguito di sentenze e pignoramenti già eseguiti. Nell’atto deliberativo è stabilito che “il Consiglio delibera di prendere atto, e non di riconoscere, ai sensi dell’articolo 194 lettera A comma primo della legittimità del debito fuori bilancio”. Dà lettura poi del parere espresso dal ragioniere generale sempre del Comune di Palermo, che è “limitatamente favorevole alla sorte capitale rilevando che non sono riconoscibili ai sensi dell’articolo 194 del decreto legislativo n. 266 del 2000 gli ulteriori oneri accessori derivanti da interessi, spese giudiziarie, rivalutazioni monetarie ed in genere maggiori esborsi, quindi anche in presenza di titoli esecutivi che hanno comportato il prelievo presso le casse comunali”.

Dà lettura infine di una sentenza del CGA Sicilia del 20 gennaio 2010, intervenuta successivamente a tutte le precedenti delibere di riconoscimento di debiti fuori bilancio, secondo la quale “non si può ricorrere all’indebitamento per spese non ritenute di investimento”. Viene rilevato anche che vi è colpa grave da parte dei consiglieri, in quanto erano stati avvertiti da qualche collega intervenuto in merito alla votazione in essere. La colpa grave peraltro si riscontra indipendentemente dai pareri tecnici espressi dai dirigenti, che non sono influenti sulla determinazione dei consiglieri di ricorrere al mutuo perché la competenza in materia è propria dell’organo deliberante.

La delibera in oggetto è un riconoscimento esclusivamente di spese legali, ma per le argomentazioni prima espresse voterà contro e rinnova ai colleghi l’invito a revocare in autotutela le delibere votate nella precedente seduta. Ricorda anche che ancora non si hanno notizie in merito alla ricerca dei funzionari o amministratori responsabili, così come era stato chiesto.

PRESIDENTE crede che l’ultima sentenza del CGA citata dal consigliere Melazzo non aggiunga nulla di nuovo, perché si sa bene che si può ricorrere all’indebitamento solo se le spese di investimento sono riconosciute tali.

Prima di proseguire con il dibattito, a nome di tutti formula gli auguri al consigliere Gennaro che oggi ha conseguito la laurea in Giurisprudenza.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Greco. Ne ha facoltà.

MARCELLO GRECO concorda pienamente con quanto detto dal collega Melazzo e si riserva di fare una proposta. Come ha già detto in precedenza, l’intervento del ragioniere generale in commissione ha creato spauracchio ma deve intendersi al contrario, nel senso che sono i consiglieri comunali a doversi guardare dall’approvare i debiti fuori bilancio.

(Entra in Aula il ragioniere generale)

A questo punto propone di revocare le dodici delibere di riconoscimento di debiti fuori bilancio votate nella scorsa seduta, ritornando così alla posizione di partenza. Evidenzia che ancora non si ha contezza riguardo l’accertamento delle responsabilità e non si comprende perché gli atti debbano essere inviati alla Corte dei Conti solo dopo l’approvazione da parte del Consiglio comunale. Invita quindi l’ufficio di presidenza ad inviare la documentazione alla Corte dei Conti prima che le delibere arrivino in Aula.

Il punto più importante è il rispetto della legalità che di fatto è mancato, perché non vengono fatte opposizioni ai decreti ingiuntivi, non vengono nominati gli avvocati e si continuano a fare conciliazioni senza autorizzazione. Le delibere poi non sono complete in quanto manca l’indicazione della fonte di provenienza, ovvero non viene individuato il soggetto che ha provocato il debito e non si comprende quindi come il Consiglio possa approvarle. Rivolge quindi un invito non solo a revocare in autotutela gli atti approvati ieri, ma anche a completare le delibere.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Gennaro. Ne ha facoltà.

GAETANO GENNARO sente di dover ringraziare tutti i colleghi per l'affetto dimostrato non solo nella giornata di oggi ma giorno dopo giorno quando gli si chiedeva se studiasse, e lo si incoraggiava anche con una pacca sulle spalle, che spesso è la cosa che fa capire di più come ciò in cui si è impegnati sia importante non solo per se stessi ma anche per le persone intorno.

Ringrazia veramente di cuore così come ha fatto con la sua famiglia: al di là del ruolo istituzionale, con tutti i colleghi si è infatti sviluppato un rapporto personale che va al di là di qualsivoglia formalismo ed elemento contingente, un rapporto destinato a durare per tutta la vita.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Cilento. Ne ha facoltà.

BRUNO CILENTO intervenendo sulla “proposta Melazzo - Greco”, ricorda che ieri i consiglieri comunali hanno votato favorevolmente, in totale buona fede, i debiti fuori bilancio sottoposti alla loro attenzione, ritenendo che ciò derivasse da un obbligo e un dovere nei riguardi di chi doveva ricevere o ha ricevuto le somme in oggetto, e nei riguardi dell'Ente che aveva contratto il debito.

Avrebbero però dovuto riflettere di più e in maniera più approfondita, e non può che meravigliarsi del fatto che debbano essere proprio i colleghi Melazzo e Greco, due bravi avvocati oltre che bravi consiglieri, ad approfondire tematiche di natura tecnica e giuridica che generalmente non dovrebbero competere al Consiglio e ai consiglieri comunali.

È vero che hanno un ruolo politico ed esprimono in quest'Aula opinioni e voti politici, ma è anche vero che in tante occasioni si assumono responsabilità che a volte, inconsapevolmente, potrebbero arrecare loro dei danni.

Coglie l'occasione per ricordare che in quest'Aula il presidente è il punto di riferimento di tutti loro e deve tutelarli in tutte le questioni, per cui è importante che il presidente, più degli altri, si renda convinto delle argomentazioni dei colleghi.

Si meraviglia anche che i dirigenti di questo Comune, dopo che da più di un anno i colleghi sollecitano azioni volte ad individuare le responsabilità di chi ha contratto il debito, non abbiano dato logico seguito all'accertamento di tali responsabilità: una tale circostanza gli fa pensare che vi sia malafede e soprattutto complicità, perché evidentemente i dirigenti si tutelano a vicenda, cosa che in quest'Aula i consiglieri non devono fare perché non hanno nulla da nascondere e devono soprattutto garantire la legalità ed il rispetto delle regole, cosa che spesso non avviene e che inconsapevolmente finiscono con il non garantire, esprimendo un voto politico spesso non tutelato da pareri resi troppe volte in maniera leggera.

Dati tali presupposti, "obbliga" il presidente a mettere in votazione la proposta dei consiglieri Melazzo e Greco, che tutela il Consiglio comunale.

Annuncia che se fino a ieri hanno votato una serie di atti solo perché erano accompagnati da un parere positivo del dirigente, da oggi penseranno attentamente al da farsi, perché se non possono fidarsi di chi dovrebbe tutelarli, allora non hanno più responsabilità, nemmeno responsabilità politiche!

I passaggi letti dal consigliere Melazzo dovrebbero essere conosciuti da chi esprime i pareri: i consiglieri non possono essere costretti a studiare le questioni tecniche e giuridiche, dovendo invece poter entrare in Aula sapendo di poter contare, per l'espressione del voto, di quella serenità che sta venendo a mancare.

Chiede che venga messa in votazione la proposta di revoca delle proposte di deliberazione votate ieri dal Consiglio comunale, a tutela della politica intera, di ieri, di oggi e di domani!

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Ticonosco. Ne ha facoltà.

SALVATORE TICONOSCO osserva che chi è precedentemente intervenuto ha espresso argomentazioni lodevoli e garanti dello stesso prosieguo dei lavori del Consiglio comunale.

Confessa la propria preoccupazione per una situazione da sabbie mobili in cui si ritrovano costretti: ciò detto, fa presente di rispettare i colleghi che hanno ipotizzato la revoca delle proposte ieri votate, nella considerazione del voto in buona fede ieri espresso, e nella considerazione anche del senso di responsabilità espresso, con il suo ottimo intervento, dal collega Cilento...

(Continuo, insistente brusio in Aula)

... ritenendo non vi siano le condizioni per continuare il suo intervento, si interrompe e decide di andare via.

PRESIDENTE sottolinea come stiano lavorando per l'Aula! Ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CAPURRO preso spunto dagli interventi dei colleghi, che conosce come validi professionisti, e dalle ricerche e dagli studi richiamati, ammette i propri dubbi e la confusione crescente, visto che negli anni ha votato tutte le proposte di deliberazione di riconoscimento di debiti fuori bilancio presentate, e considerato che lo stesso segretario generale, sovente investito del problema, il 16 dicembre 2009 esprimeva un ultimo parere quando, accingendosi il Consiglio a votare debiti fuori bilancio di fine anno, invitava, con espressioni rassicuranti, il Consiglio a votare questi debiti fuori bilancio, unitamente alla Corte dei conti, anch'essa impegnata quasi ad obbligare il Consiglio comunale a votare tali debiti.

Sulla scorta di uno specifico emendamento, fu anzi proprio il Consiglio a decidere di inviare gli atti alla Corte dei conti, Corte che poi chiamò in causa proprio il Consiglio comunale.

Confessa la propria confusione: per 15 anni ha votato debiti fuori bilancio senza che mai succedesse alcunché, e non dimenticando certo le leggi nel frattempo intervenute.

Devono però attentamente riflettere, e condivide quanto detto dal collega Mario Rizzo, che ha sottolineato la necessità di capire quale sia la fonte da cui viene tratta la somma occorrente al pagamento dei debiti fuori bilancio: la Corte dei conti interviene infatti e chiama in causa il Consiglio comunale relativamente alla fonte, spese correnti o accesso al mutuo, delle somme occorrenti per il pagamento di questi debiti.

Dopo gli interventi dei consiglieri Melazzo e Greco, ritiene opportuno “cercare” sostegno nell'Amministrazione e nei tecnici: se le cose continueranno in questo modo, nessuno voterà più debiti fuori bilancio e rischieranno di provocare un danno maggiore in conseguenza dell'aumento di interessi.

Riflettendo nell'interesse dell'Ente e della città, vorrebbe però certamente evitare un danno: a chiusura di un procedimento la legge dice che occorre votare questo debito fuori bilancio perché diventi regolarizzazione di cassa.

Così hanno fatto una serie di colleghi, creando altresì i presupposti per votare documenti mediante i quali individuare i soggetti responsabili del danno: spesso poi sono passati cinque anni, è intervenuta una prescrizione e non si è individuato il responsabile.

Si sentiva sicuro nell'aver votato una serie di delibere riguardanti debiti fuori bilancio. Rispetto alla proposta di revoca chiede però chiarezza sulla procedura: l'Amministrazione deve metterli nella condizione di votare tranquillamente proprio per evitare ulteriore confusione dopo mesi passati a trattare questi atti in commissione.

Il Consiglio comunale deve essere messo nella condizione di votare l'atto in maniera legittima!

Chiede che intervengano preliminarmente il dottore Coglitore, ragioniere generale, quindi il dirigente di settore e l'assessore Miloro: vorrebbe che non venga vanificato il lavoro di questi anni. Fino a questo momento, nonostante la votazione di tanti debiti fuori bilancio, nulla è intervenuto a suo danno sebbene nel frattempo nuove norme abbiano visto la luce.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Trischitta. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE TRISCHITTA fa presente che il parere contiene una sentenza interessante della Corte dei conti del 2006, che specifica come l'articolo 194 del testo unico imponga ai consiglieri la votazione dei debiti fuori bilancio per i danni che si potrebbero creare.

Non ha avuto il piacere di sentire l'intervento del consigliere Melazzo, e solo parzialmente ha ascoltato l'intervento del consigliere Greco.

Come avvocato, si ritrovasse con un cliente che ha un credito nei confronti di qualsivoglia Amministrazione e “attendesse” il pagamento di un milione di euro, il suo consiglio sarebbe quello di non agire, e ciò per un semplice motivo: prendendo quel milione di euro e mettendolo in banca, fruirebbe di un BOT allo 0,90%.

Lasciando invece il credito dov'è, lo stesso maturerebbe nei confronti dell'Amministrazione, e aumenterebbe di un 3% di interessi legali, 3 volte quelli dei BOT, un vantaggio enorme, più la rivalutazione monetaria, cosa che porterebbe ad un aumento complessivo del 4,75%, somma che nessuno è in grado di ottenere da una giacenza in banca: se uno non ha necessità, si tiene quella somma ferma di credito nei confronti dell'Amministrazione e in 5,6 anni prende il 4,5% l'anno.

Questa è una tecnica che, utilizzata negli anni passati, ha poi costretto il Governo ad intervenire in presenza di un tasso di interesse addirittura al 10%, con il determinarsi quindi di una situazione paradossale che vedeva chiunque avesse un credito nei confronti di chiunque, guadagnare il 10%: non conveniva assolutamente avere immediatamente il risarcimento.

Se l'Amministrazione non paga un debito, non fa altro che determinare un arricchimento del creditore con un interesse del 3% più eventuale rivalutazione, somma altissima che nessuna persona riesce ad ottenere in questo momento dalle banche tranne i grossi investitori con i fondi immobiliari.

Non voterà la revoca: per alcune delibere di "riconoscimento" si trattava di pagamenti già effettuati. Non vede in ogni caso alcun vantaggio nel fatto di procedere a una revoca e magari rinviare nel tempo, perché tra un anno il creditore fruirà di un tasso di interesse legale del 3% più un'eventuale rivalutazione.

In questi anni, non hanno mai avuto problemi con la Corte dei Conti sui debiti fuori bilancio; l’unica questione, che in effetti nulla ha a che vedere con l’approvazione di un debito, ha riguardato la transazione di otto milioni di euro fatta con la società “MessinAmbiente” per un credito di venti milioni. In quella circostanza, il Consiglio non controllò se vi era stato il rispetto della norma sulla contrazione del mutuo. Per il resto, non vede quale sia il problema se il debito viene pagato non con un mutuo.

D’altra parte, nel momento in cui la delibera viene trasmessa alla Corte dei Conti, questa, come ha già fatto in passato con la transazione su richiamata, sarà sicuramente in grado di approfondire ogni aspetto della delibera, facendo eventualmente scattare le responsabilità.

Non vede dunque il motivo per non approvare i debiti fuori bilancio, soprattutto quelli dove non sono maturati interessi e rivalutazioni.

Approfitta poi della presenza della dottoressa Litrico per chiederle come mai centinaia di sentenze di risarcimento danni sono ferme da cinque anni, ciò provocando danni considerevoli alle casse comunali per il maturare di interessi e rivalutazioni. Il dirigente dell’ufficio legale ed il ragioniere generale, che attribuisce responsabilità al Consiglio, dovrebbero preoccuparsi di sanare le situazioni pesanti per il Comune o eventualmente denunciarle, perché questo è il vero danno! Non si dimentichi che il Consiglio comunale ha votato debiti fuori bilancio da un milione e mezzo di euro quando il capitale era di cinquecentomila euro! Perché non viene pagata una sentenza notificata quattro, cinque anni fa? Dica la dottoressa se si è mai attivata per dotarsi dei fondi necessari, se ha mai posto la questione all’assessore al bilancio perché sembra che dentro questo Comune viga il principio di regalare soldi a tutti quelli che vincono le cause, tanto poi pagano i cittadini e responsabilità dei dirigenti non ce ne sono!

Infine, invita la dottoressa Litrico ad attivarsi per il recupero delle spese legali relative a giudizi subìti, illegittimamente pagate in passato dall’ufficio a vari amministratori, in ottemperanza ad una sentenza della Corte Costituzionale, secondo cui il rimborso spetta solo ai dipendenti comunali.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Fazio. Ne ha facoltà.

ANTONIO FAZIO dichiara il suo voto contrario alla proposta dei colleghi Greco e Melazzo di revoca in autotutela delle delibere già votate, affermando altresì di essere pronto a votare i debiti fuori bilancio a meno che non si ravvisino vizi dal punto di vista procedurale.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.

FELICE CALABRO’, riguardo alla proposta dei consiglieri Melazzo e Greco, a tutela di tutto il Consiglio comunale, ritiene opportuno sospendere la seduta per fissare, di concerto con i dirigenti e l’Amministrazione, una riunione tecnica ove discutere una volta per tutte sulla questione dei debiti fuori bilancio. Se è il caso, si prepari una delibera standard, pensando ad esempio sulle regolarizzazioni contabili di prendere atto della legittimità del debito e non riconoscere interessi e rivalutazioni.

Premesso che non tutti i debiti fuori bilancio partono da una responsabilità, come ad esempio per le espropriazioni, il problema del consigliere comunale è proprio quello di dover diventare l’ultimo soggetto che dà il benestare ad una delibera che ab initio ha potuto procurare un danno; essendo l’ultimo soggetto, è più semplice attribuire la responsabilità ad uno “stupido consigliere” piuttosto che ad un dirigente che si disperde nei meandri della burocrazia.

E comunque il consigliere comunale non ce l’ha con i dirigenti, ha solo necessità di capire che cosa sta riconoscendo, perché non può riconoscere il debito con tutti gli interessi e le rivalutazioni. Si vuole capire perché oltre al debito ci sono gli interessi, ma probabilmente la dottoressa Litrico è troppo impegnata a fare il dirigente al personale e non riesce a dedicarsi alle questioni legali, due cariche assolutamente incompatibili sotto il profilo del diritto e dell’etica.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il ragioniere generale. Ne ha facoltà.

RAGIONIERE GENERALE concorda pienamente con il consigliere Calabrò, il cui intervento giudica assai corretto. Il problema dei debiti fuori bilancio investe tutti, soprattutto i dirigenti che si assumono la responsabilità di attestare la legittimità del debito. Ovviamente, il debito fuori bilancio va esaminato anche dalla commissione consiliare ed è in questa sede che andrebbero esposti i dubbi e richiesti i chiarimenti, non già in Consiglio comunale come sta succedendo.

Concorda anche sul discorso dei pignoramenti, se questo è un indirizzo del Consiglio comunale, diventa una presa d’atto ma occorre un atto di indirizzo con cui dare disposizioni agli uffici.

Si dichiara favorevole alla sospensione della seduta per fornire tutti i chiarimenti richiesti. Si può sospendere per chiarimenti l’esame delle proposte sui debiti fuori bilancio, ma il Consiglio le esiti comunque, favorevolmente o meno, e non le rinvii sine die.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CAPURRO ricorda che la precedente Amministrazione, nella persona dell’allora dirigente dell’avvocatura, aveva introdotto il sistema di transigere con le controparti, rinunciando queste agli interessi legali, e non arrivare alle sentenze. Il tutto con risparmi per le casse comunali: se fosse possibile, sarebbe utile farlo ancora.

PRESIDENTE dà la parola alla dottoressa Litrico.

DOTT.SSA LITRICO evidenzia, innanzi tutto, che il suo dipartimento ha trasmesso più volte a chi di dovere la richiesta di saldare i debiti censiti e, riferendosi all’intervento del consigliere Capurro, che ha ora una disponibilità di bilancio di soli 20 mila euro, a fronte di un ammontare di oltre 4 milioni di debiti censiti. Per le “sentenze”, non si dimentichi che la competenza dell’avvocatura si limita al pagamento delle spese legali, rimanendo ai dipartimenti di volta in volta interessati quella sulla sorte capitale.

Hanno istruito sinora le pratiche che arrivano al gennaio 2008, per quanto attiene le sentenze relative a sinistri, e al 2007 per quanto attiene le altre. Ciò non significa, però, che si sia provveduto comunque al pagamento della sorte capitale e, ribadendo che non è possibile alcuna azione transattiva senza disponibilità di fondi, invita il Consiglio a stanziare le somme necessarie per chiudere tutte queste partite.

Ricorda, infine, che sono coperti solo 32 dei 51 posti di dirigente previsti in pianta organica.

PRESIDENTE convoca i capigruppo al tavolo della presidenza e sospende brevemente la seduta.

La seduta, sospesa alle ore 13,09, riprende alle ore 13,18.

PRESIDENTE preannuncia che martedì mattina prossimo si terrà una riunione dei capigruppo con i dirigenti, l’assessore Miloro ed il presidente della commissione bilancio, e che alle 18,30 dello stesso giorno si riunirà il Consiglio comunale.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Trischitta. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE TRISCHITTA, sulla scorta di quanto ha dichiarato poc’anzi, invita la dottoressa Litrico a far pervenire loro, entro martedì, una relazione sull’ammontare delle somme che il Comune deve pagare per sentenze passate in giudicato e del danno che ne deriva annualmente per ritardato pagamento. Si potrà così approntare per tempo un emendamento al bilancio di previsione, al fine di chiudere definitivamente questa vicenda. Nel contempo, la dottoressa verifichi la disponibilità delle controparti a transigere.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Ticonosco. Ne ha facoltà.

SALVATORE TICONOSCO desidera solo precisare di essersi solo allontanato momentaneamente dall’Aula e confermare la disponibilità a votare responsabilmente, quale consigliere di maggioranza, le delibere sui debiti fuori bilancio.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE MELAZZO puntualizza che la sua non era una proposta di revoca in autotutela di quelle delibere, non si sarebbe mai permesso di farla visto che non ha partecipato alle loro votazioni, ma un “consiglio”, e osserva che nel bilancio consuntivo 2009 risulta un avanzo di amministrazione che appare incomprensibile di fronte all’indisponibilità di fondi per pagare i debiti fuori bilancio. Si verifichi se sia reale o fittizio, sì da potere eventualmente emendare il bilancio di previsione nella direzione auspicata dalla dottoressa Litrico.

PRESIDENTE chiede al consigliere Melazzo di preparare un quesito entro martedì prossimo ed aggiorna la seduta alle ore 18,30 dello stesso giorno.

La seduta termina alle ore 13,27.

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159.

SEDUTA DI MARTEDI’ 20 LUGLIO 2010

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIUSEPPE PREVITI

Il Consiglio comunale è convocato per le ore 18,30.

La seduta comincia alle ore 19,00.

(Partecipa con le funzioni di segretario generale il dottore Carmelo Altomonte, vice segretario generale. Per l'Amministrazione è presente l'assessore Puglisi)

PRESIDENTE comunica che sono presenti 22 consiglieri. La seduta è quindi valida.

(Il Consiglio comunale approva il processo verbale della seduta precedente)

Nomina scrutatori i consiglieri Ansaldo, Restuccia e Capillo.

Ordine del giorno

PRESIDENTE Prima di iniziare i lavori, ricorrendo domani l'anniversario della morte di Boris Giuliano e rammentando che proprio domani avranno luogo una serie di iniziative per l'occasione organizzate, comunica che è stato presentato un ordine del giorno sottoscritto da moltissimi consiglieri comunali: in conferenza dei capigruppo si sono assunte delle decisioni e si è deciso pure che, dopo la lettura dell'ordine del giorno, interverranno il consigliere Calabrò per il centrosinistra e un consigliere del centrodestra.

L'ordine del giorno, finalizzato a condividere l'iniziativa dell'Amministrazione comunale per l'"intitolazione a Boris Giuliano della rotatoria posta tra il viale Europa, via Catania e via Cesare Battisti", impegna la presidenza del Consiglio ad avviare tutte le procedure atte al conferimento della cittadinanza onoraria.

Dà la parola al consigliere Calabrò.

FELICE CALABRO' intende preliminarmente spiegare la ragione, ieri evidenziata, per la quale ha voluto che si riflettesse preliminarmente alla votazione dell'ordine del giorno in discussione.

Quel ritardo ha forse cronologicamente impedito all'Aula di anticipare la Giunta comunale che questa mattina ha deliberato l'intitolazione della rotatoria sul cosiddetto ponte Zaera alla memoria di Boris Giuliano, messinese di adozione.

Già questo è un onore per la città di Messina: un onore è “avere” una persona di questo calibro che ha vissuto a Messina e che fosse anche messinese!

Ha insistito per una riflessione collegata all'importanza della figura di Boris Giuliano, figura alla quale renderanno omaggio anche con la cittadinanza onoraria.

Parlano di una persona che era importante perché era una persona normale, dotata di un forte senso di responsabilità civica: un servitore dello Stato nella normalità, ed è allora importante che questo Consiglio comunale faccia, nella forma e nella sostanza, cose che meritano lustro e rispetto. Solo per questo ha chiesto ieri che non venisse semplicemente dato per letto e approvato l'ordine del giorno, ritenendosi invece necessario favorire una riflessione in Aula consiliare.

La Giunta comunale ha fatto una cosa giusta e sacrosanta, e oggi rivolge un apprezzamento a quella Giunta nei cui riguardi è spesso critico.

Il Consiglio va oltre, come ha detto il presidente: nel plaudire allo specifico comportamento dell'Amministrazione rispetto al singolo evento, si impegna il presidente del Consiglio a procedere immediatamente per dar corso a una procedura di conferimento della cittadinanza onoraria, competenza del Consiglio comunale, cosa da fare in prossimità della ricorrenza degli ottant'anni dalla nascita, il 22 ottobre, di Boris Giuliano.

Ma chi era Boris Giuliano? Vice questore della Polizia di Stato, capo della squadra mobile di Palermo, figura fondamentale nella lotta alla mafia, ebbe la capacità di segnare lo spartiacque tra un vecchio e un nuovo modo di investigare, basato sulle tecnologie: il 21 luglio 1979 veniva ucciso a Palermo da Leoluca Bagarella.

Impegnato in inchieste importantissime, anche nella lotta alla droga, Boris Giuliano è stato uno dei primi a capire la necessità di collegare le investigazioni con i flussi di denaro, le investigazioni sul territorio con le dinamiche che seguono i grandi flussi di denaro.

In questo suo investigare ebbe modo, tra l'altro, di occuparsi anche del banchiere Sindona.

Ciò detto, fa presente che nell'analizzare la figura che oggi commemorano, e che in particolar modo ricorderanno il 22 ottobre con il conferimento della cittadinanza onoraria, lo hanno molto colpito le parole di Paolo Borsellino, in un contesto in cui la seduta odierna si ritrova in perfetta sintonia con quanto successo a Palermo in questi giorni: ieri era l'anniversario della strage di via d'Amelio, che vide il giudice Borsellino e la sua scorta perdere la vita; domenica scorsa a Palermo le statue di Borsellino e Falcone sono state decapitate.

Ha collegato questi accadimenti ad un fatto di cronaca registratosi nella città di Messina, nella sua periferia, a Giostra: è stata sgominata una banda dedita allo spaccio di droga; da intercettazioni telefoniche e ambientali è risultato che il capo della banda, per punire un ragazzino che lo aveva derubato di una certa quantità di droga, lo ha massacrato, tagliandogli anche i tendini di una mano.

Stante questo stato di cose, assume un particolare significato l'appropriarsi di “momenti” come questi da parte di un Consiglio comunale sovente così bistrattato. È importante che quest'Aula dia un segno di legalità: senza cadere in tentazioni egocentriche, ha un senso attribuire a questo civico consesso il ruolo suo proprio, un ruolo che ha e che nessuno, eccetto gli stessi consiglieri, possono far venir meno.

Dare un segnale di legalità a questa città, a questa Sicilia è fondamentale: potranno farlo nel modo migliore proprio intitolando la rotatoria e soprattutto conferendo la cittadinanza onoraria a Boris Giuliano.

Non parlano di eroi, che abitano fumetti e film: parlano di persone in carne e ossa, persone coscienti e responsabili, servitori dello Stato al 100%, come lo era Borsellino, come lo era Falcone!

Termina il suo intervento, richiamando le parole di Paolo Borsellino: 'Senza che ciò voglia suonare come critica ad alcuno, se altri organismi dello Stato avessero assecondato l'intelligente opera investigativa di Boris Giuliano, l'organizzazione criminale mafiosa non si sarebbe sviluppata sino a questo punto e molti omicidi, compreso quello dello stesso Giuliano, non sarebbero stati commessi'.

Oggi scrivono una pagina importante, non rara peraltro, della città di Messina.

PRESIDENTE ricorda che anche l'anno passato hanno dato un tributo a Boris Giuliano con l'intervento delle più alte personalità della città, a tutti i livelli.

Domani alle ore 17,00 avrà luogo la deposizione di corone nell'abitazione di viale Europa; alle ore 21,00 si celebrerà la Santa Messa nella chiesa di San Nicolò e alle ore 22,00 avrà luogo a Largo Risorgimento la proiezione di un filmato su Boris Giuliano: sono tutti invitati.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Ticonosco, che fra l'altro gli risulta abitasse vicino a Boris Giuliano quando lo stesso viveva a Messina.

SALVATORE TICONOSCO ha apprezzato moltissimo l'intervento del collega Calabrò e certamente sono poche le parole da aggiungere a quanto saggiamente detto dal collega.

Era un ragazzino quando, abitando all'isolato 82 di via Ugo Bassi, incontrava per strada, erano le prime volte, questo signore dall'aspetto normalissimo e distinto, cresciuto in quell'ambiente.

Solo qualche anno fa accadeva poi che in via Ugo Bassi all'isolato 82 veniva scoperta una targa che ricorda la figura di Boris Giuliano, un uomo che è poco dire eroe e che oggi, con quest'iniziativa lodevole, eleva anche il nome della città di Messina.

Si parla di un uomo che ha seguito l'intero iter scolastico nella città di Messina, laureandosi in giurisprudenza quando laurearsi in quella facoltà era un vanto non solo in Italia ma in tutta Europa, quando di per sé motivo di orgoglio era laurearsi all'Università di Messina.

Già questi elementi raccontano molto del vissuto professionale di questa importante figura, che ha sviluppato un percorso investigativo del tutto innovativo: Boris Giuliano è stato ucciso barbaramente, come tanti altri pure importanti, vigliaccamente assassinato alle spalle!

Gli amici di Boris Giuliano, in particolare quando la lapide in sua memoria venne scoperta, ne hanno sempre parlato come di un uomo incorruttibile, che non aveva paura di niente e di nessuno, e che guardava al futuro sempre operando nel pieno rispetto della legalità e dei valori umani, quei valori che forse dal 1979 hanno perso importanza e vengono sempre più accantonati.

È felicissimo che questo Consiglio comunale si sia e si stia adoperando per questo importante riconoscimento.

La città di Messina deve orgogliosamente sentirsi legata a quest'uomo, figlio e fratello di tutti loro, un uomo che nell'adempimento del suo dovere, come garante della giustizia e della legalità, è morto quando ancora tanto poteva dare.

Mancano le parole, sempre insufficienti in questi casi: dichiara la propria soddisfazione per aver sottoscritto un ordine del giorno che nuova vita dà alla memoria di Boris Giuliano.

Che ci siano tanti Boris Giuliano, capaci di dimostrare tanto attaccamento ai valori dello Stato!

PRESIDENTE Non essendovi pareri contrari, si dà per approvato all’unanimità l’ordine del giorno, che verrà subito inviato al Sindaco.


Proposte di deliberazione


PRESIDENTE, salutati i dirigenti presenti, come deciso in conferenza dei capigruppo comunica che stasera verranno trattate le delibere sui debiti fuori bilancio che rientrano nella fattispecie prevista dalla lettera a) dell’articolo 194, cioè sentenze esecutive.

Mette in discussione la delibera n. 41, avente per oggetto: “Riconoscimento debito fuori bilancio nei confronti di vari dipendenti del servizio N.U. in adempimento a conciliazioni presso l’UPLMO per mancata fornitura vestiario anni 1996/2000. Importo € 331.590,75”. Sulla proposta istruita dall’ingegnere Aiello, la commissione competente ha espresso parere favorevole nella seduta del 4 gennaio 2010.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Greco. Ne ha facoltà.

MARCELLO GRECO chiede al presidente di non trattare la delibera in oggetto poiché a suo avviso non rientra nella fattispecie prevista dalla lettera a) dell’articolo 194, essendo una conciliazione e non una sentenza.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CAPURRO reputa opportuno iniziare dall’esame della delibera n. 18, su cui ci si era già soffermati nel corso della seduta precedente, essendo una regolarizzazione di cassa con sentenza passata in giudicato.

PRESIDENTE ribadendo che prima verranno trattate le delibere istruite dai dirigenti qui presenti, dà la parola all’ingegnere Aiello.

ING. AIELLO fa presente che nella proposta in oggetto il riferimento all’articolo 194 c’è in quanto le conciliazioni presso l’UPLMO sono equiparate alle sentenze di primo grado. Non è materia di sua competenza, ma se ci fosse stata una svista, è certo che l’avvocatura l’avrebbe segnalata.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Ticonosco. Ne ha facoltà.

SALVATORE TICONOSCO giudica opportuno rinviare il provvedimento in commissione per necessari approfondimenti poiché nel caso in ispecie non c’è una sentenza passata in giudicato e quindi bisogna fare molta attenzione.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Greco. Ne ha facoltà.

MARCELLO GRECO dichiara di non essere d’accordo con quanto sostenuto dal dirigente perché una cosa è la conciliazione, fra l’altro presso un organo non giudiziario, un’altra una sentenza passata in giudicato, ed il testo dell’articolo 194 lo conforta nella sua convinzione. Invita il presidente a sospendere la trattazione della delibera.

PRESIDENTE, sulla proposta di sospensione della delibera, chiede di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CAPURRO a nome di tutto il gruppo, dichiara il voto favorevole alla proposta di rinvio in commissione della delibera per approfondimenti.

PRESIDENTE mette in votazione la proposta di rinvio della delibera n. 41: presenti 25, favorevoli 20, contrari 1, astenuti 4; viene accolta.

Mette in discussione la delibera n. 46, avente per oggetto: “Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi articolo 194 del T.U. sull’Ordinamento degli Enti Locali, approvato con decreto legislativo 18/8/2000 n. 267. Ditta Creditore Imbesi Domenico/Comune di Messina coop. Habitat 2000 – piano di zona San Licandro. Sentenza Corte d’Appello di Messina n. 246/08”. La proposta istruita dal dottore Bruno riporta il parere favorevole della commissione espresso nella seduta del 28 giugno 2010.

Dà la parola al dottore Bruno per illustrare la delibera.

DOTT. BRUNO fa presente che si tratta di un pignoramento subìto, eseguito e regolarizzato. L’unico scopo del provvedimento è riconoscere il debito che non ha bisogno di copertura finanziaria in quanto già regolarizzato.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Greco. Ne ha facoltà.

MARCELLO GRECO chiede se sia allegata la relazione dell’avvocatura comunale.

PRESIDENTE constata che il fascicolo non contiene la relazione dell’avvocatura comunale.

Ridà la parola al consigliere Greco.

MARCELLO GRECO chiede al dottor Bruno, allora, il nome del dirigente dell’ufficio espropriazioni che dispose all’epoca l’occupazione erroneamente effettuata dal Comune.

PRESIDENTE risponde che si tratta del dottor Chiella.

MARCELLO GRECO chiede, ancora, se l’avvocatura abbia messo in mora l’ufficio espropriazioni per questa procedura.

PRESIDENTE dà la parola al dottor Bruno.

DOTT. BRUNO ribadisce che il provvedimento in discussione ha natura prettamente contabile, con una vicenda che ha inizio con un atto di citazione del 1986 e che ha visto prodursi tre sentenze, di cui l’ultima relativa all’indennità di occupazione. Peraltro, è in corso un contenzioso con la ditta, che ha pignorato più del dovuto, attraverso un’azione di rivalsa.

(Il consigliere Greco sottolinea che sarebbe stata importante la relazione dell’avvocatura proprio per non avere conoscenza del solo aspetto contabile)

Aggiunge che il procedimento espropriativo fu delegato all’assegnatario: se c’era responsabilità del Comune essa riguardava solo l’aspetto del controllo, tant’è che è stato condannato in solido.

PRESIDENTE ridà la parola al consigliere Greco.

MARCELLO GRECO rimarca la circostanza che nessuna azione di responsabilità è stata avviata sinora nei confronti dei dirigenti responsabili.

PRESIDENTE chiede al dottore Bruno se con il riconoscimento del debito si avvierà l’accertamento da parte della Corte dei Conti.

(Il dottore Bruno risponde affermativamente)

Nessun altro chiedendo di intervenire, mette in votazione la proposta di delibera: presenti 22 consiglieri, viene approvata con 18 voti favorevoli e 4 di astensione.

Mette in discussione la proposta di delibera di cui al numero 21 dell’ordine del giorno, avente per oggetto “riconoscimento di legittimità di debito fuori bilancio ai sensi del comma 1 dell’art. 194 del D.lvo n. 267/2000 derivante da decreto ingiuntivo esecutivo del giudice di pace di Messina n. 507/08 a favore del sig. Vincenzo Larinà, titolare della ditta ‘Mediterranea Informatica’, per € 784,47”, che riporta tutti i pareri favorevoli.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Greco. Ne ha facoltà.

MARCELLO GRECO evidenzia che anche questa proposta di riconoscimento di debito fuori bilancio non rientra nella fattispecie prevista dall’articolo 194, lettera a): si tratta, infatti, di un semplice decreto ingiuntivo e non di sentenza definitiva a seguito di un procedimento giudiziario. Ne chiede il rinvio.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CAPURRO ribadisce che il collega Greco ha ragione: la conferenza dei capigruppo aveva deciso di trattare soltanto le proposte di riconoscimento di debito supportate da sentenze passate in giudicato. Ed è ciò che devono fare!

PRESIDENTE ribatte che è sua prerogativa gestire i lavori d’Aula: avuta conoscenza della presenza odierna di alcuni dirigenti, ha ritenuto opportuno trattare le proposte di delibera di loro competenza. Peraltro, quella in discussione rientra in parte nella fattispecie di legge cui si vorrebbe rientrassero le proposte da esaminare oggi.

Dà la parola, sulla proposta di delibera, all’ingegnere Cardia.

ING. CARDIA riferisce che la proposta di deliberazione riguarda un debito che risale al 2003, istruita nel giugno del 2009, di minimo importo già pagato. Si è in presenza di un decreto ingiuntivo che non è stato opposto e per maggiori chiarimenti rinvia agli atti allegati.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Greco. Ne ha facoltà.

MARCELLO GRECO sottolinea che quanto illustrato dall’ingegnere non riguarda la questione principale, cioè il rinvio della proposta in ossequio alla scelta della conferenza dei capigruppo.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Saglimbeni. Ne ha facoltà.

PAOLO SAGLIMBENI osserva che, riconosciuto il debito, la Corte dei Conti valuterà la mancata opposizione del Comune a quel decreto ingiuntivo, frutto di una decisione del giudice di pace. Peraltro, se il Comune non ha fatto opposizione può essere dipeso dalla fondatezza del debito in questione.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Cilento. Ne ha facoltà.

BRUNO CILENTO chiede la convocazione dei capigruppo al tavolo della presidenza.

PRESIDENTE convoca i capigruppo e sospende la seduta.

La seduta, sospesa alle ore 20,07, riprende alle ore 20,12.

PRESIDENTE mette ai voti la pregiudiziale del consigliere Greco: presenti 21 consiglieri, viene respinta con 1 voto favorevole, 1 voto contrario e 19 di astensione.

Mette quindi in discussione la proposta di deliberazione, sulla quale chiede di intervenire il consigliere Greco. Ne ha facoltà.

MARCELLO GRECO riferisce che l’avvocatura in questo caso ha fatto un controllo ed ha comunicato l’inesistenza agli atti d’ufficio di documenti attinenti la fornitura del computer. Viene emesso un decreto ingiuntivo, che però arriva con un ritardo di oltre venti giorni e quindi non viene fatta opposizione. Chiede ai colleghi se qualcuno ha avuto notizie in merito all’allocazione di questo computer.

PRESIDENTE precisa che la commissione ha espresso parere favorevole e dà lettura di quanto comunicato dall’avvocatura, con una lettera a firma della dottoressa Impalà. In particolare, viene detto che i termini per l’opposizione sono scaduti e si invita l’ufficio a provvedere al pagamento di quanto ingiunto, al fine di evitare un aggravio di spese per l’Ente.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.

FELICE CALABRO’ osserva che non si può non dare ragione al consigliere Greco quando si chiede chi attualmente regga l’avvocatura comunale a Messina. Si tratta di una persona che contemporaneamente gestisce anche l’ufficio personale e che peraltro non potrebbe stare in quel posto, perché non può neppure essere iscritta all’albo degli avvocati.

Si chiede se il dirigente in questione abbia proposto azione di responsabilità contro chi di dovere, come era stato espressamente chiesto con un ordine del giorno, ma non gli risulta che la dottoressa Litrico abbia indicato chi sia il responsabile. Ricorda anche che il Comune di Messina ha allargato da 8 a 15 i membri del collegio di difesa, portando a 1500 euro la retribuzione mensile. Manifesta comunque tutta la sua solidarietà al collega Greco.

PRESIDENTE, nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara aperta la votazione: presenti 22, favorevoli 16, astenuti 6, è approvata.

Mette in discussione la proposta di deliberazione iscritta al punto 25 dell’ordine del giorno, avente per oggetto: “Regolarizzazione debitoria società Croce Sana s.r.l. importo pari a euro 2.511,00 ai sensi dell’articolo 194 del T.U.O.EE.LL. approvato con decreto legislativo del 18/08/2000 n. 267”. Con riferimento a questo atto deliberativo è stata inviata a tutti i capigruppo una diffida dall’avvocato che cura gli interessi della ditta. Su richiesta del capogruppo dell’UDC, ha fatto degli approfondimenti e il dottore Coglitore ha spiegato che per il pagamento di questo debito si farà fronte con risorse correnti presenti nel bilancio di previsione 2010.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Greco. Ne ha facoltà.

MARCELLO GRECO dichiara che anche questa delibera viene fuori da un decreto ingiuntivo non opposto e pertanto propone, ancora una volta, il rinvio in commissione.

PRESIDENTE dà la parola all’architetto Schiera.

ARCH. SCHIERA puntualizza che gli interventi effettuati dalla Croce Sana sono autorizzati dalla magistratura e seguiti poi dai vigili urbani, si tratta quindi di interventi ben controllati e registrati. Nel caso specifico si fa riferimento a un debito del 2000, che è stato più volte rimandato per mancanza di copertura finanziaria e che a suo avviso rientra pienamente nel dettato della legge 194 lettera A.

PRESIDENTE ha chiesto nuovamente di intervenire il consigliere Greco. Ne ha facoltà.

MARCELLO GRECO chiede all’architetto Schiera perché, se era qualcosa di dovuto, si sia fatto un debito fuori bilancio e peraltro poi non si sia fatta opposizione per decorrenza dei termini. Gli risulta anche che è stata stipulata una transazione e addirittura alla Croce Sana sono state pagate pure le spese legali, sebbene non richieste.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Gennaro. Ne ha facoltà.

GAETANO GENNARO premette che l’unica valutazione che in questo momento riesce a fare è di carattere politico e non certamente tecnico. Si sta affrontando la questione dei debiti fuori bilancio giacenti da settimane all’ordine del giorno, ma questo Consiglio aveva intrapreso un percorso politico di metodo corretto, che era un modo idoneo per porre l’attenzione politica su questi debiti.

Ricorda che tutti i cittadini hanno un diritto al bilancio e lo esprimono attraverso le assemblee, come appunto il Consiglio comunale, che è l’organo deputato alla votazione dello strumento finanziario. Con i debiti fuori bilancio sostanzialmente una porzione di spesa viene sottratta all’attenzione dei consiglieri e quindi di fatto vengono mortificati i cittadini nell’esercitare il loro diritto al bilancio del Comune.

Spesso i dirigenti sotto l’input della politica riescono a trovare fondi che altrimenti la politica non potrebbe utilizzare.

(Interruzione da parte del consigliere Capurro che lo invita ad attenersi all’argomento in discussione)

Ritiene di non essere fuori tema e ricorda che la commissione sui debiti fuori bilancio, opportunamente costituita, aveva proprio il compito di verificare a posteriori le eventuali responsabilità e di segnalarle.

Ricorda allora nel suo svolgimento l'azione della “commissione debiti fuori bilancio”, commissione rimasta bloccata per un fatto politico posto dal presidente, senza che nessuno in quest'Aula avesse il coraggio di dire che bisognava rinnovare la fiducia al collega Calabrò, dopo il capriccio di un singolo consigliere che fece un'illazione sul carente lavoro della commissione.

Di fatto, dopo quella che è sembrata la sceneggiata di “dare” la commissione all'opposizione, il Consiglio non ha sentito il dovere di discutere le dimissioni del consigliere Calabrò, per accettarle o rigettarle.

Il consigliere Greco bloccò, in base ad una specifica motivazione, la trattazione delle delibere riguardanti debiti fuori bilancio. Oggi accade però che queste delibere vengano rimandate in commissione.

Se stabiliscono un criterio relativo al necessario approfondimento dei debiti fuori bilancio in commissione, la commissione bilancio dovrebbe essere chiamata a svolgere un determinato lavoro, ma vorrebbe capire se questo lavoro sia stato già compiuto, allo stesso modo richiamando l'attenzione sull'importanza della “commissione debiti fuori bilancio” che dovrebbe a sua volta essere chiamata a creare i necessari presupposti perché il Consiglio possa dare risposta a un proliferare interminabile di delibere.

Occorre che questo Consiglio si qualifichi per aver individuato un metodo nella trattazione di questo importantissimo tema, senza più andare avanti così come fatto in questi anni: si dichiara favorevole all'idea di trattare tutte e subito le delibere in questione!

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Cilento. Ne ha facoltà.

BRUNO CILENTO comunica che voteranno questa delibera, non prima di aver sottolineato come non pongano alcun problema a che il consigliere Calabrò riprenda la regia della commissione sui debiti fuori bilancio: altrimenti, se il collega non ha intenzione di continuare nell'opera intrapresa, sia un altro consigliere a farlo, in possesso però delle stesse capacità e competenze!

Di certo hanno l'obbligo di votare una serie di delibere: occorre però sottolineare, e su questo dovrebbero riflettere, tutte le vergogne che emergono da questi atti deliberativi e che mortificano i cittadini messinesi, al di là degli importi in questione.

Vi sono cose che vanno a votare e che offendono l'intelligenza dei consiglieri comunali e dei cittadini messinesi, causate come sono dalla negligenza e dalla mancanza di responsabilità di alcuni soggetti che avrebbero dovuto agire in maniera diversa!

Questo elemento è da evidenziare! Si dichiara sicuro della necessità di accertare realmente la responsabilità di chi ha sostenuto questi debiti.

PRESIDENTE rimane quindi vigente la proposta del consigliere Greco di rinvio in commissione dell'atto deliberativo.

Mette in votazione la proposta del consigliere Greco.

Presenti 25 consiglieri, astenuti 24, contrari 1. La proposta è respinta.

Mette in votazione la proposta di cui al punto 25 dell'ordine del giorno.

Presenti 24 consiglieri, favorevoli 16, astenuti 8.

La delibera è approvata.

Mette in discussione la proposta di deliberazione di cui al punto 18 dell'ordine del giorno: “Riconoscimento debito fuori bilancio per la complessiva somma euro 1,232,57 a favore ispettore capo P. M. Romagnolo Antonino, a fronte sentenza n. 291/08 del Tribunale di Messina – sezione Lavoro, quanto previsto dalla deliberazione GM n. 342 del 18/4/2006 e nota del direttore generale n. 374 del 30.10.2008”.

Parere contrario della commissione.

Mette in votazione la proposta.

Presenti 20 consiglieri, favorevoli 13, contrari 2, astenuti 5. La delibera è approvata.

Mette in discussione la proposta di deliberazione di cui al punto 19 dell'ordine del giorno: “Riconoscimento debito fuori bilancio per la complessiva somma euro 1,719, 95 a favore ispettore P.M. Caizzone Salvatrice, fronte sentenza n. 291/08 emessa dal Tribunale di Messina – sezione Lavoro, secondo quanto previsto dalla deliberazione della GM n. 342 del 18.4.2006 e nota del direttore generale n. 374 del 30.10.2008”.

Il parere della commissione è contrario.

Mette in votazione la proposta di deliberazione.

Presenti 20 consiglieri, favorevoli 15, contrari 1, astenuti 4. La proposta di deliberazione è approvata.

Mette in discussione la proposta di deliberazione di cui al punto 24 dell'ordine del giorno: “Riconoscimento del debito fuori bilancio ai sensi dell'articolo 194 del T. U. sull'ordinamento degli Enti Locali, approvato con decreto legislativo 18.8.2000, n. 267. D. I. n. 345/08 esecutivo – creditore signor Baldassarre Giorgio”.

Il parere della commissione è favorevole.

La somma è di 100 mila euro, somma già pagata.

Il consigliere Tamà viene sostituito dal consigliere Muscolino in qualità di scrutatore.

Mette in votazione la proposta di deliberazione.

Presenti 20 consiglieri, favorevoli 15, astenuti 5. La proposta di deliberazione è approvata.

Mette in discussione la proposta di deliberazione di cui al punto 26 dell'ordine del giorno: “Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi dell'articolo 194 del T. U. sull'ordinamento degli Enti Locali approvato con decreto legislativo 18.8.2000, n. 267. Atto di pignoramento ad istanza del creditore Rinaldo Tobia. Associazione 'I Cariddi'”.

La somma è di 10 mila e 500 euro.

La commissione ha espresso un parere di astensione tecnica.

Vi è stata già una sentenza.

Mette in votazione la proposta di deliberazione che, presenti 21 consiglieri, favorevoli 15, astenuti 6, è approvata.

Mette in discussione la proposta di deliberazione di cui al punto 29 dell'ordine del giorno: “Riconoscimento del debito fuori bilancio ai sensi dell'articolo 194 del T. U. EE. LL., decreto legislativo 18.8.2000, n. 267. Ord. Assegn. n. 5657 Reg. Es. n. 2662/02 creditore Mondello Antonino – mandato di pagamento a favore dell'avvocato Carlo Merlino”

La commissione ha espresso un parere di astensione tecnica.

La cifra è di circa 799 euro.

Mette in votazione la proposta di deliberazione.

Presenti 21 consiglieri, favorevoli 16, astenuti 5. La proposta di deliberazione è approvata.

Mette in discussione la proposta di deliberazione di cui al punto 30 dell'ordine del giorno: “Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi dell'articolo 194 del T. U. EE. LL., decreto legislativo 18.8.2000, n. 267. Ord. Assegn. n. 5867/03 Reg. Es. n. 714/02 relativo al creditore Rando Francesco”.

Il parere della commissione è di astensione tecnica.

La cifra è di 838 euro circa.

Mette in votazione la proposta di deliberazione.

Presenti 21 consiglieri, favorevoli 16, astenuti 5. La proposta di deliberazione è approvata.

Mette in discussione la proposta di deliberazione di cui al punto 31 dell'ordine del giorno: “Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi dell'articolo 194 del T. U. EE. LL., decreto legislativo 18.8.2000, n. 267. Ord. Assegn. n. 5971 – Reg. 983/05, relativo al creditore Calabrese Maria”.

Il parere della commissione è di astensione tecnica.

La somma è di circa 1000 euro.

Mette in votazione la proposta di deliberazione.

Presenti 20 consiglieri, astenuti 3, favorevoli 17. La proposta di deliberazione è approvata.

Mette in discussione la proposta di deliberazione di cui al punto 32 dell'ordine del giorno: “Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi dell'articolo 194 del T. U. EE. EE., decreto legislativo 18.8.2000, n. 267. Ord. Assegn. Cron. n. 9731 – Reg. Es. n. 833, procedura esecutiva n. 993/05, relativo ai creditore Scionti Domenico e Mancuso Nicola”.

Il parere della commissione è di astensione tecnica.

Importi: 490 euro a favore di Mancuso Nicola, 100 euro a favore del Banco di Sicilia, 910 euro a favore di Scionti Domenico.

Mette in votazione la proposta di deliberazione: presenti 21, favorevoli 17, astenuti 4; viene accolta all’unanimità dei votanti.

Mette in discussione la delibera n. 33, avente per oggetto: “Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi articolo 194 del T.U. EE.LL. D.lgs. 18/8/2000 n. 267 Ord. Assegn. Cron. n. 6941/03 Reg. Es. n. 2444/03 relativo al creditore Sancetta Scattiolo Antonino”. La commissione ha espresso un parere di astensione tecnica.

Non essendovi richieste di intervento, la mette in votazione: presenti 21, favorevoli 18, astenuti 3; viene accolta all’unanimità dei votanti.

Sospende brevemente i lavori e convoca i capigruppo al tavolo della presidenza.

La seduta riprende.

PRESIDENTE, come deciso in conferenza dei capigruppo, aggiorna il Consiglio a giovedì prossimo alle ore 10,00.

La seduta termina alle ore 21,00.



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158.

SEDUTA DI LUNEDI’ 19 LUGLIO 2010

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIUSEPPE PREVITI

INDI

DEL VICEPRESIDENTE VICARIO GIUSEPPE TRISCHITTA

Il Consiglio comunale è convocato per le ore 11,00.

La seduta inizia alle ore 12,00.


(Partecipa con le funzioni di segretario generale il vicesegretario generale vicario, dottore Mauro)

PRESIDENTE, presenti 32 consiglieri, dichiara valida la seduta e nomina scrutatori i consiglieri Zuccarello, Spicuzza e Cocivera.

(Viene approvato il processo verbale della seduta precedente)


Commemorazione


PRESIDENTE invita i consiglieri ad un minuto di raccoglimento in memoria del giudice Paolo Borsellino che il 19 luglio del 1992 insieme agli agenti della scorta perse la vita nel tragico attentato di via D’Amelio, deplorando inoltre il vile gesto di qualche giorno fa, quando ignoti a Palermo hanno distrutto le statue poste in ricordo dei giudici Falcone e Borsellino.

(Il Consiglio osserva un minuto di silenzio)

Comunicazioni

PRESIDENTE saluta l’assessore Puglisi qui presente per chiarire la posizione dell’Amministrazione circa il disguido creatosi qualche giorno fa per l’accesso negato a Palazzo Zanca ad alcuni lavoratori e sindacalisti.

ASS. PUGLISI interviene per sottolineare che effettivamente si è trattato di un malinteso, peraltro già chiarito, intercorso tra il responsabile della sezione Zanca e alcuni lavoratori della “Futura”. Non è qui nella veste di difensore del comandante per la sicurezza di Palazzo Zanca, né per entrare in polemica con lavoratori che avranno le loro buone ragioni per protestare, ma solo per dire che non esiste alcuna “lista nera” che impedisca l’accesso al palazzo comunale ad alcuno, tantomeno a lavoratori che già in precedenza erano stati ricevuti dal Sindaco.

Invita a questo punto i consiglieri del partito democratico a sospendere la loro protesta, partecipando ai lavori del Consiglio comunale.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Barrile. Ne ha facoltà.

EMILIA BARRILE, alla luce delle dichiarazioni dell’assessore Puglisi, chiede a nome del gruppo del PD una sospensione dei lavori per un confronto tra i colleghi, in modo da decidere sul prosieguo dei lavori.

PRESIDENTE, prima di sospendere, dà la parola all’assessore Mondello, cui porge a nome di tutta l’Aula i migliori auguri per il nuovo incarico ricevuto.

VICESINDACO sente il dovere di ringraziare il Consiglio comunale tutto, confermando la sua piena disponibilità a collaborare con un organo che rappresenta l’intera città ed è quindi la sede naturale ove affrontare ogni problematica.

(Applausi)

Mozione d’ordine


PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE MELAZZO chiede il prelievo di tutte le delibere di riconoscimento di debiti fuori bilancio a seguito delle dichiarazioni rese poco fa in commissione dal ragioniere generale, il quale ha affermato che il permanere di debiti fuori bilancio è da ricondurre alla responsabilità del Consiglio comunale, che non ha esitato gli atti relativi o li ha respinti senza le necessarie motivazioni. Reputando inaccettabile che dalla ragioneria provengano simili sollecitazioni, quando poi nel bilancio si trovano residui del 1965 senza che nessuno dica alcunché, chiede al presidente di mettere ai voti la sua richiesta.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Greco. Ne ha facoltà.

MARCELLO GRECO rimanda fortemente al mittente le accuse di responsabilità del ragioniere generale, ricordando che per la prima volta questo consesso ha avuto il coraggio di rinviare indietro gli atti. Anzi, invita i colleghi a continuare così, dovendo prendere atto di una grande presa in giro esercitata nei confronti del Consiglio, nel momento in cui il 2 dicembre scorso è stata ottenuta la sospensione di tutte le delibere sui debiti fuori bilancio per iniziare le procedure di accertamento di responsabilità. Ma è evidente che non verrà mai fatto nulla per accertare eventuali responsabilità da parte di dirigenti.

A questo punto, per ogni provvedimento approvato, preannuncia che informerà la Procura della Repubblica.

PRESIDENTE sospende i lavori come richiesto dal gruppo del partito democratico.

La seduta, sospesa alle ore 12,15, riprende alle ore 12,30 alla presidenza del vicepresidente vicario Giuseppe Trischitta.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.

FELICE CALABRO' hanno appreso dall'assessore Puglisi, che ringraziano per essere venuto in qualità di rappresentante dell'Amministrazione delegato ai rapporti con il Consiglio, una serie di circostanze rispetto ai fatti incresciosi verificatisi alcuni giorni fa e denunciati in Aula e altrove.

Si sarebbe trattato di un disguido: preso atto della buona disponibilità con cui l'Amministrazione comunale ha iniziato la settimana, come partito democratico a loro volta sono disponibili a dar seguito alla seduta odierna.

Se però veramente vi è stato un disguido, ciò vuol dire che vi sono stati due soggetti che non si sono ben capiti, con interlocutori che evidentemente parlavano lingue diverse.

Vista questa incompatibilità o inconciliabilità di lingue, il partito democratico si farà promotore di un'iniziativa che porti a smussare gli angoli di questa diatriba, e porti a chiarire se si sia trattato di un equivoco o di qualcosa di più e di diverso.

Rimarranno in Aula e daranno modo di continuare gli importanti lavori che oggi li vedono impegnati, non potendosi però limitare a una presa d'atto delle dichiarazioni pur autorevoli dell'assessore: chiederanno la convocazione di un “tavolo” al quale partecipino il Sindaco, il responsabile dell'“ingresso”, i soggetti sindacali che hanno subito quella situazione di impedimento all'accesso.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere David. Ne ha facoltà.

PAOLO DAVID rende noto di aver partecipato a una riunione che ha visto presente l'assessore Puglisi: avevano assunto l'impegno di esaminare la circostanza specifica in modo non critico. Non sono né magistrati né conoscono la verità: prendono però atto di una lettera con la quale il comandante in servizio nell'occasione specifica, si discolpa di una serie di addebiti.

Ciò detto, fa presente che non perdono però di vista la posizione segnalata.

Insieme al partito democratico vigileranno su tale problematica, proprio perché è loro volontà chiarire: vogliono infatti che questo sia il Palazzo di tutti e non di privilegiati o degli amici di qualcuno!

PRESIDENTE ricorda che è stata avanzata una proposta dal consigliere Melazzo, al quale dà la parola per una più chiara formulazione della proposta stessa.

GIUSEPPE MELAZZO chiede il prelievo di tutte le delibere relative al riconoscimento di debiti fuori bilancio.

A partire dalla delibera di cui al punto 18, si dovrebbero trattare le diverse proposte di riconoscimento dei debiti fuori bilancio

PRESIDENTE si chiede allora un'inversione dell'ordine del giorno. Possono intervenire un consigliere a favore e uno contro. Interviene a favore il consigliere Capurro.

GIUSEPPE CAPURRO interviene rilevando come la richiesta del consigliere Melazzo nasca da un intervento fatto in commissione dal dottore Coglitore, che ha dichiarato che non avendo il Consiglio esitato delibere riguardanti debiti fuori bilancio, delibere proposte dall'Amministrazione attraverso il dottore Bruno, si determinerebbe un danno per l'ente.

Rilevato come molti consiglieri abbiano chiesto chiarimenti anche rispetto alle responsabilità del maturare dei debiti fuori bilancio; dichiarato che è ora possibile approfondire la questione, verificando per quale ragione non sia stata avviata procedura per quei dirigenti che hanno provocato questi debiti fuori bilancio, sottolinea la necessità che si pervenga rapidamente alla votazione di questi debiti fuori bilancio, correndosi altrimenti il rischio di procurare un danno all'Ente.

Il problema però è che il ragioniere generale questa mattina ha dichiarato che purtroppo l'ufficio di presidenza non avrebbe relazionato alla ragioneria e ai dirigenti sulle richieste di notizie avanzate dal Consiglio.

Vorrebbero allora verificare, come Consiglio comunale, se l'ufficio di presidenza, a seguito dei rilievi fatti dai consiglieri comunali in Aula, abbia relazionato ai vari dipartimenti dicendo che il Consiglio aveva mosso una serie di rilievi sulle modalità relative ai debiti fuori bilancio pervenuti.

A detta del ragioniere generale, pare che la presidenza del Consiglio non abbia documentato le richieste del Consiglio.

È intervenuto in commissione chiedendo al presidente della commissione di verificare se ciò sia avvenuto: il ragioniere generale ha dichiarato che redigerà e invierà una nota alla Procura della Corte dei Conti, cosa grave visto che il Consiglio si era espresso chiedendo notizie.

Chiede che si verifichi se all'epoca dei fatti il presidente del Consiglio o l'ufficio di presidenza abbiano chiesto chiarimenti ai diversi dipartimenti.

PRESIDENTE fa presente che il presidente Previti è al momento impegnato in una riunione del suo partito e non riesce a contattarlo. Terminato il Consiglio lo contatterà perché fornisca ai consiglieri tutte le dovute informazioni, anche in merito a quanto riferito dal ragioniere generale.

Mette in votazione la proposta del consigliere Melazzo di inversione dell'ordine del giorno perché vengano messe in discussione tutte le delibere relative a debiti fuori bilancio a partire dalla proposta di deliberazione di cui al n. 18 sino al n. 46.

Si vota per l'inversione dell'ordine del giorno.

Presenti 30 consiglieri, 29 favorevoli, 1 astenuto: la proposta è approvata all'unanimità dei votanti.

Fa presente di aver fatto distribuire un ordine del giorno in cui si propone l'intitolazione a Boris Giuliano della rotatoria posta all'incrocio fra viale Europa, via Catania e via Cesare Battisti.

Se nessuno è contrario, potrebbe immediatamente essere messa in votazione la proposta.

Si dà il necessario tempo ai consiglieri di leggere attentamente il testo dell'ordine del giorno e riflettere.


Proposte di deliberazione


PRESIDENTE mette in discussione la proposta di deliberazione di cui al n. 18 dell'ordine del giorno:"Riconoscimento debito fuori bilancio. Complessiva somma euro 1.232,57 a favore dell'ispettore capo P. M. Romagnolo Antonino, a fronte sentenza n. 291/08 del Tribunale di Messina – sezione lavoro, in base a quanto previsto dalla deliberazione della Giunta municipale n. 342 del 18.4.2006 e nota direttore generale n. 374 del 30.10.2008”.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Greco. Ne ha facoltà.

MARCELLO GRECO intende spiegare all'Aula di cosa tratta la delibera: stanno pagando un debito fuori bilancio che risale all'anno 2000 ed è riconducibile ad un'attività che il signor Romagnolo non ha esercitato ma che vuole sia pagata: questo signore fa una causa, insieme ad altri colleghi, causa che non è opposta.

Si torna al punto: perché dovrebbe approvare e votare atti per responsabilità addebitabili all'Amministrazione comunale ed ai dirigenti comunali?!

Già nel dicembre scorso aveva posto uno specifico quesito: l'avvocatura comunale deve spiegare perché materialmente non ha fatto le opposizioni, perché non ha fatto gli appelli e i ricorsi in cassazione: perché era il signor Romagnolo? Forse!

Il signor Romagnolo era un vigile urbano che si occupava degli accertamenti ai quartieri.

Questo è il debito fuori bilancio in oggetto e ne hanno circa mille di debiti di questo tipo: sono tutti così!

Se il ragioniere generale li ritiene responsabili per questo fatto, il sottoscritto ritiene allora che vi sia una responsabilità a monte che non viene fuori perché nessuno ha interesse a che esca fuori! Porterà avanti anche da solo la questione: non voterà questa delibera di riconoscimento del debito e non voterà neanche le altre delibere, anche dovesse ritrovarsi da solo!

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.

FELICE CALABRO' rispetto alla delibera in sé, non può che prendere atto e condividere quanto dichiarato dal consigliere Greco riguardo alla mancata opposizione, alla mancata resistenza da parte del Comune in tutta una serie di giudizi.

Qualcuno cerca di attribuire al Consiglio responsabilità, se non esita certe delibere, per il maturare degli interessi; tesi che sembra sia avallata anche dal ragioniere generale. Ammesso che ciò sia vero, è evidente come il Consiglio comunale sia diventato lo “zerbino della città”, ma non ci sta a questo gioco!

Nello specifico della delibera in discussione, da un lato il consigliere sarebbe obbligato a riconoscere il debito di fronte ad una sentenza definitiva, verificate ovviamente le condizioni di legge per la sua riconoscibilità. Dall’altro, questi non potrebbe non domandarsi perché sia diventato l’anello finale della catena, tanto da aver richiesto, finora inutilmente, che si avviassero tutte le procedure per la verifica dell’eventuale responsabilità dei dirigenti per i debiti fuori bilancio!

Osservato come nei rapporti tra il Sindaco e la sua maggioranza vi sia stato un cambio di ruolo tra l’UDC e l’MPA, ribadisce con forza come non si sia avviata mai azione di responsabilità nei confronti di chi ha causato danni erariali. Il perché è da ricercarsi nella evidente incompatibilità, che ha già denunciato, di chi al contempo è dirigente all’avvocatura ed al personale.

Infine, non può accettare che si faccia passare in silenzio l’approvazione di quell’ordine del giorno su Boris Giuliano: è una cosa troppo seria perché avvenga senza acquisire visibilità all’esterno.

PRESIDENTE precisa che la proposta di delibera è corredata del parere favorevole del dirigente e contrario della commissione competente; ancora che si tratta di una regolarizzazione di cassa di un pagamento cui si è già provveduto nell’ottobre 2008, in seguito ad una sentenza passata in giudicato. Il collegio dei revisori dei conti trasmetterà la delibera consiliare alla Corte dei Conti.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Saglimbeni. Ne ha facoltà.

PAOLO SAGLIMBENI richiama un ordine del giorno proposto nel giugno scorso, teso a fare chiarezza sui debiti fuori bilancio e ad assumere una strategia consiliare. La regola vuole che il Consiglio ha il diritto/dovere di riconoscere i debiti fuori bilancio le cui delibere siano “complete”, se non vuole che gli si imputino responsabilità. Se la delibera è completa, al contrario si avvia con la sua approvazione l’azione di responsabilità presso la Corte dei Conti, ed è proprio il caso della proposta in discussione. È la fattispecie più semplice: c’è una sentenza definitiva a monte, vi è un atto di liquidazione del dirigente che impedisce il maturare degli interessi, si tratta di una “presa d’atto” che avvierà l’iter presso la Corte dei Conti per accertare eventuali responsabilità.

Non è intento di nessuno coprire responsabilità altrui, ma crede che si debba seguire una certa strategia e, pertanto, preannuncia il suo voto favorevole, che auspica possano esprimere pure i colleghi, perché altrimenti dovrebbero motivare il loro diniego. Al contempo, propone di esaminare velocemente tutte le proposte di riconoscimento di debito fuori bilancio che rientrano nella fattispecie di cui all’articolo 194, lettera a), rinviando all’esame della commissione tutte le altre incomplete.

PRESIDENTE evidenzia che ha potuto constatare come questo debito fuori bilancio sia stato prontamente liquidato nel 2008, al contrario di altri derivanti pure da sentenze passate in giudicato, emesse però in anni precedenti.

Qui si è in presenza di una sentenza del 28 gennaio 2008, non notificata al Comune, ma di cui si è avuta “copia in forma esecutiva”, perché altrimenti si sarebbe potuto fare appello entro un anno. La cosa strana è che non si liquidano altri debiti che, per sentenze anche più antiche, fanno maturare nel frattempo interessi e rivalutazioni monetarie. Nulla togliendo al fatto che la proposta riguarda una regolarizzazione di cassa, si è in presenza di un iter di pagamento privilegiato, l’ufficio legale adopera “due pesi e due misure”: rassegna questa sua riflessione alla dottoressa Litrico.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Saglimbeni. Ne ha facoltà.

PAOLO SAGLIMBENI ritiene che quanto riferito dal presidente rafforzi la validità del suo ordine del giorno, in cui si cita pure una determinazione della Corte dei Conti risalente al 2005, con la quale questa raccomanda ai dirigenti responsabili di liquidare i debiti già oggetto di sentenze di primo grado, prima di proporre al Consiglio la relativa delibera di riconoscimento. Ribadisce la proposta di esaminare le delibere riguardanti sentenze giudiziarie, in ossequio alle istruzioni della Corte dei Conti e per ridurre le responsabilità del Consiglio.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE MELAZZO preannuncia il suo voto contrario alla delibera non solo per quanto esposto dal collega Greco e per la discrezionalità nei pagamenti appena riferita dal presidente, ma anche perché si è in presenza di un riconoscimento che comprende interessi e rivalutazione monetaria e che è carente del parere del direttore generale di cui si fa richiesta nella determina del dirigente per la liquidazione del debito. Pertanto, si è in presenza di un atto non predisposto correttamente.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Cilento. Ne ha facoltà.

BRUNO CILENTO si chiede se alla luce degli interventi sentiti finora, tutti pertinenti, non sia necessaria la presenza in Aula del dirigente proponente la delibera. Infatti, personalmente, non ha gli strumenti per poter dare ragione all’uno o all’altro collega, mentre il dirigente potrebbe chiarire loro gli esatti termini giuridici dei problemi che si pongono. Non ultimo, quello riguardante le conseguenze di una eventuale bocciatura di questa regolarizzazione di cassa. Ciò gli fa affermare che non ha senso trasmettere al Consiglio questa categoria di debiti fuori bilancio, nel momento in cui si è già pagato il creditore.

La responsabilità delle loro decisioni è di chi non dà chiarimenti su questioni per le quali, poi, si chiede che il Consiglio risponda.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Muscolino. Ne ha facoltà.

GIORGIO MUSCOLINO, a seguito della richiesta del collega Cilento, invita il presidente a sospendere i lavori per convocare tutti i dirigenti che hanno firmato le delibere sui debiti fuori bilancio.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Ticonosco. Ne ha facoltà.

SALVATORE TICONOSCO, preoccupato davanti alla quantità di debiti fuori bilancio da votare ed agli innumerevoli dubbi, si associa alla richiesta di supporto tecnico-giuridico dei dirigenti che hanno firmato le delibere.

PRESIDENTE afferma che per la tipologia delle prime due delibere è inutile chiamare il dirigente, non essendovi nulla da chiarire, mentre per le altre concorda con i consiglieri.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CAPURRO deve constatare come si sia tornati indietro di due anni con le stesse discussioni di allora. La legge impone la regolarizzazione di cassa e l’ultimo atto dell’intero iter è di competenza del Consiglio comunale per cui, evitando processi alle intenzioni, si vada ad esaminare ciascuna delibera senza dilungarsi oltre.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere David. Ne ha facoltà.

PAOLO DAVID giudicando positiva la proposta del consigliere Muscolino che porterebbe ad uno snellimento dei lavori, invita il presidente a programmare una prossima seduta alla presenza di tutti i dirigenti, poiché i dubbi sono parecchi su queste regolarizzazioni ed il Consiglio può denunziare anomalie alla Corte dei Conti.

Pertanto, si voti la proposta già chiamata che contiene una somma irrisoria e poi ci si aggiorni alla presenza dei dirigenti per chiarimenti.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Ansaldo. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE ANTONIO ANSALDO rilevando come anche oggi si stia solo perdendo tempo, ritiene che prima di convocare una seduta di Consiglio comunale sarebbe meglio che si approfondissero le questioni verificando l’iter più giusto.

PRESIDENTE dà la parola al segretario generale per i chiarimenti richiesti.

SEGRETARIO GENERALE osserva che la delibera in oggetto è chiara, si tratta di una tipica fattispecie prevista dall’articolo 194, una regolarizzazione di cassa di competenza del Consiglio comunale. Si dice pure nell’atto di inviare copia alla Corte dei Conti di Palermo per verificare eventuali responsabilità.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CAPURRO, ascoltata la risposta esaustiva del segretario generale ed accogliendo la proposta del consigliere Muscolino, invita il presidente a programmare la prossima seduta alla presenza dei dirigenti.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Cilento. Ne ha facoltà.

BRUNO CILENTO propone di dividere le delibere in base alla competenza dei vari dirigenti, programmando quindi 2,3 sedute da dedicare solo ai debiti fuori bilancio.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE MELAZZO sostiene che l’equivoco di base è che questa delibera non è una regolarizzazione contabile bensì un riconoscimento di debito fuori bilancio. Qui non si tratta di fare terrorismo psicologico ma l’atto non è completo.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Barbalace. Ne ha facoltà.

NICOLA BARBALACE interviene sull'organizzazione dei lavori, visto che avverte una notevole confusione a tutti i livelli: ha ascoltato la richiesta del consigliere Cilento e quella del consigliere Muscolino.

Chiede che a questo punto il presidente si determini sul modo in cui proseguire i lavori.

Il consigliere Melazzo ha tra l'altro appena detto che la delibera in oggetto non sarebbe configurabile nei termini di una regolarizzazione di cassa: chiede che ci si determini sul prosieguo dei lavori.

Chiede che il presidente assuma le decisioni del caso.

PRESIDENTE nel merito delle proposte del consigliere Muscolino e del consigliere Cilento non esprime nessuna opinione personale, ritenendo che occorra rimettersi alle decisioni dell'Aula. Ha chiesto di intervenire il consigliere Caliò. Ne ha facoltà.

GAETANO CALIO' considerate le richieste fatte dai consiglieri Cilento e Muscolino, comunica che personalmente non parteciperà alla votazione degli atti deliberativi, se non in presenza dei soggetti richiamati dal collega Cilento.

PRESIDENTE chiede che i consiglieri Cilento e Muscolino ripropongano le richieste già fatte.

BRUNO CILENTO riformula sinteticamente la sua proposta di invitare in Consiglio comunale i dirigenti in maniera selettiva, relativamente cioè alle delibere di pertinenza la cui trattazione sia ad esempio prevista per la giornata di domani: è importante infatti avere chiarimenti direttamente in Aula.

PRESIDENTE si chiede allora una sospensione della trattazione delle delibere e la presenza in Aula dei dirigenti?

Che il consigliere Cilento chiarisca questo punto!

(Il consigliere Cilento chiede la presenza dei dirigenti in Aula relativamente a tutte le delibere iscritte all'ordine del giorno riguardanti riconoscimenti di debiti fuori bilancio)

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire per mozione d'ordine il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CAPURRO chiede 10 minuti di sospensione per una riunione di gruppo.

(Il consigliere Barbalace chiede se si possa chiedere una sospensione in fase di votazione)

PRESIDENTE fa presente che non sono ancora in fase di votazione.

Concede la sospensione richiesta, facendo presente che senza ulteriore avviso i lavori riprenderanno alle ore 13,46

La seduta, sospesa alle ore 13,41, riprende alle ore 13,53.

PRESIDENTE, alla luce dell'incontro con i capigruppo consiliari, ritenendo inutile procedere al voto sulle proposte in oggetto, si è deciso che il Consiglio verrà aggiornato alle ore 18,30 di domani.

Si sospende la trattazione delle delibere per un altro elemento tecnico fatto emergere dal gruppo dell'UDC: dalle delibere non si comprende se il pagamento sia stato effettuato con mutuo o per cassa.

Trattandosi di una contestazione già fatta ai consiglieri in passato, sarà necessario chiarire questo punto: si chiederà la presenza in Aula dei dirigenti che hanno istruito le delibere.

Le delibere riguardanti riconoscimenti di debiti fuori bilancio vanno dalla n. 18 alla n. 46. Non sapendo quanti dirigenti siano direttamente interessati, per domani si chiede che siano presenti alle ore 18.30 per discutere le proposte dalla 18 alla 32 dell'ordine del giorno i dirigenti di riferimento e l'assessore Miloro.

Se poi risulterà che i dirigenti presenti hanno istruito delibere anche iscritte a numeri successivi, 39, 40 ad esempio, saranno ascoltati pure su quei punti.

Aggiorna i lavori alle ore 18.30 del giorno dopo, non prima di aver precisato che a tali lavori è invitato a partecipare anche il ragioniere generale.

Chiude i lavori il vicepresidente vicario Giuseppe Trischitta.

La seduta termina alle ore 13,55.

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157.

SEDUTA DI MERCOLEDI’ 14 LUGLIO 2010

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIUSEPPE PREVITI

Il Consiglio è convocato per le ore 11,00.

La seduta inizia alle ore 11,35.

(Partecipa con le funzioni di segretario generale il vicesegretario generale vicario, dottore Mauro)


PRESIDENTE presenti 23 consiglieri, dichiara aperta la seduta e nomina scrutatori i consiglieri Cantello, Caliò e Carreri.

(Viene approvato il processo verbale della seduta precedente)


Proposte di deliberazione


PRESIDENTE, dando avvio all’attività deliberativa, comunica che si è in attesa dell’ingegnere Caminiti perché apponga il parere su un emendamento presentato alla proposta avente per oggetto il regolamento per l’utilizzo di Forte Ogliastri, la cui trattazione è stata sospesa nella seduta precedente.

Altresì, la volta scorsa i lavori del Consiglio sono stati sospesi dopo la relazione dell’assessore Corvaja sulla delibera iscritta al punto 7 dell’ordine del giorno, avente per oggetto la “variante parziale da zone B1 a zone B4C, derivante da errori materiali indicanti zone B1 ricadenti al di fuori del perimetro del piano Borzì, in contrasto con l’articolo 36 delle norme tecniche di attuazione del PRG”.

Ricordando che l’assessore è stato invitato a partecipare anche alla seduta odierna, chiede intanto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CAPURRO ricorda che la volta scorsa ha già rappresentato la posizione del gruppo del PDL su quest’atto deliberativo, con la richiesta di sospenderne la trattazione per diversi motivi. In particolar modo, perché è necessario acquisire un parere dal collegio di difesa, come richiesto dal presidente della commissione competente, a seguito di un atto stragiudiziale ricevuto dai consiglieri comunali, con cui l’avvocato Catalioto fa presente che è stato nominato un CTU e che l’area deve avere destinazione B1. Si ritiene altresì opportuno un incontro con l’Amministrazione per capire a cosa il Consiglio possa andare incontro, visto che da un lato la parte privata chiede il mantenimento della zona B1, dall’altro l’Amministrazione predispone una delibera con il cambio di destinazione da B1 a B4C.

Reitera quindi la richiesta di rinvio della trattazione della delibera per avere un quadro chiaro della situazione.

PRESIDENTE non essendovi pareri contrari, la trattazione della delibera è rinviata.

Mette in discussione la delibera iscritta al punto 8 dell’ordine del giorno, avente per oggetto il “regolamento comunale per la videosorveglianza del territorio”, che presenta alcuni emendamenti.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Tamà. Ne ha facoltà.

SEBASTIANO TAMA’ chiede il rinvio della delibera in commissione perché è necessario apportare una serie di modifiche mediante emendamenti, in modo da licenziare un atto davvero utile per la città poiché, così redatto, è insufficiente su alcuni passaggi.

PRESIDENTE non essendovi contrari, la proposta di rinvio in commissione viene accolta.

Mette in discussione la delibera iscritta al punto 15, avente per oggetto: “Intitolazione dello slargo denominato rotonda di Granatari a piazza dell’Autonomia Regionale Siciliana”. Riporta tutti i pareri favorevoli.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Muscolino. Ne ha facoltà.

GIORGIO MUSCOLINO conferma l’orientamento di voto contrario del suo gruppo già espresso in sede di commissione per motivazioni di esclusivo carattere politico. Da anni, ma soprattutto con l’attuale Governo Lombardo, si parla tanto della cosiddetta autonomia della Regione Siciliana ma nei fatti ci si dovrebbe chiedere se questa Regione abbia un governo. Intitolare quindi una piazza all’autonomia regionale non ha alcun senso, poiché si fa riferimento a qualcosa che non esiste.

PRESIDENTE precisa che non si tratta di qualcosa che si dedica al Presidente della Regione di turno bensì di riconoscere ed esaltare lo Statuto autonomistico di questa regione. La politica qui non c’entra niente, semmai si tratta di una rivendicazione contro lo strapotere del Governo centrale, che ha diverse responsabilità in materia.

Comunica che questa delibera è stata sottoscritta da diversi consiglieri.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Ticonosco. Ne ha facoltà.

SALVATORE TICONOSCO fa presente di aver sottoscritto anch’egli questa delibera, in un momento in cui alcune decisioni erano in una fase embrionale, per la forte valenza dei contenuti. Oggi, purtroppo, rimane perplesso non condividendo le scelte del Governo regionale che giudica scellerate, come ad esempio il commissariamento di tutti gli enti di questa città, e che hanno defraudato di ogni significato il voto degli elettori. Qui non si tratta più di autonomia bensì di totale anarchia!

Mantiene comunque l’impegno assunto nel sottoscrivere la proposta di delibera ma vuole la garanzia dal presidente Previti che la piazza non verrà inaugurata dal Presidente della Regione Lombardo.

PRESIDENTE sottolinea che si sta facendo un atto di doveroso omaggio allo Statuto della Regione Siciliana e non si deve artatamente confondere l’intitolazione della piazza con un giudizio politico sull’attuale Governo. Peraltro, se si leggesse l’ultimo libro di Pino Aprile sull’autonomia, certamente ci sarebbe tanto da dire nei confronti del Governo nazionale. Basta solo dire che prima dell’Unità d’Italia la Sicilia era al terzo posto in Europa mentre, dopo lo sbarco dei Mille, non fu più così e addirittura a Garibaldi venivano dati dei soldi per distruggere le filande siciliane.

Sostanzialmente, con l’intitolazione della piazza si vuole dare un riconoscimento non agli uomini politici che governano la Regione, ma alle tante battaglie che sono state fatte per avere uno Statuto autonomistico.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.

FELICE CALABRO’ osserva che il consigliere Ticonosco ha parlato di una “anarchia autonomista” che in atto si registrerebbe alla Regione Siciliana, ma l’anarchia è caos e va sicuramente in conflitto con la gestione delle istituzioni. Personalmente non si ritrova nell’attuale gestione della Regione, ma ha firmato la delibera perché l’autonomia siciliana è di tutti, viene dallo Stato e non c’entrano nulla Lombardo o l’attuale governo regionale.

Conferma quindi la firma apposta, ma preannuncia che oggi il partito democratico non voterà e questo atto deliberativo perché abbandonerà l’Aula. Il motivo di questo comportamento si ricollega a quanto accaduto venerdì scorso, quando ad alcuni cittadini messinesi ed a due dirigenti sindacali della CGIL è stato impedito di entrare nel palazzo comunale.

Palazzo Zanca è la casa di tutti i cittadini messinesi e tutti hanno diritto ad entrare, anche perché vengono erogati servizi e quindi vi sono motivi legittimi per accedervi. È vero che sono stati posti i tornelli, verosimilmente per legge, ma nessuno, neppure il Sindaco, si può permettere di impedire ai cittadini l’ingresso a palazzo Zanca, a meno che non vi siano motivi di ordine pubblico. Non può essere impedito l’accesso neppure ai lavoratori della cooperativa “Futura”, che peraltro ancora non hanno percepito lo stipendio nonostante sia stato fatto l’accreditamento.

Ha appreso che effettivamente esiste una lista, ma non per dare privilegi perché è una “lista nera di proscrizione”, nel senso che chi è iscritto nella stessa non può entrare a palazzo Zanca. Si stanno violando principi costituzionalmente garantiti, rispetto ai quali si agirà nelle sedi opportune. Fino a quando in Aula non verrà il Sindaco o un suo delegato per dare spiegazioni sull’episodio increscioso verificatosi, il partito democratico non presenzierà più ai lavori consiliari.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire, per mozione d’ordine, il consigliere Cilento. Ne ha facoltà.

BRUNO CILENTO osserva che le informazioni date dal consigliere Calabrò sono molto gravi, se rispondenti a verità. È bene quindi che il presidente faccia una verifica al più presto anche se, conoscendo bene il Sindaco, non crede che possa aver fatto una “lista di proscrizione”. Chiede che vengano convocati i capigruppo al tavolo della presidenza, per verificare quando il Sindaco o un suo delegato è disponibile a venire in Aula per dare chiarimenti.

PRESIDENTE dà intanto la parola al consigliere Tamà, che si era già iscritto a parlare e poi si deciderà.

SEBASTIANO TAMA’ crede che l’intervento del consigliere Calabrò sia certamente coerente con la delibera ed è giusto fare chiarezza in ordine all’episodio verificatosi. Non crede però ad un gesto autolesionista da parte di un Sindaco, che ragionevolmente ha la preoccupazione di affrontare i problemi della città senza fare differenziazioni tra i cittadini.

Prima si parlava di autonomia e, come diceva il consigliere Muscolino, forse bisogna dare un giudizio sull’utilità o meno dell’intitolazione di una piazza. Autonomia è una parola ed ovviamente a nessun soggetto si può attribuire l’importanza della parola se questa non si identifica con la storia.

Si faceva cenno alla anarchia, ma si potrebbe anche parlare di “disautonomia” rispetto all’autonomia e personalmente crede che la politica sia stata disautonomica, perché non ha prodotto quanto avrebbe dovuto fare rispetto al mandato dello Statuto. Vi è una colpevolezza trasversale che non riguarda solo l’attuale Governo ma tutta la politica, che con atteggiamenti pirandelliani si è sempre mostrata prona e china davanti al cosiddetto potere centrale.

(Entra in Aula l’assessore Corvaja)

Ricorda che aveva proposto di intitolare piazza stazione come “piazza della Repubblica e dell’autonomia siciliana”, proprio per fare una simbiosi politica e considerarsi uniti in un unico Stato. Vorrebbe sperare però in una Sicilia più autonoma, capace di gesti economico finanziari e non più totalmente dipendente da un Governo assistenzialista. Ma è anche vero che il cittadino del sud ha sempre avuto una propensione verso l’attesa, in una sorta di letargia nella speranza che qualcuno faccia qualcosa per sé e per gli altri.

Se parlare di autonomia significa attribuire quel valore allo Statuto, questa battaglia non deve essere volta a dare per forza un tratto politico. Essere autonomisti non significa appartenenza ad un partito, ma vuol dire essere liberi e per quanto lo riguarda farebbe non uno ma cento ponti con tutto il Mediterraneo, però vorrebbe una Sicilia capace di autodeterminarsi.

(I consiglieri del partito democratico escono dall’Aula)

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Greco. Ne ha facoltà.

MARCELLO GRECO si dichiara contrario alla linea seguita dal consigliere Muscolino e ricorda che, assieme al collega Saglimbeni, è stato tra i primi a parlare di autonomia in quest’Aula.

Non si può non essere contenti della volontà di intitolare la piazza indicata proprio all'”autonomia regionale siciliana”.

Certo, la realtà va ben studiata perché effettivamente possa essere applicato lo Statuto siciliano, come dichiarava l'onorevole Bartolo Pellegrino, l'allora leader di Nuova Sicilia, che oggi non è con Raffaele Lombardo.

Ben venga allora parlare di autonomia a tutti i livelli, meridionale, regionale, locale: si applichi l'autonomia, si applichino gli Statuti, creando i presupposti perché i siciliani innanzi tutto possano stare e vivere meglio!

Da 15 anni sono queste le loro parole d'ordine: di autonomia si finisce però con il parlare solo per motivi particolari, perché poi gli stessi governi centrali, che pur tanto ne parlano, tentano di eliminarla nel loro esclusivo interesse.

Favorevole allora alla delibera ma contrario alla linea del collega Muscolino, richiamato quanto diceva il consigliere Calabrò fa presente che non è vero che il partito democratico non faccia parte del Governo regionale, se addirittura, nell'ambito governativo, quel partito decide e dà incarichi a suoi componenti.

Certamente, la questione richiamata sull'impedimento di accesso ad alcuni cittadini, se rispondente al vero, non farebbe onore all'Amministrazione e avvalorerebbe un comportamento peggio che anarchico: non si può infatti impedire a cittadini onesti ma anche non onesti di entrare nel Palazzo comunale.

Da avvocato ogni mattina si reca in Tribunale dove, per avervi libero accesso, esibisce un tesserino: insieme a lui entra però anche il pregiudicato che ha condanne penali.

È giusto che al Comune di Messina possano entrare i lavoratori, i sindacalisti, che rappresentino la Feluca, la Futura o chiunque altro, tutti coloro che materialmente hanno diritto di entrare: come entrano i pregiudicati è giusto che entrino i cittadini!

Nessun veto, nessuna lista nera! Non si può limitare il diritto!

Rivolge un invito forte: che l'Amministrazione spieghi le ragioni del mancato accesso, ragioni che in ogni caso non potranno essere accettate perché nessuno può impedire l'accesso al Comune di Messina.

Proprio questo è un principio di autonomia, in base al quale oggi voteranno questa delibera, principio di autonomia che va esteso ad altri settori e sempre più ampliato.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CAPURRO fa presente, irato, che hanno impiegato più di un'ora per parlare del nulla: hanno convocato un Consiglio comunale con un ordine del giorno specifico; ebbene, invece di discutere delle delibere iscritte, parlano dell'autonomia siciliana!

Dimenticano che devono attenersi al contenuto degli atti deliberativi, dichiarandosi a favore o contro, non approfittando di una delibera per arrivare a Lombardo!

Non è accettabile che vi sia qualche collega che interviene e cerca l'alibi per andar via. Oggi hanno assistito alla brutta figura di colleghi che hanno posto un problema, senza però creare le premesse per risolvere quel problema, come ad esempio già fatto ieri per i lavoratori della Feluca, quando i capigruppo hanno chiesto un incontro per poi concretamente incontrarsi con il Sindaco e manifestare una lagnanza: si può discutere del modo in cui regolamentare gli accessi, ma lo si faccia in separata sede!

Si mettano allora da parte gli atti deliberativi e si faccia un dibattito sul perché dei tornelli e sulle modalità di regolamentazione degli accessi scelte dall'Amministrazione!

Spesse volte succede oltretutto che lo stesso presidente finisce con il creare i presupposti perché si vada al di fuori dell'ordine del giorno; l'Aula poi si svuota, anche perché immancabilmente non ci si riesce ad attenere a quell'ordine del giorno!

Non si può continuare così: bisogna stabilire delle regole e a quelle attenersi!

Sono chiamati a deliberare e invece sente parlare del Presidente Lombardo e dell'autonomia: il suo interesse è esitare gli atti deliberativi iscritti all'ordine del giorno del Consiglio comunale!

Non è possibile continuare a prendere spunto da una delibera per fare un giro amplissimo e discutere di tutto e di niente!

Tutto ciò premesso, invita il presidente a mettere ordine, garantendo chi resta in Aula anche compiendo grossi sacrifici; se vi è un problema serio, questo problema si affronta andando in delegazione dal Sindaco, che in una sede separata sarà chiamato a dare spiegazioni a tutti.

E' stanco di vivere queste situazioni in Consiglio comunale!

PRESIDENTE rileva come in genere il consigliere comunale non “tenga” sempre la presenza: difficilmente riescono infatti ad andare oltre il numero di 18 consiglieri.

La colpa non è di ciò che si dice in Aula, dei dibattiti che si sviluppano, perché poi ciascun consigliere trova motivazioni le più diverse per restare o andare via.

I consiglieri sono però chiamati a pagare i costi della democrazia, restando a volte anche seduti per ascoltare una lagnanza legittima, perché non si può comunque impedire a componenti di un sindacato di entrare nel palazzo comunale, palazzo di vetro per antonomasia.

Il problema non riguarda ciò di cui discutono: i consiglieri comunali sanno che devono restare in Aula, che facciano parte della maggioranza o della minoranza. Tutto il resto offende la loro intelligenza!

Sospende momentaneamente i lavori e convoca i capigruppo al tavolo della presidenza.

La seduta sospesa alle ore 12,38, riprende alle ore 12,49.

PRESIDENTE sentita la conferenza dei capigruppo, valutata l'assenza in Aula di un numero congruo di consiglieri, per evitare proprio che cada il numero legale e decada la stessa sessione di bilancio, cosa in seguito alla quale potrebbero “essere mandati tutti a casa”, sospende i lavori aggiornandoli alle ore 11,00 di lunedì prossimo.

Coglie l'occasione per rivolgere un appello: i consiglieri non prendano altri impegni per lunedì mattina! Vengano però coloro che veramente vogliono lavorare, perché non c'è alcuna necessità di persone che vengono, firmano e vanno via!

Chiude i lavori.

La seduta termina alle ore 12,49


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156.

SEDUTA DI LUNEDI’ 12 LUGLIO 2010

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIUSEPPE PREVITI

INDI

DEL VICEPRESIDENTE VICARIO GIUSEPPE TRISCHITTA

Il Consiglio comunale è convocato alle ore 18,30.

La seduta ha inizio alle ore 18,59.

(Svolge le funzioni di segretario generale il vicesegretario generale vicario, dottore Mauro)

PRESIDENTE, presenti 22 consiglieri, dichiara valida la seduta e nomina scrutatori i colleghi Barone, Muscolino e Sparso.

(Viene approvato il verbale della seduta precedente)

Come richiesto dai dipendenti della “Feluca”, sospende la seduta per un incontro tra gli stessi ed i capigruppo.

La seduta, sospesa alle ore 19,01, riprende alle ore 19,57.

PRESIDENTE comunica che alle 9,00 dell’indomani si terrà un incontro con il Sindaco sulla vicenda della “Feluca”.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.

FELICE CALABRO’, in attesa che il dottore Mauro rientri in Aula, desidera intanto rendere noto l’episodio di cui sono stati protagonisti giorni fa alcuni dipendenti della “Futura” ed alcuni rappresentanti della CGIL, episodio su cui si riservano di assumere una posizione ufficiale di partito una volta accertato lo svolgimento dei fatti.

Pare che tali lavoratori e sindacalisti si siano visti negato l’ingresso a Palazzo Zanca, non avendo ottenuto i relativi pass perché “ospiti non graditi”. Vuole capire se ciò sia accaduto per un equivoco o in seguito ad un ordine di servizio e chi, eventualmente, lo abbia impartito, posto che l’accesso alla sede municipale deve essere garantito ad ogni cittadino che, proprio perché identificato con il pass, si assume poi la responsabilità di eventuali comportamenti censurabili giuridicamente.

Chiede al Sindaco di sapere se è vero quanto gli hanno riferito, se cioè a quei lavoratori e sindacalisti è stato negato l’accesso al palazzo per un preciso ordine, o se si è trattato di un equivoco.

Detto ciò, ricorda che attende una risposta dal segretario generale sulla questione posta nel corso della scorsa seduta in ordine alla mozione di sfiducia al Sindaco e che, comunque, i lavori non potrebbero continuare in sua assenza.


(Il vicesegretario generale vicario rientra in Aula)

Considerato che la norma che disciplina l’istituto della mozione di sfiducia suscita incertezze, vorrebbe capire a chi e dove debba essere presentata, e se debba essere iscritta all’ordine del giorno visto che la giurisprudenza la denomina “delibera”. Si vuole certezza sull’iter relativo: se si tratta di una mozione, o di una delibera o mozione da iscrivere all’ordine del giorno. In quest’ultimo caso sarebbe necessario far cadere il numero legale per riproporre un nuovo ordine del giorno, non potendosi integrare con “punti aggiuntivi” quello ora al loro esame perché il Consiglio sta lavorando già in seconda convocazione.

PRESIDENTE dà la parola al segretario generale.

SEGRETARIO GENERALE ritiene, in premessa, che non si possa fare riferimento all’ordine del giorno da aggiornare con un nuovo oggetto, perché la materia è disciplinata da un articolo di legge che regola la presentazione della mozione al presidente del Consiglio ed i termini della sua trattazione, non prima di dieci e non oltre trenta giorni dalla presentazione stessa. Comunque la si voglia denominare, e precisato che se fosse una delibera non va apposto il parere dirigenziale, crede che si tratti di una “mozione” che deve essere sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri, nello specifico diciotto; riportare le motivazioni della sfiducia; essere votato con appello nominale da un numero di consiglieri pari al 65 per cento dei componenti l’Assemblea.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Calabro’. Ne ha facoltà.

FELICE CALABRO’, se per ipotesi domani si presentasse al presidente una mozione di sfiducia motivata che, secondo quei tempi, dovrà essere discussa non prima del 23 luglio e non dopo il 13 agosto, chiede chi dovrà decidere in che giorno trattarla. Il presidente, anche con la delibera del bilancio preventivo incardinata?


PRESIDENTE precisa che la gravità dell’oggetto, la sfiducia al Sindaco, rende prioritario l’esame della mozione, in deroga al regolamento e posto che sia adeguatamente motivata.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Sparso. Ne ha facoltà.

ROBERTO SPARSO osserva che, allora, la discrezionalità sulla messa in discussione della mozione ricade interamente sul presidente.

PRESIDENTE risponde che devono sussistere gravi motivazioni, che il segretario generale ravviserà, per poter mettere in trattazione la mozione di sfiducia.

Proposte di deliberazione

PRESIDENTE mette in discussione la proposta di deliberazione iscritta al punto 5 dell’ordine del giorno, avente per oggetto: “Approvazione regolamento per l’utilizzo degli spazi comunali all’interno del sito di forte Ogliastri”. La proposta riporta i pareri favorevoli della Circoscrizione interessata e della commissione competente.

Decorrendo da questo momento il termine di dieci minuti per la presentazione di emendamenti d’Aula, alla delibera sono stati proposti già tre emendamenti: ne mette in discussione il primo, presentato dal consigliere Melazzo (il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere contrario del dirigente e, nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 23 consiglieri, viene respinto con 4 voti favorevoli, 1 contrario e 18 di astensione.

Mette in discussione l’emendamento n. 2, presentato anch’esso dal consigliere Melazzo (il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Il parere del dirigente è favorevole relativamente al primo periodo dell’emendamento e contrario relativamente al secondo.

A questo emendamento è stato presentato un subemendamento dal consigliere Capurro (il testo del subemendamento è agli atti della segreteria generale), che riporta il parere favorevole del dirigente.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CAPURRO chiarisce che il consigliere Melazzo gli aveva chiesto di ridurre la prevista percentuale del 70 per cento, per giungere ad una via di mezzo. Pertanto, il subemendamento è stato di fatto concordato con il consigliere Melazzo e con il presidente della commissione.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Cilento. Ne ha facoltà.

BRUNO CILENTO, premesso che voteranno a favore del subemendamento e dell’emendamento, chiede se possano essere messi in coda gli emendamenti presentati dal collega Melazzo, considerato che questa sera è assente. Se non è possibile, si continuerà ad esaminarli attenendosi ai pareri espressi dai dirigenti.

PRESIDENTE, rispondendo al consigliere Cilento, dichiara che non si possono accantonare gli emendamenti presentati dal consigliere Melazzo perché sono gli unici rimasti.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Ticonosco. Ne ha facoltà.

SALVATORE TICONOSCO preannuncia che voterà a favore del subemendamento del collega Capurro, mentre si asterrà dal votare gli emendamenti del consigliere Melazzo.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Sparso. Ne ha facoltà.

ROBERTO SPARSO confessa di non sapere precisamente a cosa si riferiscano queste percentuali, pertanto sarebbe opportuno che il presidente della commissione o il dirigente illustrassero la delibera.

PRESIDENTE dà lettura dell’articolo 9, con riferimento al quale sono stati presentati gli emendamenti. Precisa poi che secondo l’emendamento del consigliere Melazzo il 70 per cento spetta agli enti convenzionati ed il 30 per cento è a carico di chi organizza l’evento, mentre con l’emendamento del collega Capurro si riporta la quota in parità prevedendo il 50 per cento per entrambi.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Sparso. Ne ha facoltà.

ROBERTO SPARSO osserva che con riferimento agli eventi da organizzare non è specificato un periodo di tempo determinato, prevedendo una durata minima e massima.

PRESIDENTE invita il consigliere Sparso ad avvicinarsi al tavolo della presidenza per esaminare più attentamente la delibera, nella quale probabilmente questo aspetto è ricompreso.

Nessun altro chiedendo di intervenire, mette in votazione il subemendamento presentato dal consigliere Capurro: presenti 24, favorevoli 23, astenuto 1, è accolto.

Mette quindi in votazione l’emendamento n. 2 presentato dal consigliere Melazzo: presenti 24, favorevoli 21, astenuti 2, contrario 1, è accolto.

E’ stato presentato dai consiglieri Calabrò, Contestabile ed altri, un ulteriore emendamento che è ancora privo dei pareri e non può essere trattato. L’esame dell’emendamento e della delibera stessa viene quindi momentaneamente sospeso.

Mette in discussione la proposta di deliberazione iscritta al punto 6 dell’ordine del giorno, avente per oggetto: “Presa d’atto dell’iter procedurale del progetto per la realizzazione di un impianto di distribuzione carburanti in via L. Sciascia – San Licandro del Comune di Messina”. E’ pervenuta una nota della società proprietaria che chiedeva una interlocuzione con il Quartiere e con la commissione competente, interlocuzione che, secondo quanto riferitogli dal presidente Guerrera, non è ancora avvenuta. L’esame di questa delibera viene pertanto sospeso.

Mette in discussione la proposta di deliberazione iscritta al punto 7 dell’ordine del giorno, avente per oggetto: “Variante parziale da zone B1 a zone B4C derivante da errori materiali indicanti zone B1 ricadenti al di fuori del perimetro del piano regolatore Borzì, in contrasto con l’articolo 36 delle norme tecniche di attuazione del PRG”. Riporta il parere favorevole del dirigente ed il voto di astensione della commissione.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Ticonosco. Ne ha facoltà.

SALVATORE TICONOSCO, con riferimento all’atto deliberativo riguardante forte Ogliastri, vuole capire se il termine per la presentazione degli emendamenti sia stato effettivamente rispettato.

PRESIDENTE assicura che gli emendamenti sono stati presentati nei termini previsti. Ha chiesto di intervenire il consigliere Muscolino. Ne ha facoltà.

GIORGIO MUSCOLINO, intervenendo sulla delibera n. 7, considerata l’assenza dell’assessore, del dirigente e del presidente della commissione, crede che sarebbe opportuno sospendere l’esame della stessa oppure far venire in Aula quantomeno il dirigente.

PRESIDENTE riferisce che l’assessore Corvaja ha comunicato che al massimo tra venti minuti sarà in Aula. In attesa dell’assessore, viene sospeso l’esame di questa delibera.

Mette in discussione la proposta di deliberazione iscritta al punto 8 dell’ordine del giorno, avente per oggetto: “Regolamento comunale per la videosorveglianza del territorio”. Riporta il parere favorevole della commissione.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.

FELICE CALABRO’ interviene solo per dire che era d’accordo con la proposta fatta dal consigliere Muscolino in merito alla delibera n. 7.

PRESIDENTE comunica che sono le 20,47 ed a partire da questo momento decorrono dieci minuti di tempo per la presentazione degli emendamenti. Ha chiesto di intervenire il consigliere Cucinotta. Ne ha facoltà.

NICOLA CUCINOTTA chiede che l’esame di questa delibera venga rinviato, per aver modo di predisporre alcuni emendamenti che intende presentare. Gli atti non sono pronti perché non pensava che la delibera sarebbe stata trattata oggi.

PRESIDENTE rispondendo al consigliere Cucinotta, dichiara che non è possibile sospendere la trattazione della delibera perché sono già stati dati i dieci minuti di tempo per presentare gli emendamenti.

Comunica poi che la delibera iscritta al punto 10 non può essere trattata perché è ancora in commissione.

Mette in discussione la proposta di deliberazione di cui al punto 11 dell'ordine del giorno, avente per oggetto: “Conferimento della cittadinanza onoraria alla professoressa Maria Luisa Spaziani”. Il parere è favorevole.

Nessuno chiedendo di intervenire, mette in votazione la proposta: presenti 18 consiglieri, favorevoli 16, astenuti 2, è accolta.

Assume la presidenza il vicepresidente vicario Giuseppe Trischitta.

(Il consigliere Capurro chiede di intervenire)

PRESIDENTE comunica che sta per scadere il termine per la presentazione degli emendamenti.

Dà la parola al capogruppo del popolo della libertà. Ha facoltà di intervenire il consigliere Capurro.

GIUSEPPE CAPURRO rispetto alla proposta di deliberazione di cui al punto 7 dell'ordine del giorno, “variante parziale da zone B1 a zone B4c, derivante da errori materiali”, la cui trattazione è stata sospesa dal presidente in attesa dell'assessore Corvaja, fa presente che i consiglieri comunali hanno ricevuto un atto stragiudiziale con cui l'avvocato Catalioto precisava che era stato nominato un CTU e che la zona avrebbe dovuto avere destinazione B1.

L'Amministrazione ha predisposto un atto deliberativo per dare all'area una destinazione B4c: se si mette in discussione la delibera, potrebbero ritrovarsi costretti ad abbandonare i lavori, ritenendo indispensabile un chiarimento, come PDL, con gli assessori di riferimento proprio per aver modo di assumere una precisa posizione.

PRESIDENTE nel rilevare che la proposta non sarà al momento messa in discussione, comunica che sono stati presentati due emendamenti alla proposta di deliberazione di cui al punto 8, che ha per oggetto il regolamento comunale per la videosorveglianza del territorio.

Dà lettura dei due emendamenti, uno soppressivo e l'altro aggiuntivo, sottoscritti dai consiglieri Cucinotta ed altri (i testi degli emendamenti sono agli atti della segreteria generale).

Tali emendamenti necessitano del parere del dirigente, per cui viene sospesa la trattazione della delibera di cui al punto 8 dell'ordine del giorno.

Mette in discussione la proposta di deliberazione di cui al punto 14 dell'ordine del giorno, avente per oggetto: "Aree a rischio idrogeologico", proponente il Sindaco della città di Messina e l'assessore alle politiche del territorio Corvaja.

Dà lettura della parte deliberativa dell'atto, che non comporta impegno di spesa, per cui non viene espresso parere contabile. Favorevole è il parere sulla regolarità tecnica. La commissione ha espresso a sua volta parere favorevole.

Trattandosi di proposta derivante direttamente dall'Amministrazione, potrebbe essere il caso, se non vi sono interventi, di votarla immediatamente.

Ricevuto il necessario consenso dall'Aula, mette in votazione la proposta di deliberazione di cui al punto 14 dell'ordine del giorno.

Presenti 22 consiglieri, favorevoli 21, astenuti 1: la delibera è approvata a maggioranza.

Presente in Aula l'assessore Corvaja, fa presente che si potrebbe dar modo all'assessore di illustrare la delibera di cui al punto 7 dell’ordine del giorno per poi convocare i capigruppo e decidere il prosieguo dei lavori.

La delibera è piuttosto corposa e tratta una vicenda su cui la stampa si è soffermata: considerato anche l'enorme valore della zona di cui si discute, reputa opportuno che la proposta venga preliminarmente illustrata dall'assessore.

Gli sembra altresì di ricordare che la zona oggetto della proposta fosse stata sequestrata dalle autorità competenti; pare peraltro che poi sia intervenuto un dissequestro.

La parola all'assessore Corvaja.

ASS. CORVAJA ringrazia preliminarmente i consiglieri comunali che hanno approvato la proposta di deliberazione sulle aree a rischio idrogeologico.

Per quanto riguarda la deliberazione in oggetto, fa presente che tale proposta ha avuto una procedura travagliata ed arriva nella sua attuale stesura nel novembre del 2009.

La delibera ha per oggetto una variante con cui alcune zone B1, al di fuori del piano Borzì, vengono proposte come zone B4, con una diminuzione dell'indice tale da consentire l'edificazione ma con una riduzione dell'altezza e quindi dei volumi.

Questa delibera ha avuto un precedente nella proposta n. 21 del 23 marzo 2009, riguardante la zona B1 comunemente intesa come l'area dei Molini Gazzi.

Il sottoscritto aveva proposto una delibera con cui quella stessa zona, indicata come B1, veniva classificata come zona D1.

Riprende sinteticamente la formulazione della delibera del 23 marzo 2009 n. 21, allegata alla delibera in oggetto, che racconta un po' la storia dei Molini Gazzi.

Oggetto dell'atto era una variante parziale di destinazione per il passaggio da zona B1 a zona D: la delibera è in realtà figlia di una protesta con cui i lavoratori della Molini rivendicavano la possibilità di continuare a lavorare nell'ambito di una zona classificata come D.

Dall'analisi della documentazione presente all'assessorato e da una corrispondenza con l'allora Procuratore della Repubblica che si occupava di vicende collegate alla pubblica amministrazione, sono emerse alcune circostanze che ora rappresenterà.

La prima e più importante era che quella zona, identificata come B1 e in questi termini approvata dal Consiglio comunale nel 2002, con il PRG, e tale anche nel precedente strumento urbanistico, era destinata all'attività dei Molini Gazzi.

Quando venne adottato il piano regolatore, i proprietari della ditta, avendo avuto una classificazione della zona come B1, avevano presentato ricorso contro questa destinazione e avevano richiesto al Presidente della Regione Siciliana il mantenimento della zona D1, di destinazione all'attività specifica dei Molini.

Successivamente questo ricorso veniva ritirato e veniva chiesto il mantenimento della classificazione come zona B1.

Dal marzo 2009 ad oggi si sono registrati una serie di fatti amministrativi che hanno visto la proposizione di progetti per la realizzazione di un fabbricato nella stessa zona e con questo indice edificatorio, progetti fermi per diversi motivi comunque non riconducibili al profilo tecnico-amministrativo della delibera in oggetto.

La delibera del marzo 2009 nasce da un errore materiale, quello previsto dall’articolo 36 delle norme di attuazione, che impedisce che possano esserci zone B1 al di fuori del piano Borzì. Poi, in considerazione del fatto che per zone limitrofe erano state invece rilasciate concessioni edilizie come zone B1, mentre per un altro verso vi sono zone come quella destinata alla birra Messina, che sono limitrofe, avendo approfondito ulteriormente eventuali errori materiali nascenti dalla stessa applicazione dell’articolo 36, ha richiesto agli uffici uno screening completo per accertare l’esistenza di zone B1 al di fuori del piano Borzì che per errore siano state destinate a tale tipo di edificabilità.

Dall’analisi fatta, è emerso che esistono altre aree di questo tipo, tra cui quella dello stabilimento della birra; quindi, in linea con un atteggiamento di riduzione del carico urbanistico, si è ritenuto opportuno proporre una delibera che, in virtù dell’errore materiale commesso dai redattori del piano, a questo punto non riguarda solo la zona dei Molini Gazzi ma anche altre zone all’interno del piano Borzì, per prima quella limitrofa dello stabilimento della birra.

Per entrambi i proprietari degli appartamenti e per tutti gli altri ricadenti in zona B1, si è avviato l’iter procedimentale e ora il Consiglio comunale deve valutare se mantenere la zona B1 o diminuire l’indice di edificabilità della stessa a B4C.

Resta a disposizione per altri chiarimenti se dovessero emergere dal dibattito ulteriori profili.

PRESIDENTE comunica che il parere del dirigente, architetto Minutoli, è favorevole ed è stato espresso il 19 marzo del 2009 mentre il parere della seconda commissione, espresso il 18 maggio del 2010, è contrario.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Cocivera. Ne ha facoltà.

GIOVANNI COCIVERA, tenuto conto che sono stati presentati alcuni emendamenti, chiede un rinvio della trattazione della delibera ed una riunione dei capigruppo al tavolo della presidenza.

PRESIDENTE non essendovi contrari, la trattazione della delibera è rinviata. Sospende brevemente i lavori e convoca i capigruppo al tavolo.

La seduta riprende

PRESIDENTE sentiti i capigruppo, aggiorna la seduta a mercoledì 14 alle ore 11,00.

Chiude i lavori il vicepresidente vicario Giuseppe Trischitta.


La seduta termina alle ore 21,15.




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155.

SEDUTA DI GIOVEDI’ 8 LUGLIO 2010

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIUSEPPE PREVITI

INDI

DEL VICEPRESIDENTE ANGELO BURRASCANO

Il Consiglio comunale è convocato alle ore 11,00.

La seduta inizia alle ore 11,20.

(E’ presente in Aula l’assessore Magazzù; partecipa con le funzioni di segretario generale il vicesegretario generale vicario, dottore Mauro)

PRESIDENTE presenti 22 consiglieri, dichiara valida la seduta e nomina scrutatori i consiglieri Serra, Capurro e David.

(Viene approvato il processo verbale della seduta precedente)


Proposte di deliberazione


PRESIDENTE riprendendo l’esame della delibera iscritta al punto 4, avente per oggetto il regolamento del servizio “nidi in famiglia”, mette in discussione l’emendamento n. 12, presentato dai consiglieri Gennaro e Sauta (il testo è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere contrario del dirigente.

Non essendovi richieste di intervento, lo mette in votazione: presenti 19, favorevoli 1, contrari 13, astenuti 5; viene respinto.

Mette in discussione l’emendamento n. 13, presentato dai consiglieri Carreri, Gennaro e Sauta (il testo è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere favorevole del dirigente.

Non essendovi richieste di intervento, lo mette in votazione: presenti 21, favorevoli 17, astenuti 4; viene accolto.

Mette in discussione l’emendamento n. 14, presentato dai consiglieri Gennaro e Sauta (il testo è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere contrario del dirigente, in quanto contrasta con l’articolo 2.

Non essendovi richieste di intervento, lo mette in votazione: presenti 20, favorevoli 1, contrari 13, astenuti 6; viene respinto.

Mette in discussione l’emendamento n. 15, presentato dai consiglieri Carreri, Gennaro e Sauta (il testo è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere favorevole del dirigente.

Non essendovi richieste di intervento, lo mette in votazione: presenti 22, favorevoli 19, astenuti 3; viene accolto.

Mette in discussione l’emendamento n. 16, presentato dai consiglieri Carreri, Gennaro e Sauta (il testo è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere favorevole del dirigente.

Non essendovi richieste di intervento, lo mette in votazione per appello nominale, come richiesto dal capogruppo Cantello: presenti 24, favorevoli 22, astenuti 2; viene accolto.

Mette in discussione l’emendamento n. 17, presentato dai consiglieri Carreri, Gennaro e Sauta (il testo è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere favorevole del dirigente.

Non essendovi richieste di intervento, lo mette in votazione: presenti 20, favorevoli 19, astenuti 1; viene accolto.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Ticonosco. Ne ha facoltà.

SALVATORE TICONOSCO chiede all’ufficio di presidenza di procedere ad un confronto tra i tesserini inseriti ed i consiglieri effettivamente presenti in Aula. Davanti alla stampa che si pronuncia in un certo modo e nel rispetto di chi lavora davvero qua dentro, consiglieri e personale, occorre capire chi realmente ha a cuore le sorti della città e non si possono tollerare oltre i comportamenti di coloro che vengono, firmano e vanno via.

PRESIDENTE risponde che purtroppo la lotta è impari, più volte la stampa è stata invitata a pubblicare i nomi degli assenti e, per parte loro, non possono fare altro che affidarsi al senso civico delle persone.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Caliò. Ne ha facoltà.

GAETANO CALIO’ condivide le affermazioni del consigliere Ticonosco riguardo una serie di comportamenti da stigmatizzare che sono il risultato di una politica malata già da qualche anno. Invita allora il presidente a far sì che si renda operativo il sistema video in quest’Aula, di concerto con l’assessore Santalco, nel più breve tempo possibile, entro e non oltre la discussione sul bilancio di previsione.

PRESIDENTE fa presente che si è in attesa di ulteriori indicazioni da parte dell’assessore Santalco.

Mette in discussione l’emendamento n. 18, presentato dai consiglieri Gennaro e Sauta (il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Il parere del dirigente è contrario e, nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 21 consiglieri, viene respinto con 2 voti favorevoli, 14 contrari e 5 di astensione.

Mette in discussione l’emendamento n. 19, presentato dai consiglieri Carreri, Gennaro e Sauta (il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Il parere del dirigente è favorevole e, nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 21 consiglieri, viene approvato con 20 voti favorevoli ed 1 di astensione.

Mette in discussione l’emendamento n. 20, presentato dai consiglieri Carreri, Gennaro e Sauta (il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Il parere del dirigente è favorevole e, nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 20 consiglieri, viene approvato con 18 voti favorevoli e 2 di astensione.

Mette in discussione l’emendamento n. 21, presentato dai consiglieri Carreri, Gennaro e Sauta (il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Il parere del dirigente è favorevole e, nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 20 consiglieri, viene approvato con 18 voti favorevoli e 2 di astensione.

Mette in discussione l’emendamento n. 22, presentato dai consiglieri Carreri, Gennaro e Sauta (il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Il parere del dirigente è favorevole e, nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 22 consiglieri, viene approvato con 19 voti favorevoli e 3 di astensione.

(Assume le funzioni di segretario generale il vicesegretario dottor Altomonte)

Mette in discussione l’emendamento n. 23, presentato dai consiglieri Carreri, Gennaro e Sauta (il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Il parere del dirigente è favorevole e, nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 22 consiglieri, viene approvato con 20 voti favorevoli e 2 di astensione.

Mette in discussione l’emendamento n. 24, presentato dai consiglieri Gennaro e Sauta (il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Il parere del dirigente è contrario e, nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 21 consiglieri, viene respinto con 1 voto favorevole, 16 contrari e 4 di astensione.

Mette in discussione l’emendamento n. 25, presentato dai consiglieri Gennaro e Sauta (il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Il parere del dirigente è contrario e, nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 19 consiglieri, viene respinto con 1 voto favorevole, 14 contrari e 4 di astensione.

Mette in discussione l’emendamento n. 27, presentato dai consiglieri Carreri, Gennaro e Sauta (il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Il parere del dirigente è favorevole e, nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 21 consiglieri, viene approvato con 19 voti favorevoli e 2 di astensione.

Mette in discussione l’emendamento n. 26, presentato dai consiglieri Gennaro e Sauta (il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Il parere del dirigente è contrario e, nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 22 consiglieri, viene respinto con 1 voto favorevole, 15 contrari e 6 di astensione.

Mette in discussione l’emendamento n. 28, presentato dai consiglieri Carreri, Gennaro e Sauta (il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere favorevole del dirigente. Dichiara aperta la votazione: presenti 21, favorevoli 20, astenuto 1, nessun contrario, è accolto.

Mette in discussione l’emendamento n. 29, presentato dai consiglieri Carreri, Gennaro e Sauta (il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere favorevole del dirigente. Dichiara aperta la votazione: presenti 21, favorevoli 19, astenuti 2, nessun contrario, è accolto.

Mette in discussione l’emendamento n. 30, presentato dai consiglieri Carreri, Gennaro e Sauta (il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere favorevole del dirigente. Dichiara aperta la votazione: presenti 23, favorevoli 21, astenuti 2, nessun contrario, è accolto.

Mette in discussione l’emendamento n. 31, presentato dai consiglieri Carreri, Gennaro e Sauta (il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere favorevole del dirigente. Dichiara aperta la votazione: presenti 22, favorevoli 21, astenuto 1, nessun contrario, è accolto.

Mette in discussione l’emendamento n. 32, presentato dai consiglieri Gennaro e Sauta (il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere contrario del dirigente. Ha chiesto di intervenire il consigliere Gennaro. Ne ha facoltà.

GAETANO GENNARO osserva che finalmente si è arrivati all’epilogo e, ancora una volta, le cose procedono secondo un copione prestabilito. In via cautelativa ha mantenuto gli emendamenti ritirati dal consigliere Carreri ed ha votato favorevolmente tutti gli emendamenti, anche perché è convinto che i pareri espressi dai dirigenti non servono a niente e sono inattendibili.

D’ora in poi raccoglierà e invierà alla Procura della Repubblica tutti i pareri che riterrà non essere conformi alla legge, perché ha il sospetto che i dirigenti non rapportino i pareri alla normativa oppure, anche se non ha prove in merito, spesso siano indotti a dare un parere a seconda della convenienza politica dell’assessore di turno. Questo avveniva anche in passato con Amministrazioni di colore politico diverso.

La conferma sta nel fatto che l’emendamento ha ricevuto parere contrario proprio sull’unico punto dove invece è conforme alla legge e, peraltro, lo stesso dirigente, circa quindici giorni fa, ha espresso parere favorevole su un emendamento perfettamente uguale a questo. Non aveva dubbi che sarebbe finita così, si è trovato un escamotage per evitare che l’Amministrazione dovesse dire sì ad un emendamento presentato dal consigliere Gennaro che è all’opposizione.

E’ stata quindi tutta una pantomima dell’assessore ed anche del dirigente e si dispiace di doverlo dire, perché personalmente riteneva che proprio quel dirigente fosse persona rigorosa. Aveva chiesto la sua presenza in Aula, ma evidentemente o il presidente non l’ha invitato oppure non è venuto e non ha dato alcuna giustificazione.

Si era tentato di fare un ragionamento politico attorno a quest’atto deliberativo, ma è miseramente fallito e non per sua colpa. Ora l’Aula boccerà anche questo emendamento e, per conservare un’aria di falsa coerenza, si dirà che si sono bocciati tutti gli emendamenti che avevano ricevuto parere contrario, la delibera passerà e l’assessore sarà contento che dopo un anno sia stato approvato questo atto deliberativo, seppure totalmente stravolto.

Si sarebbe aspettato che l’assessore gradisse una condivisione massima e per questo vuole fare un estremo tentativo, chiedendogli se abbia intenzione di far condividere la delibera anche dall’ opposizione. Aspetta una risposta in Aula, diversamente si bocci pure il suo emendamento e, per quanto lo riguarda, voterà contro la proposta di deliberazione.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Cilento. Ne ha facoltà.

BRUNO CILENTO confessa che lo incuriosisce la richiesta del consigliere Gennaro che vuole fare un estremo tentativo, ma bisogna capire in cosa consista. Se consiste nella richiesta di votare un emendamento che ha ricevuto parere negativo, non può essere l’assessore a convincere la maggioranza a votarlo, è comunque l’Aula che deve decidere.

Chiede al consigliere Gennaro di spiegarsi meglio e di chiarire che cosa intenda per larga maggioranza, personalmente crede che non voglia dire fare contenti tutti, ma piuttosto avere un’ampia condivisione su un atto deliberativo. Certamente poi il collega Gennaro, alla luce dei suoi studi giuridici, è in grado di capire se il parere del dirigente sia o meno corretto, ma in ogni caso dello stesso bisogna tenere conto.

PRESIDENTE dà la parola all’assessore Magazzù.

ASS. MAGAZZU’ afferma che vi è stata già un’ampia condivisione e sono stati votati molti emendamenti presentati dal consigliere Gennaro. Ricorda anche che nella precedente seduta aveva detto che l’Amministrazione si era allineata ai pareri espressi dal dirigente. Non vuole poi entrare nel merito di quanto detto dal consigliere Cilento e per questo si astiene dal fare qualunque considerazione.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Gennaro. Ne ha facoltà.

GAETANO GENNARO precisa che indubbiamente è in condizione di dire se il parere del dirigente sia o meno conforme alla legge, anche per il fatto che su quello stesso emendamento in precedenza il dirigente aveva espresso parere favorevole. Quindi, o prima ha sbagliato oppure non è lucido ora.

Peraltro, trincerarsi dietro la falsa coerenza dell’emendamento votato a favore o contro secondo il parere espresso dal dirigente, è inconsistente per chi vuol fare politica ad un livello più alto.

Per il modo in cui si è sviluppato sin qui il ragionamento, potrebbe allora presentare un subemendamento con cui modificare, cassare, la parte "incriminata" dal dirigente: sostanzialmente quell'emendamento finirebbe con l'avere un parere favorevole, che potrebbe anche essere votato se vi fosse la necessaria volontà politica: è però lui che, a questo punto arrivati, non ha più questa volontà!

Ad alcune obiezioni risponde poi rilevando che sugli emendamenti richiamati vi era la sua firma, che aveva condiviso ma non sottoscritto quegli atti.

Ciò detto, fa presente che si riserva di votare contrariamente la proposta complessiva nel caso in cui l'Aula non dovesse esprimersi a favore di quest'ultimo emendamento presentato.

Comunica inoltre che, nonostante il parere contrario del dirigente, parere che non condivide perché incoerente con una determinazione dallo stesso dirigente espressa non più tardi della sessione scorsa, voterà favorevolmente l'emendamento in oggetto come già fatto in occasione della votazione di emendamenti che pur riportavano parere contrario.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere David. Ne ha facoltà.

PAOLO DAVID osserva che ancora una volta si sta verificando ciò che non dovrebbe aver luogo: precisa intanto che il consigliere Gennaro ha presentato degli emendamenti; il collega si è posto un dubbio sui pareri espressi dai dirigenti.

In Aula infatti il dirigente avrebbe potuto motivare il parere e pieno diritto ha il consigliere Gennaro di chiedere se vi sia o meno qualche dirigente che possa spiegare il significato del parere fornito.

Osserva ancora che non bisognerebbe dimenticare che ci si trova in presenza di una delibera dell'Amministrazione: il consigliere Cilento non può, rivolgendosi all'uno o all'altro dei consiglieri dell'opposizione, far loro riferimento come se non fossero un unico gruppo.

Il problema se lo deve porre la maggioranza, allontanando i commenti sterili e chiedendosi se siano o meno in numero tale da poter votare questa proposta di deliberazione!

Ancora una volta ha rispettato il parere che accompagna i diversi emendamenti, non votando gli emendamenti che presentano parere negativo, anche se gli venuto il dubbio che possa aver ragione il consigliere Gennaro rispetto alla lamentata assenza di un dirigente che spieghi le motivazioni dei pareri resi: si proceda, si vada avanti! I cittadini hanno bisogno di risposte!

PRESIDENTE mette in votazione l'emendamento n. 32.

Presenti 26 consiglieri, favorevoli 4, contrari 16, astenuti 6. L'emendamento viene respinto.

Mette in discussione la proposta di deliberazione comprensiva degli emendamenti. Ha chiesto di intervenire il consigliere Gennaro. Ne ha facoltà.

GAETANO GENNARO ritiene che la delibera non riuscirà in ogni caso a risolvere i problemi che in questa città si pongono relativamente alle politiche dell'infanzia.

Dice ciò con convinzione perché se questo è stato il risultato, se questa è stata l'impostazione, non vede come concretamente si riuscirà ad attuare un simile progetto: oggi i colleghi sono stati dei "bravi soldatini", capaci di portare avanti l'intento di un'Amministrazione che ha cercato di dimostrare di avere la forza necessaria per essere anche maggioranza in quest'Aula: il tipo di attenzione oggi rivolto alla maggioranza verrà sicuramente meno nel momento in cui partirà il progetto e finirà il coinvolgimento del Consiglio comunale.

Ci si dimentica infatti che ogni volta che il Consiglio abdica al proprio ruolo e va avanti alla cieca, senza entrare nel merito delle cose di cui discutono, succede tutto questo e si registrano simili risultati.

Si è in realtà dimostrato di non voler entrare nel merito delle questioni, di non voler bocciare, perché convinti della carenza di motivazioni, una determinata proposta e di ritenere semplicemente di dover andare avanti a testa bassa per dimostrare di essere in qualche modo "a disposizione": bisogna però avere la consapevolezza che ogni volta che il Consiglio agisce in questo modo, perde potere e pezzi della propria competenza mettendola nelle mani di chi non fa parte dell'organo consiliare, dell'Assemblea!

Deve essere chiaro tutto ciò, perché quando poi succede che qualche collega, tanti per la verità, dichiara che manca la politica, che non c'è più la politica, e avalla però comportamenti non politici, muovendosi per primo con i paraocchi, questo è il risultato!

Oggi è qui seduto l'assessore Magazzù, verso cui non nutre alcunché di negativo a livello personale, al quale fa presente che è del tutto legittimo, perché è parte della politica, opporsi ad una strategia che non si condivide.

Ha sempre tentato di non abdicare alle proprie competenze in Consiglio comunale, anche rispetto al profilo e ai comportamenti che ritiene di dover tenere: gli dispiace allora che questo profilo non venga spesso tenuto in considerazione dai colleghi della maggioranza.

Il tentativo estremo di condividere questo atto deliberativo non è stato colto nel suo significato.

Rivolto al consigliere Cilento, sottolinea che il sottoscritto potrebbe essere anche il solo a condividere una posizione dell'Amministrazione, cosa non scandalosa, non dovendosi però dimenticare come più volte da questi banchi sia venuto all'Aula sostegno e sicurezza, mediazione e dialogo, con la proposta di soluzioni che non sono state tenute in alcun conto, mentre alcune volte sono venute utili quando si trattava di non far cadere il numero legale o quando hanno permesso all'Amministrazione, con i loro interventi anche tecnici, di uscire dalle secche per errori fatti dei dirigenti, errori avallati dall'Amministrazione stessa.

Ricorderà l'assessore Mondello l'atteggiamento dal sottoscritto tenuto nei confronti della "questione dismissione degli immobili", atteggiamento di responsabilità in prossimità dell'approvazione del bilancio: sa che l'assessore ha apprezzato quella posizione, ma gli dispiace che a quell'apprezzamento non sia seguito un atteggiamento che riconoscesse l'atto di coraggio dimostrato: tutto ciò ha l'effetto di inasprire gli animi e mettere il partito democratico nella condizione di pensare che tutto ciò non sia gradito e che ci si debba muovere solo provvisti di paraocchi.

Gli piacerebbe allora che almeno qualche componente della Giunta capisse e facesse capire che la mediazione e il dialogo con tutto il Consiglio comunale è un fatto dovuto di rispetto nei confronti dell'intera città.

Lavorano tutti per la stessa causa, il bene della città, che vedono però da angoli visuali diversi: questo è il perno della democrazia perché l'unanimismo rischia di trasformarsi in quel totalitarismo che ha sempre fatto male all'umanità.

Richiama al senso di responsabilità qualche assessore che forse ha più insito il senso del dialogo, perché in futuro tutto ciò non debba più verificarsi, diventando altrimenti mortificante per chi vuole fare, e bene, semplicemente politica.

Voterà contro questo atto deliberativo, ritenendo che non sia condivisibile per tutte le motivazioni politiche sinora espresse ed anche per motivazioni di carattere prettamente tecniche, non risolte però per un fatto politico.

Augura buona fortuna all'assessore, sottolineando però come elevate saranno l'attenzione e la vigilanza nei riguardi del futuro di questo atto deliberativo, perché a nessuno sarà consentito di utilizzare in maniera distorta strumenti che potrebbero essere utilissimi alla città ma che oggi sono stati invece avviati in maniera sbagliata.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Carreri. Ne ha facoltà.

ANTONINO CARRERI proverà a spiegare ciò che con 21 emendamenti approvati hanno realizzato: ringrazia preliminarmente il presidente che con la sua conduzione ha permesso di arrivare a sintesi, e ringrazia tutti i capigruppo che hanno accolto la proposta portata alla loro attenzione.

Velocemente vorrebbe dimostrare come sia possibile partendo da una contrarietà netta arrivare ad esprimere il proprio favore nei riguardi di una proposta di deliberazione.

Avevano detto originariamente "no" perché non riuscivano a capire come fosse possibile gestire un numero elevato di bambini, e si è passati da sei a cinque bambini; avevano contestato il fatto che la sola esperienza abilitante richiesta, per una carenza della legge regionale, fosse quella di essere solo madre, cosa che potesse autorizzare l'apertura di un “nido in famiglia”, ed hanno invece attestato che vi sarà un soggetto terzo che verificherà, lo stesso soggetto che dovrebbe essere interessato ai controlli, inizialmente non previsti, sulla logistica, su arredi e pasti.

Hanno introdotto la responsabilità civile e penale accompagnata da una procedura assicurativa specifica perché maggiori garanzie abbiano i genitori.

Hanno introdotto la certezza di una esperienza certificata da strutture note e abilitate; l'erogazione dei voucher attraverso una graduatoria pubblica inizialmente non prevista.

Attraverso questi piccoli accorgimenti il Consiglio comunale ha migliorato per quanto possibile la proposta di deliberazione.

Sottolinea infine il significato che assumerà la relazione annuale che verrà fatta sui costi delle strutture, relazione riconducibile al dirigente del settore competente, per un controllo attento della gestione.

Con molta umiltà hanno fatto bene il loro lavoro e ringrazia i colleghi che hanno partecipato alla votazione.

Detto questo, dichiara il suo personale voto favorevole.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Cilento. Ne ha facoltà.

BRUNO CILENTO preannuncia il voto favorevole del suo gruppo e ringrazia l’assessore Magazzù per il supporto dato ai lavori d’Aula ed anche per la pazienza dimostrata; altresì, ringrazia i consiglieri che hanno proposto emendamenti allo scopo di migliorare un atto deliberativo importante e delicato in quanto riguarda i bambini.

Anche se il collega Gennaro la pensa diversamente, il consigliere Carreri ha dimostrato capacità di mediazione per trovare un’intesa su questioni rilevanti e questa esperienza dovrebbe essere presa da esempio per il prosieguo dei lavori del Consiglio.

Assume la presidenza il vicepresidente Angelo Burrascano.

Oggi vi è stata l’espressione della buona politica e se anche in futuro riusciranno, potranno ottenere ottimi risultati.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Saglimbeni. Ne ha facoltà.

PAOLO SAGLIMBENI esprime il suo voto favorevole sull’atto deliberativo, pur confessando di non avervi prestato adeguata attenzione. Certo, in un momento in cui i servizi sociali vivono grosse difficoltà, questo non era l’argomento principale da affrontare ma, come tutti i servizi alla persona, meritava di essere approfondito.

Gli preme comunque sottolineare una questione di metodo che per il futuro deve essere affrontata: non può essere che una delibera giaccia per quasi un anno in commissione, dove si dovrebbe svolgere tutto il lavoro istruttorio, e poi tutta la mole di emendamenti viene presentata in Aula.

(Riassume le funzioni di segretario generale il dottore Mauro)

E’ in sede di commissione che occorre trovare possibili convergenze ed è lì che vanno presentati gli emendamenti. Non escludendo quindi la necessità di una modifica in tal senso del regolamento, reputa essenziale applicare questo metodo se si vuole che alle parole seguano i fatti.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CAPURRO dichiara il voto favorevole del gruppo del PDL sull’atto deliberativo.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere David. Ne ha facoltà.

PAOLO DAVID, poiché è stato chiamato in causa, interviene per chiarire alcuni passaggi: la delibera in oggetto è stata in commissione un mese, non un anno come afferma il consigliere Saglimbeni, esaminata anche alla presenza dell’assessore e del dirigente, a parte il fatto che per due settimane di seguito la concomitanza del Consiglio comunale non ha consentito alla commissione di riunirsi. Quanto affermato dal consigliere Saglimbeni è dunque privo di senso.

Chiede dieci minuti di sospensione per un confronto con i colleghi di coalizione.

(Trambusto in Aula)

PRESIDENTE concede cinque minuti di sospensione.

La seduta, sospesa alle ore 13,05, riprende alle ore 13,10 e riassume la presidenza il presidente Previti.

PRESIDENTE mette in votazione la proposta di delibera per appello nominale, come richiesto dai consiglieri Ticonosco e Capurro: presenti 29, favorevoli 21, astenuti 7, contrari 1; viene accolta.

Sospende un momento i lavori e convoca i capigruppo al tavolo della presidenza.

La seduta riprende

PRESIDENTE ringrazia l’assessore Magazzù e tutti i consiglieri per l’importante contributo dato in ordine alla delibera appena votata, atteso che in questa città attualmente ci sono solo due asili comunali.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CAPURRO afferma che in realtà sono tre gli asili, in quanto ce n’è uno ultimato ma non ancora consegnato.

Interviene per chiedere al presidente notizie circa il bilancio di previsione, di cui nessuno ha copia, nonostante si sia fatta richiesta, non volendo che si attribuiscano al Consiglio comunale responsabilità che non ha.

PRESIDENTE risponde che la settimana scorsa l’ufficio di presidenza ha chiesto di avere consegnata almeno una copia del documento finanziario per ciascun gruppo, mentre il presidente della commissione competente ne ha chiesto quarantacinque, una per ciascun consigliere. Si è in attesa di riscontro.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.

FELICE CALABRO’ interviene per preannunciare la presentazione lunedì prossimo di una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco e della Giunta poiché non è dato conoscere come si stia sviluppando la questione del conto consuntivo e non può accettare che il Consiglio comunale sia stato commissariato per colpa della Giunta.

Chiede al segretario generale se tale mozione va proposta come una delibera e quindi iscritta all’ordine del giorno o come mozione che quindi può essere discussa in Consiglio comunale in qualsiasi momento. Attende al più presto una risposta.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE MELAZZO ricorda che nella sua precedente esperienza di consigliere comunale, dal ’94 al ’98, la ragioneria generale era solita consegnare le copie delle delibere aventi per oggetto gli strumenti finanziari a tutti i quaranta consiglieri di allora, includendo gli allegati, che sono atti fondamentali per la comprensione dei documenti. Oggi viene detto dalla ragioneria generale che questo è impossibile e si riscontrano forti resistenze nella consegna degli allegati.

I bilanci consuntivo e preventivo sono “niente” senza gli allegati: l’ufficio di presidenza si faccia rispettare, perché è inammissibile che gli uffici decidano cosa si può o non si può fotocopiare. La commissione, poi, ha già agli atti il conto consuntivo, come il bilancio di previsione, ma è ancora in attesa delle relative relazioni dei revisori dei conti; non vorrebbe che si voglia così impedire al Consiglio di pronunciarsi.

PRESIDENTE rassicura il collega Melazzo: il commissario straordinario ha precisato che i venti giorni utili all’approvazione del bilancio consuntivo decorrono dal deposito della relazione del collegio dei revisori dei conti. Relazione mancante anche con riguardo al bilancio di previsione: il Consiglio comunale, quindi, non può ancora esprimersi.

Per il resto, ha già richiesto una copia per ogni gruppo consiliare di tutti e si farà carico di averne altrettante almeno per tutti i componenti della commissione competente.

Come concordato con i capigruppo, aggiorna la seduta alle ore 18,30 di lunedì prossimo.

Chiude i lavori il presidente Previti.

La seduta termina alle ore 13,39.


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154.

SEDUTA DI MARTEDI’ 6 LUGLIO 2010

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIUSEPPE PREVITI

Il Consiglio comunale è convocato per le ore 11,00.

La seduta ha inizio alle ore 11,45.


(Partecipa con le funzioni di segretario generale il dottore Mauro. Per l’Amministrazione è presente l’assessore Magazzù)

PRESIDENTE, presenti 25 consiglieri, dichiara aperta la seduta e nomina scrutatori i colleghi Cocivera, Fazio e Vaccarino.

(Il Consiglio approva all’unanimità il verbale della seduta precedente)


Pregiudiziali


PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Carreri. Ne ha facoltà.

ANTONINO CARRERI evidenzia un problema che si sta verificando e che coinvolge il dipartimento risanamento e il dipartimento patrimonio. Nei giorni scorsi un episodio increscioso ha visto protagonista una famiglia messinese, assegnataria di un alloggio grazie alle graduatorie aggiornate ogni sei mesi. Questa famiglia ha trovato nell’alloggio assegnatole un occupante abusivo, che è stato fatto subito sgomberare; successivamente la stessa famiglia, richiamata per una ulteriore assegnazione, ha trovato nuovamente l’alloggio occupato da un abusivo.

Crede che sia necessario far ricorso alla Polizia municipale per far sorvegliare gli alloggi fino all’assegnazione definitiva e l’Amministrazione deve rafforzare con le necessarie unità di personale l’ufficio risanamento.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Greco. Ne ha facoltà.

MARCELLO GRECO, nella qualità di ex assessore al personale, sente il dovere di intervenire per i lavoratori della “Feluca” che da mesi attendono risposte. Per questo chiede al presidente di convocare una seduta consiliare ad hoc, alla presenza del Sindaco, per affrontare la problematica di questi ed anche di altri lavoratori.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere David. Ne ha facoltà.

PAOLO DAVID ritiene doveroso fare una proposta perché, a suo avviso, il problema della “Feluca” può essere risolto.

Propone all’Aula di far slittare di un mese i compensi dei consiglieri comunali previsti per giorno 18, creando un capitolo apposito e devolvendoli a favore dei dipendenti della “Feluca”, in attesa che l’Amministrazione provveda. Questa è una proposta concreta della quale si ritiene primo firmatario ed invita i colleghi a sottoscriverla.

PRESIDENTE, pur apprezzando la proposta fatta dal consigliere David, crede che non sia tecnicamente fattibile perché non è un problema di risorse.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Caliò. Ne ha facoltà.

GAETANO CALIO’, premesso che nel corso degli anni sono state tante le vertenze manifestatesi, comprende bene le ragioni dei lavoratori della “Feluca”, anche perché, come dipendente di un ente di formazione, si trova nella stessa situazione.

Ritiene però la proposta del consigliere David demagogica, non percorribile e tendenziosa e ricorda che in passato una proposta simile fu fatta per i lavoratori dell’ATM, ma non ebbe seguito. Peraltro, per quanto lo riguarda, non potrebbe comunque fare quanto chiesto dal consigliere David perché già devolve l’80 per cento della sua indennità ad una associazione benefica.


Proposte di deliberazione


PRESIDENTE mette in discussione la proposta di deliberazione iscritta al punto 4 dell’ordine del giorno, avente per oggetto “Regolamento servizi nidi in famiglia”. Comunica che sono stati presentati 31 emendamenti e dà lettura del primo, a firma del consigliere Carreri.(Il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere contrario del dirigente.

Ha chiesto di intervenire l’assessore Magazzù. Ne ha facoltà.

ASS. MAGAZZU’ precisa che l’Amministrazione è pronta ad accogliere gli emendamenti sui quali il dirigente ha espresso parere favorevole, mentre è contraria agli emendamenti che hanno ricevuto il parere contrario del dirigente.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Gennaro. Ne ha facoltà.

GAETANO GENNARO dà per scontato che gli emendamenti da lui presentati e discussi in precedenza siano ancora esistenti e quindi, a suo avviso, devono essere nuovamente chiamati in Aula e votati.

Desidera sapere se sia effettivamente così, anche perché i suoi emendamenti avevano ricevuto tutti parere favorevole dal dirigente. Però, per un fatto di giustizia, chiede che sia presente il dirigente per spiegare gli eventuali pareri contrari espressi sugli emendamenti presentati dagli altri colleghi.

PRESIDENTE rispetto alla prima parte dell'intervento del consigliere Gennaro, fa presente che gli emendamenti già votati dall'Aula non dovrebbero presupporre un'ulteriore riproposizione e votazione; rispetto alla richiesta della presenza del dirigente, ricorda che su ciascun emendamento vi è un parere motivato. La parola al segretario generale.

SEGRETARIO GENERALE fa presente che non smentirà certo la tesi appena enunciata dal presidente: gli emendamenti sono stati già presentati in Aula e votati dall'Aula. Ciò ha comportato che per ogni seduta si predisponesse una deliberazione con la quale si è detto cosa è successo quel dato giorno e in che modo sono stati votati gli emendamenti.

La nuova deliberazione farà riferimento agli emendamenti già votati e con l'esito già determinato.

PRESIDENTE dà nuovamente la parola al consigliere Gennaro. Si dà il tempo, i 10 minuti di prassi, sino alle ore 12,10, per la presentazione di eventuali nuovi emendamenti.

GAETANO GENNARO preannuncia immediatamente che da parte del sottoscritto può ritenersi presentato un gruppo di emendamenti che andrà a sottoscrivere nei prossimi 10 minuti, tranne che non riesca a convincere il segretario generale che la tesi appena sostenuta non sia quella corretta.

È già successo infatti che in quest'Aula si sia agito in modo tale che, come peraltro ipotizzabile muovendosi nei meandri del regolamento, una delibera che non viene votata è una delibera che resta iscritta nell'ordine del giorno e che non può essere votata nella stessa sessione: è caduto il numero legale ed è decaduto l'ordine del giorno, nuovamente presentato con la stessa deliberazione; anche gli emendamenti non sono decaduti, visto che il Consiglio non ha espresso il voto finale sulla delibera comprensiva degli emendamenti: da ciò consegue che gli emendamenti andrebbero nuovamente discussi.

Ricorda che l'Aula aveva bocciato gli emendamenti esprimendo un voto politico, cosa diversa dall'espressione burocratica del voto: dal punto di vista amministrativo insiste sulla tesi per cui gli emendamenti andrebbero ridiscussi.

Ciò detto, fa presente di essere comunque disponibile a ritirare quegli emendamenti e a presentarne di altri nei 10 minuti previsti, emendamenti sempre supportati dalla stessa filosofia.

Si rischia però di favorire lo svolgimento di un lavoro inutile per il Consiglio comunale, stante peraltro la volontà palesata dall'Amministrazione di voler approvare quegli emendamenti che riportano il parere favorevole del dirigente, non dimenticando che gli emendamenti dal sottoscritto presentati in passato e che riportavano parere favorevole, erano stati ugualmente bocciati politicamente, con un voto peraltro di astensione, sottigliezza non di poco conto.

Occorre fermarsi a riflettere su cosa fare: è ingiusto che i suoi emendamenti, muniti di parere favorevole, siano ora considerati decaduti, non potendo ora incidere sulla proposta di deliberazione.

Non vuole credere che l'apertura dell'Amministrazione sia solo di facciata, nella considerazione che i vecchi emendamenti, che incidevano profondamente sulla proposta di deliberazione, siano stati dichiarati decaduti, a differenza dei nuovi, che potrebbero invece essere condivisi: gli si dia allora il tempo materiale di poter presentare i suoi emendamenti!

PRESIDENTE per pregiudiziale sui lavori dà la parola al consigliere Carreri. Ha facoltà di intervenire.

ANTONINO CARRERI ritiene che se al consigliere Gennaro non verrà data la possibilità di presentare gli emendamenti ipotizzati, si concretizzerebbe un comportamento non encomiabile: confida nella disponibilità della presidenza!

Riguardo ai tre emendamenti bocciati la volta precedente, essendosi tra l'altro direttamente informato presso gli uffici, aveva pensato di modificarne il contenuto e riproporli: al di là dell'interpretazione che si vuole dare alla questione, richiama la disponibilità già palesata la volta precedente dall'assessore, e qui sottolinea come improvvida sia stata la posizione di alcuni colleghi che hanno ritenuto inutile e da buttare il lavoro svolto in commissione.

Reputa allora opportuno che si dia modo di ripresentare almeno gli emendamenti che avevano un parere favorevole.

Considerata l'azione di forza inopportuna compiuta la volta precedente, c'è la massima disponibilità a rivedere gli emendamenti, ritirare quelli che non avevano parere positivo e arrivare ad esitare la delibera in oggetto, senza che si facciano apparire puramente ostruzionistici i loro ragionamenti.

Ricorda che parlandosi di bambini debba essere valutata come opportuna e necessaria qualunque volontà di migliorare il lavoro compiuto dall'Amministrazione.

Quando il collega Gennaro presenterà i suoi emendamenti, potranno riprendere la discussione che al momento potrebbe essere sospesa: richiede ufficialmente una sospensione temporanea.

PRESIDENTE visto che il consigliere Gennaro è uscito dall'Aula, sospende temporaneamente in attesa che il collega presenti gli emendamenti annunciati.

La seduta, sospesa alle ore 12.10, riprende alle ore 12,27.

PRESIDENTE dichiara chiuso il termine per la presentazione di emendamenti.

Gli emendamenti presentati dal consigliere Gennaro verranno trasmessi al dirigente per il relativo parere.

Riprendendo la discussione sugli emendamenti già presentati, sull’emendamento n. 1 ha chiesto di intervenire il consigliere Carreri. Ne ha facoltà.

ANTONINO CARRERI premesso che gli emendamenti presentati la volta precedente e impulsivamente bocciati con un voto di astensione, erano molto semplici ed essenziali, fa presente che le modifiche invece proposte con i 31 emendamenti presentati hanno focalizzato l'attenzione su altre questioni: leggere e votare, nel caso specifico, questo emendamento senza capire quanto proposto dagli altri e in che modo siano interconnessi, diventa cosa non semplice.

L'articolo 13, "compiti dell'educatore", al secondo periodo prevede che l'educatore sia responsabile di una serie di verifiche e controlli.

La figura dell'educatore sarebbe una persona messa a disposizione dall'associazione, che quindi assume le funzioni di controllore e controllato e ciò gli sembra un'incongruenza.

Nella delibera si prevede poi un soggetto terzo per il controllo; nel contesto della delibera stona il fatto che determinate funzioni siano delegate alla stessa organizzazione che gestisce: da un lato si inserisce un soggetto terzo che dovrebbe svolgere funzioni di controllo, dall'altro va prevista l'eliminazione di questo punto all'articolo 13. Per cui corretto gli sembrava eliminare l'intero periodo.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Fazio. Ne ha facoltà.

ANTONIO FAZIO esprimerà voto contrario nei riguardi dell'emendamento in quanto l'emendamento è accompagnato dal voto contrario del dirigente: seguirà quindi l'indicazione dell'Amministrazione.

Rivolge un plauso al presidente che non ha messo in discussione e quindi nuovamente in votazione gli emendamenti precedenti: ricorda che è stato già sancito un principio in base al quale tutti gli emendamenti già votati, sebbene non fosse stata votata la delibera, venivano considerati non più votabili ma facenti parte della “futura delibera”.

Ritiene che abbia fatto bene il presidente a non rimettere in discussione emendamenti precedenti, nonostante la tesi avanzata dal segretario generale sia totalmente contraria rispetto alla tesi sostenuta dal sottoscritto, espressa a livello giuridico e amministrativo, tesi a suo tempo assolutamente condivisa da altri consiglieri che oggi invece in corso d'opera hanno modificato l'interpretazione del regolamento.

PRESIDENTE mette in votazione l'emendamento n. 1.

Presenti 26 consiglieri, astenuti 18, favorevoli 2, contrari 6: l'emendamento n. 1 è respinto.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Carreri. Ne ha facoltà.

ANTONINO CARRERI chiede che si sospendano temporaneamente i lavori per incontrare tutti i capigruppo e verificare la possibilità di snellire i lavori d'Aula.

PRESIDENTE possono intervenire un consigliere a favore e uno contro la proposta del consigliere Carreri.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò, “contro”. Ne ha facoltà.

FELICE CALABRO' osserva che il consigliere Carreri avrebbe presentato 31 emendamenti; ha sentito pure l'Amministrazione che si sarebbe dichiarata favorevole ad accettare tutti quegli emendamenti che presentano pareri favorevoli. Il consigliere Gennaro ha poi presentato un maxi emendamento.

E’ contro la proposta nella forma, non certo nella sostanza, perché una proposta siffatta, rispetto all’intervento di apertura dell’assessore, non può provenire da chi ha presentato gli emendamenti, bensì dovrebbe essere avanzata da qualcuno della maggioranza, sempre che si riesca a trovarla.

PRESIDENTE chiede di intervenire a favore il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CAPURRO giudica la proposta interessante poiché dalla riunione dei capigruppo potrebbe scaturire qualcosa di positivo.

PRESIDENTE mette ai voti la proposta del consigliere Carreri: presenti 25, favorevoli 20, astenuti 3, contrari 2; viene accolta. Sospende quindi per dieci minuti la seduta.

La seduta, sospesa alle ore 12,45, riprende alle ore 13,24.

PRESIDENTE, riaprendo i lavori, convoca i capigruppo al tavolo della presidenza.

La seduta riprende

PRESIDENTE dopo aver comunicato che in conferenza dei capigruppo, a maggioranza, si è deciso di proseguire con i lavori, mette in discussione l’emendamento n. 2, presentato dal consigliere Gennaro ed altri (Il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale).

Riporta il parere contrario del dirigente perché si ritiene che il titolo di studio è utile per la tipologia del servizio.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Gennaro. Ne ha facoltà.

GAETANO GENNARO vorrebbe invitare i colleghi della maggioranza a riflettere sull’atto deliberativo nell’esclusivo interesse della città, evitando di mostrare solo i muscoli, utilizzando invece la testa. Se però si vuole soltanto incassare un risultato, non può che prenderne atto.

(Il presidente comunica che il consigliere Carreri ha ritirato i suoi emendamenti con parere contrario del dirigente, i quali sono stati sottoscritti dai consiglieri Gennaro e Sauta)

A suo avviso, è opportuno sospendere la trattazione della delibera poiché ha presentato un ulteriore maxiemendamento, che ancora necessita del parere del dirigente ma che dovrebbe andare in testa perché modificativo in contemporanea rispetto a più articoli. La votazione di questo emendamento è strettamente legata alla presenza o meno di una volontà politica, che potrebbe anche comportare da parte sua il ritiro o la bocciatura degli altri emendamenti che ha sottoscritto per un mero fatto di ostruzionismo, dato che riportano il parere contrario del dirigente.

PRESIDENTE fa presente che il presidente dà esecuzione a quanto è stato stabilito in conferenza dei capigruppo; se dovessero giungere altre indicazioni, nessuno problema.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CAPURRO fa osservare al consigliere Gennaro come non ci sia stata nessuna preclusione da parte loro, né premura alcuna sull’atto deliberativo, che è stato ampiamente approfondito. Si deve cercare di guardare all’interesse generale, mettendo da parte i personalismi, accettando quello che sarà il responso dell’Aula. Né crede possa cambiare alcunché chiamando il dirigente in Aula per cui, non si perda altro tempo, si votino gli emendamenti e si vada avanti.

PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Cilento. Ne ha facoltà.

BRUNO CILENTO premesso che il suo gruppo non conosce il contenuto dell’emendamento presentato dal consigliere Gennaro, decideranno come orientarsi nel voto non appena avrà il parere del dirigente. Resta comunque fermo che, pur in presenza di parere favorevole, potrebbero non condividerne il contenuto dal punto di vista politico e quindi votare contro.

Nelle more, ci sono altri emendamenti che possono essere votati, quindi non vede il motivo di fermarsi sospendendo i lavori, posto che sono trascorse già un paio di ore e non si è fatto nulla, a parte continue riunioni dei capigruppo.

PRESIDENTE, dopo aver sostituito il consigliere Fazio con il consigliere Spicuzza ed il consigliere Vaccarino con il consigliere Sauta, come scrutatori, mette in votazione l’emendamento; presenti 21, favorevoli 2, astenuti 9, contrari 10; viene respinto.

Mette in discussione l’emendamento n. 3, presentato dal consigliere Gennaro ed altri (Il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale).

Riporta il parere contrario del dirigente perchè in contrasto con quanto previsto all’articolo 11, comma 1, della legge regionale n. 10 del 2003.

Nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 20 consiglieri, viene respinto con 3 voti favorevoli, 6 contrari ed 11 di astensione.

Mette in discussione l’emendamento n. 4, presentato dai consiglieri Gennaro ed altri (Il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere favorevole del dirigente e, nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 20 consiglieri, viene approvato con 17 voti favorevoli e 3 di astensione.

Mette in discussione l’emendamento n. 5, presentato dai consiglieri Carreri ed altri (Il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere favorevole del dirigente e, nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 20 consiglieri, viene approvato con 16 voti favorevoli e 4 di astensione.

Mette in discussione l’emendamento n. 7, presentato dai consiglieri Carreri ed altri (Il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere favorevole del dirigente e, nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 20 consiglieri, viene approvato con 17 voti favorevoli, 1 contrario e 2 di astensione.

Mette in discussione l’emendamento n. 9, presentato dai consiglieri Carreri ed altri (Il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere favorevole del dirigente e, nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 20 consiglieri, viene approvato con 18 voti favorevoli e 2 di astensione.

Mette in discussione l’emendamento n. 6, presentato dai consiglieri Gennaro e Sauta (Il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere contrario del dirigente e, nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 20 consiglieri, viene respinto con 2 voti favorevoli, 12 contrari e 6 di astensione.

Mette in discussione l’emendamento n. 10, presentato dai consiglieri Carreri ed altri (Il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere favorevole del dirigente e, nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 20 consiglieri, viene approvato con 18 voti favorevoli e 2 di astensione.

Mette in discussione l’emendamento n. 8, presentato dai consiglieri Gennaro e Sauta (Il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere contrario del dirigente e, nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 19 consiglieri, viene respinto con 2 voti favorevoli, 12 contrari e 5 di astensione.

Mette in discussione l’emendamento n. 11, presentato dai consiglieri Carreri ed altri (Il testo dell’emendamento è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere favorevole del dirigente e, nessuno chiedendo di intervenire, lo mette in votazione: presenti 19 consiglieri, viene approvato con 18 voti favorevoli e 1 di astensione.

Convoca i capigruppo al tavolo della presidenza.

La seduta, sospesa alle ore 14,05, riprende alle ore 14,06.

PRESIDENTE, sentiti i capigruppo, aggiorna la seduta alle ore 11,00 di giovedì prossimo.

La seduta termina alle ore 14,07.


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