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COMUNE DI MESSINA CONSIGLIO COMUNALE RESOCONTO |
A cura dell'Ufficio Resoconti
Il resoconto sommario è una sintesi immediata in cui vengono riportati i passaggi più importanti degli interventi fatti dai consiglieri comunali e dai componenti dell’Amministrazione comunale in Aula consiliare. I resocontisti scrivono una sintesi degli interventi nello stesso momento in cui questi interventi vengono fatti, quindi contestualmente ai lavori assembleari. Così come avviene alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica, i resocontisti sommari utilizzano, nello scrivere, i segni convenzionali della lingua italiana, senza sussidi tecnici, meccanici, elettronici o informatici, e senza l’ausilio di alcuna registrazione magnetica. Per la redazione del resoconto sommario, viste le particolari competenze e gli specifici requisiti che il compito richiede, la Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica utilizzano i consiglieri parlamentari, figure cui è attribuita, nei relativi contesti, la massima qualifica funzionale. Nel corso della seduta consiliare vengono redatte, stampate e messe a disposizione dell’Aula, a intervalli regolari, bozze provvisorie del resoconto sommario. Su tali bozze possono essere apportate, nei tempi previsti, e da parte degli oratori intervenuti, modifiche, correzioni e integrazioni in grado di esplicitare al meglio il significato complessivo degli interventi svolti. Solo a fine seduta viene pubblicato il “Resoconto Sommario” in versione definitiva. Fatta salva l’eventuale e doverosa correzione relativa ad eventuali travisamenti del pensiero degli oratori, qualora gli interessati riscontrino la necessità di una disposizione più analitica e puntuale dei loro interventi, potranno richiedere, ad uso personale, lo stralcio del resoconto integrale che interessa, che verrà redatto dal servizio resoconti nei tempi tecnici necessari.
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279.
SEDUTA DI MARTEDI’ 31 GENNAIO 2012
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIUSEPPE PREVITI
INDI
DEL VICEPRESIDENTE VICARIO GIUSEPPE TRISCHITTA
Il Consiglio comunale è convocato per le ore 18,00.
Alle ore 18,45 viene chiamato l’appello, sono presenti 15 consiglieri, manca il numero legale e la seduta viene quindi rinviata di un’ora.
La seduta ha inizio alle ore 19,50.
(Partecipa con le funzioni di segretario generale il segretario generale, dottore Alligo. Per l’Amministrazione sono presenti gli assessori Corvaja e Muscolino)
PRESIDENTE, presenti 32 consiglieri, dichiara valida la seduta e nomina scrutatori i colleghi Cocivera, Contestabile e Crifò.
(Viene approvato il processo verbale della seduta precedente)
Sull’ordine dei lavori
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE CAPURRO chiede il prelievo della delibera iscritta al punto 16 dell’ordine del giorno, avente per oggetto: “Variante parziale alle norme di attuazione per il miglioramento delle condizioni di sicurezza del territorio comunale”. Ritiene necessario infatti approvare al più presto questo importante atto deliberativo per normare il territorio, tenuto conto di quanto è successo negli ultimi tempi.
PRESIDENTE assicura che, ultimate le pregiudiziali, la richiesta verrà messa in votazione.
Pregiudiziali
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MELAZZO comunica all’Aula che nelle sedute di ieri e di oggi la commissione bilancio ha convocato l’assessore Miloro, i vertici della ragioneria ed il collegio dei revisori. È emersa una situazione grave e preoccupante ed i revisori, evidenziando che il Consiglio comunale è l’unico soggetto che ancora non ha effettuato alcun adempimento in risposta all’ordinanza della Corte dei conti, hanno espressamente chiesto la convocazione nella prossima settimana di una seduta di Consiglio straordinaria.
Ritiene opportuna la richiesta perché è necessario rendere edotti i consiglieri sulle gravi responsabilità alle quali potrebbero andare incontro e chiede quindi al presidente di provvedere in merito, invitando il Sindaco, l’assessore al ramo, i revisori ed il ragioniere generale.
Riferisce poi che gli è stato consegnato un comunicato degli “Amici lavoratori dell’ATM” a firma del consigliere Saglimbeni, documento che non esita a definire poco corretto e intimidatorio. Chiede al consigliere Saglimbeni di confermare se è sua la firma, aggiungendo che nel documento si fa riferimento al ruolo istituzionale dei presidenti della prima e dell’undicesima commissione, facendo quasi trasparire che essi sono di ostacolo alla tutela dei lavoratori. Le intimidazioni e le pressioni di cui aveva parlato in precedenza sono finalmente uscite allo scoperto.
Il consigliere Saglimbeni dica se è sua la firma, dopo di che ognuno si assumerà la responsabilità di un documento intimidatorio e populistico. La tutela dei lavoratori si fa con i fatti, non con le parole o con atti populistici che ricercano solo il consenso popolare e non hanno nulla di concreto.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Saglimbeni. Ne ha facoltà.
PAOLO SAGLIMBENI conferma di aver sottoscritto quel documento e comunque il consigliere Melazzo non può certo dargli lezione su come si difendono i lavoratori e gli interessi generali della città. Prima di fare politica ha fatto il sindacalista, ha rappresentato il mondo imprenditoriale ed ha quindi una notevole gavetta alle spalle.
Quel documento dice semplicemente la verità e un passaggio, più volte citato, fa riferimento alla proposta venuta fuori nel corso di una riunione di una associazione che personalmente presiede. In quell’occasione il PD propose di seguire lo stesso percorso di Catania per risolvere la questione dell’ATM, ma purtroppo non è possibile perché a Messina vi sono delle pendenze e non si sono certificati i bilanci.
Peraltro, in materia di gestione vi è anche una pendenza con la Corte dei conti che alcuni consiglieri hanno prodotto ipotizzando ipotesi di reato dei quali, per quanto lo riguarda, non è a conoscenza. Non comprende perché si voglia pubblicizzare tutto, anche le stupidaggini, ma poi questo dato venga tenuto nascosto. D’altra parte il consigliere Melazzo è stato designato dalla commissione per riferire alla Corte dei conti sulle ipotesi di reato nella gestione dell’ATM, non vede quindi perché giudichi una intimidazione dire la verità su una cosa che lui ha fatto.
Personalmente si assume sempre la responsabilità delle sue azioni e altrettanto deve fare il collega Melazzo. Dopo un anno, la Corte dei conti risponde dicendo di non avere ancora capito quali sono le ipotesi di reato indicate nei documenti inviateli e invita a relazionare in merito, quindi è grave parlare ora di intimidazione.
Piuttosto l’Aula deve conoscere la realtà dei fatti perché si è parlato di suoi presunti interessi personali che ostacolerebbero i lavoratori e la continuità del loro rapporto di lavoro, mettendo quindi in pericolo la sua incolumità personale. Per questo ha sentito la necessità di informare direttamente i lavoratori e così farà in futuro, apponendo il suo nome in calce ai documenti. E’ irresponsabile chi fa circolare volantini anonimi, chi invece firma i documenti con nome e cognome fa solo il suo dovere.
La prima cosa da fare è ristabilire la verità dei fatti, perché non possono essere pubblicizzati solo quelli che piacciono al consigliere Melazzo e il presidente Previti deve fare fino in fondo il suo dovere per tutelare i consiglieri comunali.
PRESIDENTE invita il consigliere Melazzo a formulare per iscritto la richiesta di convocare con urgenza una seduta straordinaria.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Tamà. Ne ha facoltà.
SEBASTIANO TAMA’, premesso che non serve a niente farsi la guerra tra consiglieri comunali, si dispiace per il fatto che il consigliere Saglimbeni abbia ritenuto di dover trattare il problema dell’ATM in una sorta di riunione plenaria soltanto con alcune sigle sindacali e alla presenza dell’assessore Scoglio. Personalmente ritiene che sia il Consiglio comunale la sede idonea in cui trattare questo argomento e peraltro la vicenda ATM non ha la targa “Paolo Saglimbeni”, ma riguarda tutti i consiglieri comunali.
È necessario compartecipare questo problema e si dispiace perché l’Amministrazione rimane spesso silente su cose importanti. Libertà e dovere non significano né paure, né fughe in avanti, né prebende e per quanto lo riguarda è qui solo per fare politica. Ricorda di aver chiesto notizie sugli incarichi legali per le alluvioni dati da questa Amministrazione, che però finora non ha risposto ma si augura che vi possa essere finalmente uno scatto di orgoglio.
Ribadisce che l’ATM è un problema di tutti ed invita il consigliere Saglimbeni a coinvolgere la prossima volta anche gli altri consiglieri comunali per eventuali future iniziative e soprattutto a farlo in quest’Aula.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Cantello. Ne ha facoltà.
INVANO CANTELLO concorda con il collega Melazzo sulla necessità di convocare al più presto una seduta consiliare aperta per trattare il problema della situazione finanziaria del Comune e per decidere le risposte da dare alla Corte dei conti.
Fa presente di aver appreso solo oggi di una conferenza dei capigruppo che ha visto i revisori dei conti dare una serie di prescrizioni e indirizzi rispetto alla deliberazione della Corte dei conti.
Chiede per quale ragione il presidente non si sia attivato per sollecitare i consiglieri comunali, molti dei quali non sanno quali rischi corrono.
A questo punto arrivati è necessario comprendere la posizione dell'Amministrazione rispetto alla specifica deliberazione della Corte dei conti, e quale volontà conseguente la stessa Amministrazione voglia esprimere e trasmettere al Consiglio in termini di misure correttive.
(Brusio indistinto)
Rilevato peraltro come ciascun consigliere comunale abbia l'obbligo di presentare misure di tal genere, fa presente come il sottoscritto abbia già presentato alcuni atti deliberativi al momento giacenti in commissione.
Stante la reiterata “caduta” del numero legale in commissione e in conseguenza della bocciatura, da parte dell'Aula, della proposta con cui si chiedeva al ragioniere generale e ai revisori dei conti una relazione sullo stato finanziario dell'ente, si è ritenuto di presentare gli atti in versione definitiva, e non più in bozza come originariamente deciso, da sottoporre comunque all'attenzione condivisa di tutti i consiglieri comunali.
Venuta quindi meno questa possibilità, va rilevato come oggi fosse comunque in trattazione un atto deliberativo sulla presa d'atto di una delibera di Giunta inerente gli indirizzi sul contenimento delle spese, in ottemperanza ai principi di trasparenza ed efficienza della pubblica amministrazione.
Ebbene, non è stato possibile trattare né quella delibera né la proposta del direttore generale dell'ATM di revoca degli atti di bocciatura dei bilanci dell'azienda trasporti! Oggi si impone una discussione attenta della questione, alla luce oltretutto, delle indicazioni normative emesse in tema di “premi e sanzioni” dal decreto n. 149 del 2011, che ha reso più stringenti i termini del discorso, aumentando il livello di responsabilità a carico degli amministratori!
PRESIDENTE osserva che le due ordinanze della Corte dei conti sono state trasmesse in particolar modo ai capigruppo: il consigliere Cantello avrà avuto pertanto modo di leggere questi atti, ritrovandosi nelle migliori condizioni per predisporre degli atti deliberativi!
La presidenza non è stata pertanto inerte rispetto alle ordinanze richiamate.
Nel dare la parola al consigliere Caliò, chiede che gli interventi si limitino al carattere di pregiudiziali.
GAETANO CALIO' rilevato in premessa come non si possa negare la legittimità e il diritto di ciascun consigliere di esprimere le proprie opinioni, reputa sacrosanta la richiesta del consigliere Melazzo di convocare una seduta straordinaria di Consiglio che dia modo di confrontarsi sulle cose fatte e non fatte all'atto della votazione del bilancio.
Reputa poi del tutto legittimo il ricorso a un organo di giustizia amministrativa qual è la Corte dei conti, nel momento in cui si dovessero nutrire dubbi di carattere amministrativo e soprattutto quando ad adempiere alla specifica funzione la commissione dovesse delegare, così com'è avvenuto, il suo presidente!
Il problema vero è che in quest'Aula, che oggi dovrebbe occuparsi dell'ATM, finalmente alcuni tra coloro che hanno votato il bilancio di previsione, stanno prendendo coscienza di aver votato un bilancio drogato, falso e non aderente alla situazione economica della città!
Rispetto poi alle affermazioni di qualcuno sulla necessità di ristabilire la verità, sottolinea come sia la legalità che in realtà vada ristabilita a Messina!
Teme allora che la volontà di non ristabilire la legalità sia connessa alla premura con cui in quest'Aula ci si esprime contro quel ricorso ad organi giurisdizionali che in ogni caso permetterebbe invece un utile confronto anche sulla fondamentale materia economico-finanziaria.
Rispetto alla solitudine istituzionale e all'“esposizione” evocata dal consigliere Saglimbeni, tranquillizza e solidarizza con il collega, che di certo ricorderà, quando il tema scottante era quello delle cooperative sociali, le lettere che hanno messo in discussione anche l'operato, la persona e la figura della moglie del sottoscritto!
Sono proprio queste le situazioni in cui chiedere soccorso a quella “verità” mediante la quale esprimere senza timori ciò che si è!
Proseguano allora nei lavori, andando ad affrontare problemi importanti come quello fondamentale riguardante l'azienda trasporti!
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Pergolizzi. Ne ha facoltà.
SEBASTIANO PERGOLIZZI rileva in premessa di aver avuto modo solo ora di leggere il documento sottoscritto dal consigliere Saglimbeni.
Al fine di ristabilire responsabilmente la verità rispetto ad altri che quella verità non dicono, in maniera volutamente pacata osserva come nel documento si voglia fare capire qualcosa che in realtà non è, e cioè che le indagini della Magistratura e le verifiche effettuate dalla Corte dei conti sarebbero state sollecitate da alcuni consiglieri, che d'improvviso avrebbero deciso di risvegliare l'interesse della Magistratura contabile!
L'intimidazione si rivela proprio nell'insinuare un dubbio che fa pensare a tanti lavoratori, senza stipendio da almeno tre mesi, che i veri responsabili della situazione attuale sarebbero il presidente della commissione bilancio e il presidente della commissione società partecipate che, grazie al loro lavoro, accenderebbero i riflettori su una materia che, secondo alcuni, dovrebbe non solo non essere discussa, ma restare celata!
Si individuano quindi i responsabili di una situazione che peggiora giorno dopo giorno e insieme si promette ai lavoratori che i loro problemi verranno risolti.
Come? Con le ricette prodotte e propinate da un Sindaco che ha sfornato una serie di commissari che purtroppo hanno continuato ad affossare l'azienda!
(Applausi del pubblico assiepato sulle tribune)
È questa la verità e bene farebbe il consigliere Saglimbeni ad affondare il bisturi là dove occorre!
La vera questione irrisolta è che il Sindaco non si è assunto la responsabilità di risolvere veramente la vicenda, perché vuole restare ancorato alla poltrona e non vuole inserire in bilancio le vere perdite dell'azienda. Alla fine, sta bene al Sindaco e a tutti i commissari che non siano stati approvati i bilanci dell'ATM! Bisognerebbe invece capire perché quei bilanci non sono stati approvati!
(Mormorii diffusi)
Nel reputarsi esente da qualsivoglia responsabilità, si dichiara convinto della necessità di continuare a percorrere la strada intrapresa.
Ciò detto, coglie l'occasione per indirizzare un segnale di stima e vicinanza al consigliere Guerrera, che in situazioni similari ha pensato di dimettersi da presidente di una commissione in cui si sono registrate vicende caratterizzate da profili oscuri.
Non si è infatti consentito a quella commissione di lavorare, allo stesso modo in cui oggi si vuole tentare di non far approfondire a due commissioni una serie di problematiche che sono sotto gli occhi di tutti e che ancor prima sono state e continuano ad essere oggetto dell'attenzione della stessa Magistratura, che ha evidenziato fatti che hanno risvolti anche in termini di danno erariale per l'ente Comune. Neanche il consigliere Saglimbeni può smentire una tale circostanza!
Ribadisce di sentirsi esente da qualsivoglia responsabilità rispetto alle passate conduzioni scellerate dell'azienda trasporti, che hanno visto molti politici garantire cooperative, consulenze, nomine di sottogoverno ed altro!
E questo il vero buco dell'ATM come di altre società partecipate!
Bisognerebbe allora semmai fare autocritica e valutare ciò che si è fatto da vent'anni a questa parte per l'azienda trasporti!
Auspica quindi che il consigliere Saglimbeni faccia questa autocritica, guardando prioritariamente alle cose successe in passato all'ATM e dichiarando una volta per tutte che la cosa più opportuna da fare è dare un taglio netto alla gestione dell'attuale Sindaco, che non è stato in grado di risolvere i problemi dell'azienda trasporti, così come i tanti altri problemi che attanagliano la città di Messina!
PRESIDENTE dà la parola al consigliere Saglimbeni perché a scanso di equivoci chiarisca e precisi ancor di più il suo pensiero.
PAOLO SAGLIMBENI in premessa chiarisce al collega Tamà che ciascuno fa il consigliere comunale come meglio crede.
Il sottoscritto cerca di essere presente in tutte le commissioni in cui è titolare ed anche in quelle in cui non è titolare. Si occupa dell'azienda trasporti così come tenta di occuparsi di più questioni possibili: svolge infatti la funzione di consigliere comunale a tempo pieno.
In occasione di riunioni di capigruppo ha sempre partecipato ai lavori, cercando di ascoltare e facendosi una sua opinione su tutto.
Quando poi si sono svolti Consigli comunali dedicati al tema è sempre stato presente: il momento collettivo di partecipazione e del “fare politica” nell'organo istituzionale è stato così rispettato!
Nel momento in cui però, come presidente di una associazione, organizza una riunione, si è limitato a fare un comunicato tentando di farlo circolare anche tramite la stampa.
Ha invitato più gente possibile e non ha fatto una sola telefonata né a segretari di partito né a sindacati: alla fine è venuto chi ha voluto, partecipando e prendendo la parola!
L'obiettivo è un fatto personale che attiene al suo livello politico. Se poi vi sono momenti istituzionali in cui si vuole evidenziare una partecipazione e si vuole costruire un percorso comune che salvi e rilanci l'azienda, ebbene, il sottoscritto dichiara totale disponibilità.
Al consigliere Pergolizzi, che è così bravo a dare consigli, fa presente che nel documento è rappresentata la piena verità: se qualcuno dice menzogne, questi è, come al solito, il consigliere Pergolizzi che in tante occasioni ha diffuso menzogne!
Rileva come nessuno metta in dubbio il fatto che un collega individui un reato nella gestione di una società partecipate e ritenga utile mandare la documentazione alla Corte dei conti o alla Procura della Repubblica, ravvisandosi anzi un dovere, per un consigliere che dovesse individuare un'ipotesi di reato, avere comportamenti conseguenti.
Se il sottoscritto avesse pertanto individuato un'ipotesi di reato, si sarebbe preoccupato di rivolgersi agli organi competenti, e bene ha fatto il collega a comportarsi come ha fatto!
Chi parla invece non ha individuato tale ipotesi e, in qualità di capogruppo e consigliere comunale, ha chiesto di conoscere, senza avere sino a questo momento alcuna risposta in merito, le carte che sarebbero state trasmesse alla Procura della Corte dei conti!
Addirittura, ha chiesto alla segreteria delle commissioni di avere l'elenco della documentazione, elenco non esistente neanche a livello di segreteria!
Immagina allora che le due commissioni abbiano individuato dei documenti specifici che il sottoscritto avrebbe voluto poter visionare per riscontrare l'eventuale ipotesi di reato!
Succede poi che dopo un anno la Corte dei conti risponda chiedendo che le si spieghi quali sarebbero queste ipotesi di reato!
Con foga sottolinea allora come il documento incriminato riporti l'esatta verità, quella verità di cui la politica deve finalmente riappropriarsi! Non ha nulla da nascondere e nessuna lezione da imparare, men che meno dal consigliere Pergolizzi!
Si onora di essere stato presidente della Lega delle cooperative di Messina e di aver assunto incarichi anche a livello regionale e nazionale.
Reputa infatti la cooperazione la più nobile delle tipologie d'impresa, visto che non ha scopo di lucro!
Criticando la mimica del consigliere Pergolizzi, fa presente che non esiterebbe a querelare immediatamente il collega se mai avesse il coraggio di esplicitare chiaramente i suoi dubbi!
Nell'affermare con veemenza di non avere di certo scheletri nell'armadio, dubita che la stessa cosa valga per il collega, che ha dimostrato falsità nei suoi riferimenti!
(Il consigliere Melazzo protesta vivacemente)
Non ha mai fatto alcun uso della cooperazione a scopi clientelari!
(In Aula si respira un'aria carica di rabbia a stento trattenuta)
Chiede di poter parlare senza essere interrotto e invita il presidente a mandar via il consigliere Melazzo se non riesce a zittirlo!
PRESIDENTE chiede che nell'intervenire ci si limiti ad esprimere giudizi politici.
PAOLO SAGLIMBENI come esprimere giudizi politici in un contesto che vede un consigliere, il consigliere Pergolizzi, parlare di scopi clientelari nella cooperazione?
Come esprimere tali giudizi quando la vera intimidazione è nel contenuto di un documento che, fatto circolare in azienda, parla di “un manipolo di consiglieri comunali spalleggiato da un sindacato che da sempre spadroneggia in azienda, che hanno deciso di liquidare l'ATM prima di creare la nuova società”? Queste sono intimidazioni!
(Frastuono e rumoreggiare intemperante del pubblico sulle tribune all'indirizzo del consigliere Saglimbeni)
Invita energicamente il presidente ad identificare le persone presenti in tribuna, persone che il sottoscritto intende denunciare perché responsabili di aver creato un eventuale clima di intimidazione nei suoi confronti!
La cooperazione in questa città ha sempre operato nell’interesse generale, semmai in questa storia la cooperazione ha subìto un danno in tante cose, perché i servizi sono diventati pubblici ed hanno creato disastri gestionali e finanziari.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Ticonosco. Ne ha facoltà.
SALVATORE TICONOSCO esprime amarezza per lo spettacolo davvero vergognoso di stasera e richiama tutti all’ordine, ritenendo che non si possa andare avanti in un clima così pesante. Si evitino allora ulteriori pregiudiziali e si passi allo svolgimento dell’ordine del giorno, se no sarà costretto ad andare via, poiché una tale situazione è assai mortificante.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Carreri. Ne ha facoltà.
ANTONINO CARRERI, preliminarmente, reputa giusto dibattere e confrontarsi, l’importante è che non si vada fuori dalle righe.
Interviene per informare l’Aula che, forse a seguito delle dichiarazioni da lui rese qualche tempo fa circa movimenti in seno all’ATM, come cambi di qualifica, avanzamenti di livelli, oggi ha ricevuto una lettera da parte del direttore generale, ingegnere Conte, nella quale comunica che, a partire dal primo febbraio e per trenta giorni, tre dipendenti avranno un avanzamento di livello temporaneo, per cui percepiranno la differenza parametrale.
Coglie con piacere questa comunicazione che finalmente ripristina quella trasparenza persa nel tempo e che, nella forma, si configura come un atto di rispetto verso il Consiglio comunale. Evidentemente, la sua denuncia ha sortito un effetto!
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.
FELICE CALABRO’ fa presente che all’ordine del giorno vi è una delibera che li insegue sin dall’aprile del 2011, il provvedimento sull’ATM, che in realtà nulla ha a che vedere con il problema dell’azienda trasporti, perché è un atto vuoto.
Comunica che il PD ha presentato due emendamenti, che sono sostanzialmente la delibera, considerato che il nulla non può essere emendato. Essi forniscono una soluzione che forse era più facile individuare stando come loro dall’altro lato della scrivania…
(Il presidente lo invita a spiegare la pregiudiziale)
Precisa che la pregiudiziale è quella del collega Melazzo, è collegata agli articoli di stampa ed è connessa all’ordine del giorno del Consiglio: se è vero infatti che il Sindaco ha sollecitato la trattazione della delibera sull’ATM, se è vero che il segretario generale ha notificato a tutti i consiglieri lo stralcio del verbale della seduta di Giunta in cui si è rilevata questa urgenza, anche in riferimento alla situazione finanziaria dell’Ente, non comprende allora come mai il capogruppo del PDL, il partito di maggioranza, chieda il prelievo, legittimo senza dubbio, di un provvedimento che addirittura è stato già proposto sui giornali, prima ancora che in Aula.
Delle due l’una: o una cosa è urgente e ci si adopera per darvi seguito, o non lo è, ed allora non si deve fare terrorismo politico, che è connesso all’aspetto finanziario.
Considerato che il Comune è sempre più vicino al dissesto, ricorda che uno dei punti fondamentali nello scarno programma elettorale del Sindaco era il risanamento dei conti: ebbene, l’Amministrazione ha fallito miseramente!
Non si è rispettato il patto di stabilità, anche se per onestà intellettuale deve dire di trovarsi d’accordo con il dottore Buzzanca nel senso che tale patto è l’affossamento degli Enti Locali, tant’è che anche l’ANCI ha in mente di presentare al Governo una richiesta di modifica. Il patto di stabilità infatti se ha un senso sulla spesa corrente, significa invece la fine per quanto riguarda gli investimenti, quindi lo sviluppo e la crescita.
Indubbiamente, però, il risanamento dei conti è fallito miseramente e la prova è che la mancata osservanza del patto di stabilità non è connessa alla spesa, è connessa invece alla scarsa incisività dell’Amministrazione a garantire entrate. Il piano di dismissione degli immobili è stato un fallimento totale, il recupero degli oneri di urbanizzazione è stato nullo, non si sa ancora come sbloccare la vendita di 1500 piccoli alloggi.
Il problema non è l’indirizzo dei revisori, bensì che non c’è un’Amministrazione che si è dedicata al risanamento.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire, per una precisazione, il consigliere Tamà. Ne ha facoltà.
SEBASTIANO TAMA’ fa notare al consigliere Saglimbeni che l’invito assolutamente importante che lui rivolge è fatto da presidente di un’associazione, mentre il documento che circola è a firma del consigliere comunale. Sono due cose diverse.
Proposte di deliberazione
PRESIDENTE, passando all’attività deliberativa, comunica che la delibera iscritta al punto 2 sarà trattata domani in commissione, mentre sulla numero 3, avente ad oggetto il piano di riorganizzazione dei servizi di mobilità urbana, sono stati presentati stasera quattro emendamenti, su cui il dirigente chiede almeno ventiquattrore di tempo per esaminarli ed apporre il parere.
Chiama comunque questa proposta di delibera per dare modo di presentare altri emendamenti, sospendendo per dieci minuti …
(Il consigliere Calabrò contesta fortemente il presidente, rilevando che vi è una richiesta di inversione dell’ordine del giorno fatta dal consigliere Capurro che, a norma di regolamento, deve essere messa in votazione)
Fa presente che intendeva guadagnare i dieci minuti di tempo per l’eventuale presentazione di altri emendamenti, sospendendo la delibera e passare alla trattazione dell’altra.
(Il consigliere Calabrò sostiene che ciò non è regolamentare ed il consigliere Capurro è d’accordo)
Fa notare come tutti i consiglieri siano bravi a parole a difendere l’ATM, salvo poi smentirsi quando si deve trattare la delibera.
Sulla proposta di prelievo della delibera iscritta al punto 16, chiede di intervenire, contro, il consigliere Cantello.
IVANO CANTELLO interviene contro, pur essendo favorevole alla votazione di un provvedimento che pone limiti all’edificazione in questa città, perché è urgente trattare subito la delibera sull’ATM, su cui si è perso fin troppo tempo. Occorre assumere un’iniziativa definitiva a tutela dell’azienda, dei lavoratori, dei creditori e quindi dello stesso Comune.
PRESIDENTE mette in votazione la richiesta di inversione dell’ordine del giorno: presenti 27, favorevoli 11, astenuti 6, contrari 10; viene respinta.
Si ritorna alla delibera n. 3.
(Assume le funzioni di segretario generale il vicesegretario generale vicario, dottore Mauro)
Comunica che da questo momento fino alle ore 21,05 decorre il termine per la presentazione di altri emendamenti.
Sospende la trattazione della delibera per dar modo ai consiglieri di preparare gli ultimi emendamenti e propone di trattare il provvedimento, di cui al telegramma n.5/C del 27/1/2012, che vede la sostituzione del consigliere Greco con il consigliere Rizzo in XII commissione.
Chiede se vi siano contrari.
(Il consigliere Calabrò dichiara di essere totalmente contrario alla trattazione di questa delibera per una questione di rispetto delle regole d’Aula)
Ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.
FELICE CALABRO’ esprime la sua contrarietà alla proposta del presidente, perché la delibera non è una semplice “sistemazione di posizione” all’interno dell’UDC come la si raffigura. Il consigliere Greco, ricorda, è stato eletto nel PD ed ha rivestito all’interno delle commissioni, anche dopo il suo passaggio al gruppo dell’UDC, “posizioni” che, secondo il regolamento e lo Statuto, vanno attribuite al partito democratico. Pertanto, questi non può disporre come crede di qualcosa che non gli appartiene e la composizione della commissione urbanistica e della commissione dei servizi sociali è oggi irregolare.
La delibera va oltre le regole e andrebbe rinviata al mittente. Quelle due commissioni sono irregolarmente composte, ribadisce, violano lo Statuto ed il regolamento perché il PD non vi è rappresentato.
(Alcuni consiglieri chiedono di intervenire)
PRESIDENTE replica che non è possibile sentire altri interventi, a norma di regolamento, e mette in votazione la proposta di inversione dell’ordine del giorno: presenti 23 consiglieri, viene approvata a maggioranza con 13 voti favorevoli, 4 contrari e 6 di astensione.
Mette, quindi, in discussione la proposta di delibera: ha chiesto di intervenire il consigliere Cilento. Ne ha facoltà.
BRUNO CILENTO evidenzia che il presidente, per la seconda volta questa sera, ha impedito l’intervento ad un componente di un gruppo consiliare su argomenti che prevedono che ogni capogruppo possa parlare e, comunque, un intervento a favore ed uno contro…
PRESIDENTE legge l’art. 25 del regolamento, che disciplina l’ordine di trattazione degli argomenti: nel caso di opposizioni ad una proposta di modifica di tale ordine la decisione è rimessa alla votazione del Consiglio, senza dibattito.
BRUNO CILENTO chiede, allora, con quale criterio si scelga chi deve intervenire contro nel momento in cui più consiglieri manifestano opposizione alla proposta, come è successo prima in occasione della richiesta di inversione fatta dal collega Capurro.
PRESIDENTE afferma che ha diritto di intervenire chi si prenota per primo.
BRUNO CILENTO replica che, però, potrebbero esserci posizioni contrarie sostenute da motivazioni differenti: a quel punto, chi ha diritto di parlare? È un dubbio che rassegna al presidente, non condividendo che possa intervenire colui che, semplicemente, si è prenotato per primo: dovrebbero poterlo fare tutti coloro che, per motivi diversi, sono contro la proposta.
Nel merito della delibera, comprende lo sfogo del collega Calabrò, visto che al suo partito mancano posizioni importanti, ma ciò non è da addebitare alla stessa o all’UDC. Va rivista, comunque, la composizione di tutte le commissioni consiliari ed assume l’impegno in tal senso del suo gruppo, sollecitando il collega a rivedere il suo punto di vista ed a votare favorevolmente la proposta in discussione.
Preannuncia il voto favorevole del gruppo dell’UDC.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.
FELICE CALABRO’ prende per buone le rassicurazioni del collega Cilento, ma ha prima sollevato un problema che riguarda l’osservanza di certe regole, violate nel momento in cui in seno alla seconda ed alla decima commissione i componenti originariamente eletti nel PD sono passati, certo legittimamente, in un altro gruppo consiliare ed il suo partito non vi è più rappresentato. Chiede al segretario generale se sia conforme allo Statuto ed al regolamento che un gruppo consiliare non abbia rappresentanti in commissione: in caso di risposta affermativa, voterà favorevolmente la delibera.
Ciò a cui hanno assistito è che un consigliere, per “occupare” la poltrona di una presidenza di commissione, è passato ad un altro gruppo, salvo doverla lasciare dopo mesi e mesi di “calvario”, mentre nella commissione dei servizi sociali si è avuta una vera e propria prevaricazione. Rinnova il suo quesito al segretario generale.
PRESIDENTE dà la parola al segretario generale.
SEGRETARIO GENERALE sostiene che il regolamento sancisce la rappresentanza proporzionale dei gruppi politici nelle commissioni consiliari. Fermo restando che le attuali rappresentanze dovrebbero essere riviste tutte per rispettare il principio di proporzionalità, la proposta di delibera in discussione ha unicamente lo scopo di dare ad un consigliere una “partecipazione ufficiale” nelle commissioni per un fatto contingente, interno al suo gruppo.
PRESIDENTE ridà la parola al consigliere Calabrò.
FELICE CALABRO’ afferma che hanno appena assistito al numero di un trapezista da circo: il segretario generale, in maniera molto “politica”, ha però detto una verità, e cioè che si sono violate le regole.
Si chiede come mai si sta rispondendo, nel giro di una settimana, alla legittima richiesta di un consigliere e non si sia ancora fatto nulla con riguardo al diritto di rappresentanza in commissione che da un anno e mezzo rivendica un intero gruppo consiliare. Usciranno dall’Aula al momento del voto per non essere complici di una palese irregolarità.
PRESIDENTE sottolinea che si sta trattando la sostituzione consensuale di consiglieri dello stesso gruppo all’interno di una commissione, giusta comunque la lamentela del collega Calabrò: a tal proposito, un’apposita proposta di delibera è da tempo all’attenzione dei gruppi e si augura che arrivi presto in Aula.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Cantello. Ne ha facoltà.
IVANO CANTELLO ricorda che il problema della rappresentanza dei gruppi consiliari nelle commissioni è stato già sollevato ed osserva che potrebbe verificarsi il paradosso di un unico consigliere che costituisce un gruppo consiliare…
PRESIDENTE rileva che in questo caso non si sta costituendo nessun nuovo gruppo consiliare.
IVANO CANTELLO prosegue col suo paradosso per dire che anche un solo consigliere potrebbe voler essere rappresentato in tutte le commissioni e pretendere il diritto al voto. Naturalmente non è possibile, e non vede nulla di strano in questa delibera, purché non sia leso il diritto dei singoli consiglieri di essere rappresentati in ogni commissione.
Ogni consigliere comunale è stato eletto in virtù di una legge in vigore che non può essere modificata in corso d’opera, ma va rispettata. Chiede quindi che si passi subito alla trattazione della delibera sull’ATM, anche per rispetto dei lavoratori presenti che da tempo attendono risposte.
PRESIDENTE, nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara aperta la votazione: presenti 23, favorevoli 22, astenuti 1, è approvata.
Riprendendo la trattazione della delibera riguardante l’ATM, comunica che sono stati presentati altri cinque emendamenti che necessitano del parere e sollecita in tal senso il dottore Cama, presente in Aula. Passando quindi all’esame degli emendamenti già provvisti del parere, mette in discussione l’emendamento n. 8 presentato dal consigliere Carreri (il testo è agli atti della segreteria generale). Riporta il parere favorevole del dirigente.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Carreri. Ne ha facoltà.
ANTONINO CARRERI crede che l’emendamento sia già abbastanza chiaro, aggiunge soltanto che si è voluto evidenziare ancora meglio la necessità di assorbire tutto il personale nella costituenda società.
PRESIDENTE, sostituito come scrutatore la collega Contestabile con il consigliere Serra, dà la parola al consigliere Melazzo.
GIUSEPPE MELAZZO, preannunciando il voto favorevole all’emendamento, chiede al presidente di dare mandato agli uffici di fare le copie degli emendamenti per i consiglieri comunali.
Assume la presidenza il vicepresidente vicario, Giuseppe Trischitta
PRESIDENTE mette in votazione l’emendamento: sono presenti 20 consiglieri, il numero non è valido per proseguire i lavori che vengono quindi rinviati a domani alle ore 18,00.
La seduta termina alle ore 21,30.
277.
SEDUTA DI MARTEDI’ 17 GENNAIO 2011
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE VICARIO GIUSEPPE TRISCHITTA
INDI
DEL VICEPRESIDENTE ANGELO BURRASCANO
Il Consiglio comunale è convocato alle ore 18,30.
La seduta ha inizio alle ore 19,05.
(Sono presenti, per l’Amministrazione, gli assessori Muscolino, Puglisi e Scoglio. Svolge le funzioni di segretario generale il vicesegretario generale vicario, dottore Mauro)
PRESIDENTE, presenti 26 consiglieri, dichiara valida la seduta e nomina scrutatori i consiglieri Barone, Magazzù e Sauta.
Si passa all’approvazione del verbale della seduta precedente…
(Il consigliere Calabrò preannuncia il proprio voto contrario)
Sospende brevemente la seduta per acquisire il verbale della seduta precedente, sì da darne lettura come richiesto da alcuni consiglieri.
La seduta, sospesa alle ore 19,07, riprende alle ore 19,20.
Sul processo verbale
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Tamà. Ne ha facoltà.
SEBASTIANO TAMA’, precisato che non ha da richiedere modifiche o integrazioni del verbale, chiede che se ne dia lettura prima di votare la sua approvazione a seguito del pronunciamento in senso sfavorevole del collega Calabrò.
PRESIDENTE precisa che il consigliere Calabrò dovrebbe motivare il suo eventuale voto contrario all’approvazione del verbale, ma adesso è fuori dall’Aula: se non rientrerà, si darà per modificata la sua volontà di voto.
Comunicato che il Sindaco non può partecipare alla seduta per motivi di salute, avvisa le persone che assistono ai lavori a che non si ripetano le intemperanze registrate nel corso dell’ultima adunanza del Consiglio. A tale scopo, legge l’articolo 21 del regolamento ed invita i colleghi consiglieri a tenere, parimenti, un comportamento rispettoso del pubblico presente.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.
FELICE CALABRO’ ricorda che nel corso della precedente seduta si è registrato un alterco con il presidente del Consiglio che, comunque superato, rimane nella forma.
Il vicepresidente Trischitta, che per una parte ha disciplinato quei lavori d’Aula, si è rifatto alle norme regolamentari, mentre il presidente non ha consentito ad alcuni consiglieri di esprimersi nel merito della delibera che riguardava il “distretto turistico”. Nello specifico, a seguito di quella proposta del collega Caliò, tutti gli interventi successivi, ai sensi dell’articolo 27 del regolamento, andavano riferiti ad essa e non al merito della delibera in discussione e, conseguentemente, chi pure era intervenuto avrebbe avuto il diritto di intervenire nuovamente, appunto, sulla delibera e, successivamente, per dichiarazione di voto.
Tutto ciò non è successo, si vede costretto a votare contro l’approvazione del verbale di quella seduta.
PRESIDENTE prende atto che il collega Calabrò non ha da richiedere rettifiche del verbale, ma dovrà comunque metterne in votazione l’approvazione.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Gennaro. Ne ha facoltà.
GAETANO GENNARO, per le stesse motivazioni espresse dal collega Calabrò, preannuncia la sua astensione. Se per la prima volta si vede costretto a non approvare un verbale del Consiglio comunale è anche per protestare, in maniera sommessa, contro l’ufficio di presidenza per la conduzione di quei lavori d’Aula.
Assente oggi il presidente Previti, per correttezza nei suoi confronti null’altro aggiunge.
PRESIDENTE mette in votazione l’approvazione del processo verbale della seduta precedente: presenti 32 consiglieri, il verbale è approvato a maggioranza con 21 voti favorevoli ed 11 di astensione.
Proposta di deliberazione
PRESIDENTE mette in discussione la proposta di deliberazione, già incardinata nel corso dell’ultima seduta, iscritta al punto 2 dell’ordine del giorno ed avente per oggetto: “Piano di riorganizzazione dei servizi di mobilità urbana”.
Alla proposta sono stati presentati quindici emendamenti; ne mette in discussione il numero 1, soppressivo, presentato dai consiglieri Carreri e Tamà, che riporta il parere contrario del dirigente (i testi dell’emendamento e del parere sono agli atti della segreteria generale). L’emendamento in discussione assorbe un altro emendamento, il numero 4, presentato dai consiglieri Melazzo ed altri, di uguale contenuto.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.
FELICE CALABRO’ chiede ai presentatori dell’emendamento di precisare quale sia il loro intendimento.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MELAZZO ricorda intanto che aveva chiesto la presenza in Aula del ragioniere generale, perché gli emendamenti entrano anche nel merito di scelte fatte in passato dalla ragioneria. Per quanto riguarda i pareri, osserva che il dirigente dà parere favorevole e la stessa cosa fa il ragioniere generale, con riferimento agli obiettivi che si intendono raggiungere.
Nel corpo della delibera, in un passaggio si dice poi “tenuto conto del bilancio consuntivo 2009”, che però l’Aula con differenti posizioni ha bocciato. Si fa riferimento quindi solo alle delibere provenienti dall’ATM, senza precisare che quel bilancio è stato bocciato dal Consiglio comunale.
Questo appare strano, è come se si volesse fare ammettere che vi sono delle perdite pur in presenza di delibere che hanno bocciato i bilanci. Si propone pertanto di cassare il terzo ed il quarto comma, che fanno riferimento specifico al bilancio consuntivo ed alle perdite relative agli esercizi degli anni dal 2001 al 2006.
Questo emendamento però non si può leggere in maniera slegata rispetto al successivo emendamento n. 10, nel quale sostanzialmente si chiede di tenere conto di tutti gli atti economici e finanziari esaminati dall’agosto 2008 fino ad oggi. Non piace infatti la specificazione che limita le motivazioni ad un bilancio, peraltro bocciato dal Consiglio su proposta degli uffici finanziari.
L’emendamento quindi amplia il campo di visuale degli atti esaminati dall’Aula ed elimina una specificazione pericolosa e speciosa, soprattutto per chi in passato ha bocciato quei bilanci ed allorché il ragioniere generale e il dirigente dicono che i loro pareri rimangono negativi.
Alla luce di questa illustrazione, chiede al dottore Cama di rivalutare il parere contrario espresso sugli emendamenti nn. 1 e 4, anche perché l’emendamento presentato è di natura più ampia e può essere votato favorevolmente.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.
FELICE CALABRO’ sposa in pieno l’intervento del collega Melazzo ed invita la presidenza a convocare il ragioniere generale. Non vorrebbe che con questa delibera vogliano far dire quello che invece si è detto più volte bocciando i bilanci consuntivi dell’ATM, sui quali vi è il parere contrario del ragioniere generale e dell’organo tecnico.
Quei bilanci fanno riferimento allo squilibrio tra i conti dell’azienda e quelli dell’Amministrazione, ma si è già preso atto di questi squilibri e dei conti che non tornano bocciando i consuntivi. Appare strano quindi fare rientrare nella delibera di liquidazione anche una presa d’atto di quei conti da parte del Consiglio comunale.
Oggi è stato distribuito ai consiglieri il bilancio consuntivo 2010 che è in pareggio, ma nell’attivo dell’ATM sono riportati crediti per 34 milioni di euro. Si dovrebbe verificare se questi crediti corrispondono al debito che il Comune porta nel suo bilancio a favore dell’azienda, perché potrebbe anche essere diverso.
Inoltre, lo scorso 21 dicembre ha ricevuto una nota con la quale il dottore Cama comunica l’istanza per la revoca della bocciatura dei bilanci consuntivi 2007 e 2008, proponendo l’impugnazione davanti al TAR. Questi bilanci ritornano perché rappresentano la linea di confine nei rapporti tra l’ATM e il Comune e la delibera in oggetto non risolve il problema, visto che non precisa quanto il Comune deve all’azienda.
Dalla lettura della nota risulta anche che il dirigente tecnico e il dirigente economico confermano i pareri negativi espressi, quindi vuole capire meglio cosa si voglia dire con quel documento.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire l’assessore Scoglio. Ne ha facoltà.
ASS. SCOGLIO osserva che se si pensa che questa delibera sia dovuta per i debiti dell’ATM si è fuori strada, in realtà ci si trova di fronte ad una precisa disposizione di legge che impone di procedere entro il 31 marzo 2012 alla liberalizzazione del trasporto pubblico locale.
Si è qui per trovare una soluzione che dia la possibilità al servizio pubblico locale di continuare ad esistere, con i servizi alla collettività e con il contratto di servizio che si dovrà fare. In ogni caso, il fatto che il Consiglio comunale negli anni abbia bocciato i bilanci consuntivi dell’ATM è una realtà sulla quale non si può discutere.
Rileva come le “perdite” registratesi non siano state riconosciute dal Consiglio comunale e non si può quindi nascondere il dato di circa 19 milioni riconducibili ai consuntivi approvati nel 2009, ma che fanno riferimento alle perdite dal 2002 in poi non approvate dal Consiglio comunale.
Si tratta di atti di bilancio dell'azienda speciale che ha una sua personalità giuridica.
Se poi si dice che ciò imponga la liquidazione e la trasformazione della società, fa presente che non è l'Amministrazione ad avere deciso la trasformazione della gestione del servizio. Personalmente, ritiene tra l'altro che sia una delle più grandi follie di questo secolo pensare che un servizio pubblico locale possa essere gestito in regime di liberalizzazione. Non si tiene infatti conto del costo di un tale servizio e del fatto che liberalizzare non significa privatizzare, ma assenza di controllo dello Stato o degli enti locali o delle Regioni nella gestione di un servizio non più considerato nei termini di servizio pubblico locale!
A questo punto, per i privati, così come avvenuto per i tassisti, si potrà procedere al rilascio delle concessioni previo pagamento di una tariffa.
Una tale circostanza non impone una situazione di pericolo ai dipendenti, perché l'azienda speciale vede la totale partecipazione del Comune di Messina: i dipendenti sono infatti dipendenti comunali a tutti gli effetti!
Si porrà certo il problema di come riorganizzare il servizio e questo tipo di mobilità integrata con le zone a traffico limitato, di come uniformarsi ad una legge approvata da un parlamento nazionale e da un parlamento regionale.
Sotto questo profilo la liquidazione è un atto dovuto, come liquidazione di un'azienda che non può più, per legge, svolgere quel determinato servizio. Si tratta di un atto dovuto che fa chiarezza anche riguardo ai rapporti tra debiti e crediti, tra l'azienda e la sua proprietà, con stime e accertamenti che saranno di pertinenza di un liquidatore.
Rilevato come nel deliberato non vi sia una sola parola sul riconoscimento dei rapporti pregressi riguardo ai debiti maturati e non riconosciuti dal Consiglio comunale, crede che non si ponga una questione reale, di sostanza, che attenga all'abrogazione del comma e all'introduzione del comma di cui all'articolo 10, trattandosi di fatti storici non circoscrivibili temporalmente.
Nel tempo, perdite non riconosciute sono state correttamente scritte nell'ultimo bilancio consuntivo approvato.
Si pone però un problema di sostanza sul quale i liquidatori dovranno fare chiarezza: il problema riguarda i motivi in base ai quali il Consiglio comunale non ha riconosciuto quelle perdite, ritenendo evidentemente che non fossero coerenti con la legge che disciplina il servizio pubblico locale e con i costi sociali che erano indicati dalle leggi per il “riconoscimento”: per quel profilo gli amministratori saranno chiamati a pagare.
Vi sarà un giudizio di responsabilità contabile che riguarderà tutti gli amministratori dell'azienda trasporti, per tutte le spese che non sono state riconosciute dal Consiglio comunale.
Il problema dei debiti resterà: se debiti vi sono verso i terzi, i fornitori, essendo l'azienda di totale proprietà del Comune, le responsabilità del pagamento saranno del Comune!
Anche in presenza del parere contrario del dirigente, l'Amministrazione, nel caso in cui il Consiglio fosse disponibile ad accoglierlo a condividerlo, non avrebbe un atteggiamento ostativo nei riguardi dell'emendamento, che non modifica alcunché nei rapporti letterari dell'atto deliberativo.
Non è con quest'atto che si fa chiarezza sulle posizioni della liquidazione: il liquidatore dovrà infatti fare il bilancio di verifica e sottoporlo al Consiglio comunale per arrivare allo scioglimento dell'azienda.
Se così non fosse avrebbero optato per una trasformazione, se i rapporti tra crediti e debiti fossero stati così lineari, senza passività e perdite di gestione: non sarebbero qui a discutere della necessità di istituire un nuovo soggetto giuridico.
La trasformazione non può essere fatta perché il comitato dei creditori si opporrebbe sempre rispetto a debiti così rilevanti.
Purché si arrivi quest'oggi alla conclusione dell'atto, a fronte di una questione preliminare, l'Amministrazione potrebbe anche essere disponibile a far propria la posizione. Se però dovesse trattarsi di un fatto ininfluente, si cerchi di andare avanti sulla sostanza del problema e sul merito delle cose, per il rispetto che devono nutrire verso atti riconducibili non a scelte strategiche del Comune di Messina ma imposte dal legislatore nazionale e dal legislatore regionale.
PRESIDENTE rileva come l'assessore Scoglio abbia preliminarmente fatto riferimento ad un accordo con la Regione. Trattandosi di un elemento importante di conoscenza, chiede che venga chiarito il passaggio per cui entro il 31 marzo occorrerebbe assumere decisioni in materia.
ASS. SCOGLIO fa presente di non aver detto che l'accordo interviene tra Comune e Regione, ma che la legge 138 del 2011, legge dello Stato, nello stabilire quali sono le condizioni della concorrenza e le basi delle liberalizzazione dei servizi pubblici locali, indica il termine del 31 marzo 2012 entro il quale gli enti locali, anche quelli che rientrano nelle Regioni a statuto speciale, dovranno provvedere, pena il commissariamento degli enti inadempienti da parte dei Prefetti.
Gli risulta peraltro l'esistenza di un accordo quadro tra lo Stato e la Regione, in base al quale la Regione considera il trasporto pubblico locale solo in termini regionali, per cui la Regione manterrà le tratte regionali del trasporto con una gara centralizzata.
Il decreto-legge che dovrebbe essere approvato giovedì dal Governo nazionale prevede nell'ambito delle liberalizzazioni anche la moratoria al 31 dicembre 2012 relativamente alla liberalizzazione del servizio pubblico locale.
Ribadisce che non vi è un accordo tra il Comune e la Regione, ma tra la Conferenza delle Regioni e lo Stato, il quale ha già dato, con la legge 138, gli indirizzi operativi per procedere alla liberalizzazione dei servizi pubblici locali.
Dal decreto legge approvato giovedì avranno sicuramente ulteriori indirizzi su come procedere nell'ambito dei servizi pubblici locali, ma la delibera non compie una scelta perché gli emendamenti che sono stati sottoposti all'atto deliberativo rimettono poi al Consiglio comunale la scelta sul piano industriale e sul modello che possa risultare più coerente per arrivare alla tutela dei lavoratori, dei beni aziendali e del patrimonio dell'azienda.
Non crede che si ponga il problema di dire che si sta facendo quest'operazione perché l'azienda è decotta. Stanno compiendo questa operazione perché obbligati a farla da una legge nazionale che recepisce direttive comunitarie. Potranno di certo cogliere l'occasione per fare chiarezza sui loro conti e sui rapporti tra la proprietà e l'azienda, circostanza che però potrà trovare attuazione solo in fase di liquidazione.
PRESIDENTE rileva come quanto detto dall'assessore sia sicuramente giusto. Se però vanno a leggere la delibera, del tutto diverso è il significato che se ne trae: vanno infatti ad approvare una delibera che ha un tenore diverso e che fissa un termine preciso, di 180 giorni, dall'esecutività della presente deliberazione.
Chiede allora se l'assessore Scoglio abbia letto la proposta e se ritenga che concordi con quanto appena riferito e previsto dalla legge 138.
ASS. SCOGLIO rilevato come la dinamica dei lavori debba rifuggire da una sorta di interrogatorio all'assessore, dovendosi in realtà discutere realmente sulle questioni di merito abbandonando quindi i tecnicismi e rispettando le persone, che sono i veri protagonisti al centro dell'azienda, sottolinea come vi sia un atto deliberativo al quale sono stati presentati degli emendamenti.
Ha letto la delibera e gli emendamenti: tra questi ve ne sono alcuni che riguardano posizioni che sono state condivise tra l'Amministrazione e il sindacato
(Proteste del pubblico)
Si parla infatti di posizioni assunte dall'Amministrazione sulla base di consultazioni con i sindacati, in quanto le consultazioni servono a creare le premesse per una decisione che dovrà essere presa da chi alla fine ha il dovere di decidere. Quella decisione non dovrà essere necessariamente quella di un sindacato o di un altro, ma la decisione migliore possibile per la tutela dei lavoratori e dell'azienda!
Con la delibera si pone in essere immediatamente la procedura di liquidazione, con un obbligo preciso a presentare al Consiglio comunale entro 180 giorni il piano industriale e la scelta del modello aziendale, posto che sia coerente con il decreto-legge che verrà approvato giovedì, perché potrebbe anche accadere che le società a maggioranza pubblica non si possano più realizzare e si debbano fare a maggioranza privata, ad esempio.
Ciò lascia tutto il tempo per operare, senza che alcuna competenza venga violata. Il Sindaco avrebbe potuto, d'altra parte, anche sottoporre una delibera con cui chiedeva la manifestazione di indirizzi: dopo di che, trattandosi di atto di gestione riconducibile a società per azioni, sarebbe rientrato nelle competenze del dirigente, che avrebbe approvato lo statuto e lo schema di società.
Si è voluto invece seguire un percorso che portasse, in maniera del tutto condivisa e nei tempi più consoni, alla maturazione di una scelta, consapevoli che chiaramente la rivoluzione in atto nell'ambito del servizio pubblico locale non riguarda solo l'autobus o il tram, ma la stessa concezione strategica dei piani e delle zone a traffico limitato e della gestione dei piani industriali che devono derivarne, e considerata la necessità evidente di contratti di servizio.
Si porrà cioè la necessità di una integrazione finanziaria operata dal Comune mediante un contratto di servizio, integrazione che andrà studiata nella sua globalità.
Crede che la delibera sia stata molto meditata da parte dell'Amministrazione anche in relazione alle consultazioni svoltesi, perché lascia aperto un percorso che andrà definito insieme al Consiglio comunale: non si pone una scelta definitiva e insindacabile.
L'unica scelta definitiva è quella che sono chiamati a fare per legge: la liquidazione di un'azienda che non potrà mai gestire il servizio pubblico locale!
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Gennaro. Ne ha facoltà.
GAETANO GENNARO preliminarmente, per la stima che nutre nei confronti del presidente, lo inviterebbe a non fare più valutazioni di merito da quei banchi, anche se ciò è fatto per aiutare i lavori d'Aula: si rischia infatti di travisare le posizioni e di bruciare gli interventi successivi.
Ciò detto, fa presente che l'osservazione fatta dal presidente viene sollevata anche dal sottoscritto, che preliminarmente ringrazia gli assessori presenti, in particolare l'assessore Scoglio che con il suo modo di porgersi all'Aula, arricchisce un dibattito che comunque già presenta connotati di grande importanza. Non può invece non rilevare l'assenza dell'assessore ai trasporti: gli si dice che sta male, cosa che apprende in questo momento, per cui rivolge i più sentiti auguri di guarigione all'assessore Capone.
Così come accennato dal presidente, osserva che la delibera così come è stata impostata e presentata, presenta un filo logico riconducibile solo a questioni di carattere economico.
Non richiamerà tutte le premesse, ma il passaggio messo in evidenza dall'assessore come passaggio principale, si compone di pochissime righe e fa capire come si tratti di un passaggio solo eventuale e legato a tale necessità, e che invece la scelta politica effettuata parte da presupposti del tutto diversi.
Ritiene in ogni caso che se devono prendere per buone le valutazioni politiche che in quest'Aula ha sviluppato l'assessore, nulla impediva allora di intraprendere un percorso totalmente differente: posticipare la liquidazione della società ad una fase successiva e comunque entro il termine di scadenza, preparando preliminarmente la nuova società, nella quale far transitare tutto il personale, l'avviamento e quanto resta di buono all'interno dell'azienda, per poi in una fase successiva, per i termini connessi ad un obbligo di legge, procedere alla liquidazione.
Ritiene che questo passaggio sia di fondamentale importanza, per la totale diversità che caratterizza l'impostazione politica che sta alla base dei due percorsi: si sarebbe così potuta trovare una maggiore condivisione in questo Consiglio ed anche tra le forze sociali interessate alla vicenda.
L'Amministrazione dovrebbe allora rivedere questo atto deliberativo: se l'impostazione è quella che vuole dare l'assessore Scoglio, ritiene allora che questo atto deliberativo potrebbe essere ritirato dall'Amministrazione ed essere discusso in termini diversi, con una premessa fondamentale riconducibile all'adeguamento del Comune di Messina al trasporto pubblico locale in riferimento alle nuove norme di legge, e solo in via eventuale in riferimento alle condizioni economiche e finanziarie della società che fino a questo momento ha gestito il servizio in città.
La delibera presenta invece prerogative e premesse totalmente diverse da quelle illustrate dall'assessore: si tratta di un fatto politico non secondario che va messo in evidenza.
Anche per questa ragione l'approccio dell'opposizione è fortemente critico: se devono entrare nel merito delle discussioni, forse non andava semplicemente cassato il periodo previsto dall'emendamento in discussione, ma si sarebbero dovute cassare tutta una serie di premesse e lasciare solo il "ritenuto" nella parte che fa riferimento alla legge che li mette nella condizione di dover adeguare la società alle previsioni normative, liquidando conseguentemente la società.
PRESIDENTE dà la parola al dottore Cama.
DOTT. CAMA conferma il parere espresso, dichiarando la sua disponibilità a dare qualsivoglia chiarimento per il resto.
PRESIDENTE chiede conferma all’assessore Scoglio circa l’adesione dell’Amministrazione all’emendamento.
ASS. SCOGLIO, rilevato che l’Amministrazione non può far propri gli emendamenti del Consiglio comunale, precisa di aver detto che se questa è una questione pregiudiziale all’adozione dell’atto, e non mero tatticismo, l’Amministrazione è anche disponibile a condividere l’emendamento. Il punto infatti è ininfluente rispetto al merito della questione reale che si sta trattando.
PRESIDENTE mette in votazione l’emendamento n. 1, che si intende incorporato al numero 4: presenti 34, favorevoli 18, astenuti 15, contrari 1; viene accolto a maggioranza.
Mette in discussione l’emendamento n. 2, presentato dai consiglieri Previti, Carreri e Tamà, che riporta il parere non favorevole del dirigente (i testi dell’emendamento e del parere sono agli atti della segreteria generale).
Ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.
FELICE CALABRO’ chiede preliminarmente al presidente di volergli fornire copia delle votazioni che si effettuano, in modo da orientarsi sulle dinamiche d’Aula.
Per quanto riguarda l’emendamento in oggetto, poiché sta arrivando il primo firmatario, consigliere Carreri, chiede cinque minuti di sospensione della seduta per consentire al collega di illustrarlo.
PRESIDENTE rileva che verrà momentaneamente sospesa la trattazione di questo emendamento e del numero 3, anch’esso presentato dal consigliere Carreri, in attesa del suo arrivo.
Mette in discussione l’emendamento n. 5, presentato dal consigliere Melazzo ed altri, che riporta il parere favorevole del dirigente (i testi dell’emendamento e del parere sono agli atti della segreteria generale).
Ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MELAZZO osserva che questo emendamento nasce sulla scorta del proficuo approfondimento svolto in sede di commissione, anche con il contributo di numerosi rappresentanti sindacali. Infatti, nel corpo della delibera si faceva riferimento ad un’intesa sindacale raggiunta nel corso di una riunione, ma in realtà in commissione si è abbondantemente chiarito che non vi è stata alcuna intesa o condivisione con le forze sindacali. Con l’emendamento, si è allora ritenuto di cassare i due commi, reputandoli assolutamente superflui.
È una forma di rispetto verso tutti i soggetti sindacali che hanno collaborato durante i lavori della commissione consiliare non dare atto di un qualcosa che loro stessi dicono non esserci stato. È una questione formale che, però, può essere equivocata e diventare di sostanza.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.
FELICE CALABRO’ osserva che l’esito della riunione sindacale del 17 settembre scorso, cui si riferisce la delibera, non è stato così scontato o univoco come potrebbe apparire leggendo il provvedimento. Questo è ancor più vero se si fa riferimento alla nota pervenuta oggi a tutti i consiglieri comunali, firmata da diverse sigle sindacali, attraverso cui si manifestano tali perplessità da chiedere a questo consesso un approfondimento. E questo non perché i sindacati non abbiano analizzato il problema, proponendo soluzioni diverse da quella presentata dall’Amministrazione con la delibera in oggetto, ma proprio perché a quella riunione non si è voluto dare alcun seguito.
Ed allora, o non è vero quanto riportato nella proposta di delibera, o i firmatari della nota sopra citata vogliono fare uno scherzo. Siccome non crede che vogliano fare uno scherzo, reputa che probabilmente l’Amministrazione per uno svarione ha ritenuto che quel tavolo avesse ricompreso tutta la discussione.
Dichiara quindi il suo voto favorevole sull’emendamento del consigliere Melazzo.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire l’assessore Scoglio. Ne ha facoltà.
ASS. SCOGLIO sottolinea che quanto riportato nella delibera circa un’intesa sottoscritta con le forze sindacali è chiaramente un errore materiale; questo lo si evince leggendo tutto il periodo, comprendendo che si è trattato della ricerca di un’intesa.
Il Sindaco in nessuna parte ha inteso dire al Consiglio comunale che c’era un’intesa sottoscritta.
Comunque, se lo ritiene, il Consiglio può cassare questa parte che dà luogo ad una circostanza di fatto e cioè che si è svolto un incontro finalizzato alla ricerca di alcuni obiettivi.
PRESIDENTE mette in votazione l’emendamento n. 5: presenti 31, favorevoli 26, astenuti 4, contrari 1; viene accolto a maggioranza.
Riprendendo la trattazione dell’emendamento n. 2, dà la parola al primo firmatario, consigliere Carreri.
ANTONINO CARRERI spiega che l’emendamento prevede di cassare al quarto periodo del deliberato l’intera parte in cui si fa riferimento alla esternalizzazione dei servizi di mobilità urbana e dei servizi correlati, termine che tanti dubbi suscita.
Ritengono importante cassare il periodo, oltre che per dare un minimo di serenità ai lavoratori, per rivedere la delibera sotto un’altra luce.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.
FELICE CALABRO’ interviene per dichiarazione di voto preannunciando il suo favore all’emendamento.
Chiede all’assessore Scoglio di illustrare la relazione tra la delibera e l’articolo 4 del decreto legislativo n. 138/2011 e la differenza tra “privatizzazione” e “liberalizzazione”. Dica pure quali tempi la legge prevede per mettere sul mercato le quote, e in che percentuale, delle società a capitale interamente pubblico.
PRESIDENTE dà la parola all’assessore Scoglio.
ASS. SCOGLIO premette che con questa delibera si sta tentando di trovare una soluzione, che non è chiara neppure ai Governi regionale e nazionale visto che non è stato ancora emanato il decreto sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali.
Liberalizzare un servizio pubblico locale significa, intanto, che non si è più di fronte ad un “servizio pubblico” perché lo stesso può essere reso da terzi in regime di concessione.
Posto che non ha rispettato i parametri di efficacia, economicità ed organizzazione dell’azione amministrativa, l’ATM non potrebbe entrare in concorrenza con i privati mantenendo la veste giuridica di azienda municipalizzata. Attraverso la delibera si vuole verificare, dunque, la possibilità di costituire una società mista per la quale la scelta del partner avverrà con un procedimento di “evidenza pubblica concorrenziale” che abbia alla base un piano industriale o le linee guida di uno studio di fattibilità che giustifichi la costituzione della società stessa e ne garantisca il pareggio economico-finanziario.
Si tenterà di mantenere i livelli occupazionali, nella specializzazione acquisita dai lavoratori, ma saranno i “numeri” a dire come. In particolare, lo dirà lo studio di fattibilità di un piano industriale che sarà sottoposto a procedura comunitaria per la scelta del partner. Se poi vi sarà spazio per un azionariato diffuso lo si verificherà attraverso lo studio di fattibilità che il Consiglio dovrà approvare.
È prematuro, dunque, impostare un ragionamento che, invece, necessita di “numeri tecnici” e di uno studio di fattibilità che comprenda anche la gestione integrata di tutte quelle attività, come la ZTL, in grado di garantire entrate e, conseguentemente, il pareggio finanziario. Non ci sarà più “Pantalone” che coprirà i disavanzi, perché le società miste pubblico-private avranno l’obbligo del pareggio di bilancio.
Tutte queste scelte dovranno essere oggetto di attenzione, perché ciò che regge i rapporti tra il Comune ed un servizio che pubblico non sarà più è il contratto di servizio, dove determinare i costi del servizio in riferimento al piano aziendale e l’ammontare del contributo pubblico riguardante i “costi sociali”.
Dal 2013 per i servizi a domanda individuale gli utenti dovranno coprire i costi totalmente, e liberalizzare significa proprio stabilire i costi standard e mettere a gara le concessioni. Allora, non si potrà sostituire un “carrozzone” con un altro, né sarà più possibile ripianare i disavanzi delle aziende speciali; ci saranno solo debiti che porteranno la società alla liquidazione.
PRESIDENTE mette in votazione l’emendamento n. 2: presenti 28 consiglieri, viene respinto con 11 voti contrari, 11 favorevoli e 6 di astensione.
Mette in discussione l’emendamento n. 3, soppressivo, presentato dal consigliere Carreri, che riporta il parere contrario del dirigente (i testi dell’emendamento e del parere sono agli atti della segreteria generale).
Ha chiesto di intervenire il consigliere Carreri. Ne ha facoltà.
ANTONINO CARRERI ritiene che la previsione di un dipartimento di mobilità urbana che sia chiamato a disegnare una struttura aziendale con caratteristiche di economicità cozzi contro la realtà di un trasporto pubblico locale che non gode di buona salute, in nessuna parte del mondo. Per questo ne chiede la cassazione.
PRESIDENTE nessun altro chiedendo di intervenire, mette in votazione l’emendamento: presenti 26 consiglieri, viene respinto con 10 voti contrari, 2 favorevoli e 14 di astensione.
Passando ora all’esame degli emendamenti aggiuntivi, ne mette in discussione il numero 6, presentato dai consiglieri Capurro ed altri, che in realtà va diviso in due parti distinte, aggiuntiva la prima, modificativa l’altra; altrettanti sono i pareri, rispettivamente contrario e favorevole (i testi dell’emendamento e dei pareri sono agli atti della segreteria generale).
Cominciando dalla parte aggiuntiva dell’emendamento, definita “6 sub a)”, ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.
(Proteste del pubblico)
Sospende la seduta per dieci minuti.
La seduta, sospesa alle ore 21,10, riprende alle ore 21,22.
PRESIDENTE, invitato il pubblico a tenere un atteggiamento rispettoso dell’Aula, comunica che è stato presentato un subemendamento alla seconda parte dell’emendamento in discussione, quella modificativa.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE CAPURRO si dispiace per il fatto che i rappresentanti sindacali consentano di fare certe dichiarazioni in quest’Aula e comunque precisa che va a ballare con sua moglie e crede di essere libero di farlo. Peraltro non è la prima volta che i consiglieri comunali vengono minacciati ma, in ogni caso, il loro interesse è solo trovare una soluzione per l’azienda e per i lavoratori.
Tante volte sono stati ascoltati i rappresentanti sindacali e si è sempre detto che il Consiglio era pronto a votare anche una delibera diversa da quella proposta dall’Amministrazione, ovvero una delibera che comprendesse i suggerimenti dei sindacati. Non gli si può poi addebitare di seguire la linea della CISL, che invece ha contestato, come si evince dai verbali delle sedute di commissione.
Ricorda anche di aver bocciato, ritenendolo un atto dovuto, con i colleghi Saglimbeni e Curcio i bilanci dell’ATM sui quali i revisori dei conti e il ragioniere generale avevano espresso parere contrario.
Inoltre, non hanno mai insultato i lavoratori ma li hanno sempre elogiati, apprezzando la loro professionalità. Non meritano quindi gli insulti rivolti dalla tribuna e peraltro non può essere consentito a nessuno entrare nella sfera privata di un consigliere comunale. Si ristabilisca un clima sereno e la si finisca con le minacce, perché non accetterà più di sentire dichiarazioni che fanno solo male a tutti.
PRESIDENTE osserva che la dinamica dei lavori porta inevitabilmente a certe discussioni e comunque non si verificherà più quanto accaduto prima, confida per questo nel buon senso dei sindacalisti presenti.
Ha chiesto di intervenire sull’emendamento sub A il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.
FELICE CALABRO’, parlando a nome dell’ “unico” partito che c’è in quest’Aula, chiede ai lavoratori di continuare a tenere un atteggiamento rispettoso perché tutti i consiglieri stanno cercando di trovare una soluzione.
Tante riunioni sono state fatte dal Consiglio comunale e dalla commissione competente con i sindacati, che hanno fatto proposte precise poi non accolte dall’Amministrazione. Quelle proposte non accolte non hanno però avuto una spiegazione, eppure di questa delibera si discute dal primo aprile 2011, quando il Sindaco convocò i capigruppo per la prima volta in tre anni. Dopo non si è fatto nulla, o meglio si è arrivati a questo atto deliberativo che nessuno vuole, eccetto l’Amministrazione e forse, in buona fede, la pseudo maggioranza che la sorregge.
Con riferimento all’emendamento sub A, chiede chi l’abbia veramente predisposto, anche se primo firmatario è il consigliere Capurro e, in particolare, si domanda con quali soldi i lavoratori avrebbero dovuto partecipare a quella fantomatica società per azioni. Per quanto lo riguarda, accogliendo il parere del dirigente esprimerà un voto contrario.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE CAPURRO ricorda che all’incontro con il Sindaco era presente il capogruppo del PD Isaja e in quell’occasione l’unica voce contraria è stata proprio quella del consigliere Calabrò.
L’Amministrazione ha più volte ricevuto i rappresentanti dei lavoratori ed ha avuto il coraggio di predisporre questa delibera, perché così non si può continuare e si deve trovare una soluzione. Il capogruppo del partito democratico ha dato parere favorevole anche sull’emendamento in oggetto, che è nato dopo un incontro tra il Sindaco ed alcuni sindacati che contestavano perché non erano d’accordo.
I sindacalisti della CISL hanno abbozzato alcuni suggerimenti alla delibera, poi si è ritenuto opportuno integrare alcuni passaggi importanti ed è stato predisposto un emendamento che è aperto alla firma di tutti, perché l’intento è proprio quello di dare maggiore sicurezza.
Riferisce che la Regione Siciliana ha fatto pervenire oggi un documento con il quale chiede indietro alcuni milioni di euro anticipati, perché pare che il chilometraggio non sia quello dichiarato. La situazione è delicata, anche perché non si sa che cosa riserverà il Governo Monti con il decreto che dovrebbe essere varato prossimamente. Fa presente comunque al consigliere Calabrò che il capogruppo Isaja non la pensa come lui.
PRESIDENTE precisa che la Regione Siciliana chiede la restituzione di più di 5 milioni di euro per aver percorso meno chilometri rispetto a quelli programmati nel 2008, ma l’ATM ha concordato una rateizzazione in venti rate trimestrali e ne ha già pagate otto, mentre per il 2009 non è stata disposta rateizzazione. Di fatto l'ATM ha già restituito 2 milioni e 200 mila euro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Gennaro. Ne ha facoltà.
GAETANO GENNARO fa presente di essere chiamato, a nome del partito democratico, a precisare alcuni punti in risposta a determinate affermazioni fatte dal consigliere Capurro.
Tutti sanno che sono sette i gruppi che fanno riferimento al partito democratico.In piena libertà e autonomia, hanno deciso in quest'Aula di darsi un coordinamento trovando un punto di riferimento nella figura del collega Calabrò.
Ritiene allora che non faccia bene alla politica e riveli un modo “meschino” di concepirla, la strumentalizzazione delle posizioni di colleghi che pur appartenendo al partito esprimono liberamente il loro pensiero, in virtù del carattere veramente democratico di questo partito.
Ciò detto, osserva che il dibattito avrebbe potuto essere oggi affrontato diversamente, stante un tema all'ordine del giorno che dà ampio spazio per parlare di politica e non certo la manifestazione di appunti e rilievi che poco interessano la città ed hanno uno scarso significato politico.
Riguardo all'argomento in discussione, nella considerazione che l'emendamento è unico ed è del tutto inusuale che siano stati espressi due pareri su uno stesso emendamento, o è stata sbagliata la forma di presentazione dell'emendamento, e quindi la presidenza avrebbe dovuto dichiararlo irricevibile, oppure rimane indecifrabile l'effettivo parere reso sull'emendamento.
Non lo convince la divisione in sub A e sub B, che sarebbe potuta intervenire nel caso fosse stato presentato un sub emendamento che aggiungeva ad una parte già presentata una parte ulteriore.
In questo modo invece il Consiglio comunale sarà chiamato ad esprimersi con un'unica votazione, perché da nessuna parte si è mai votato un emendamento diviso in due, cosa che negherebbe la democrazia perché permetterebbe di spezzettare emendamenti e delibere, dividerle e votarle a piacimento, considerato oltretutto che non è dato ancora conoscere il parere ufficiale sull'emendamento.
Ritiene allora che la prosecuzione del dibattito debba avvenire guardando complessivamente all'emendamento e approfittando della presenza del dirigente per richiedere ed ottenere un parere unico!
Se anche una sola parte di un emendamento tende ad inficiare l'intero emendamento, il parere non può essere favorevole, a meno che il consigliere comunale che lo ha presentato presenti un sub emendamento che elimina la parte che inficerebbe il parere del dirigente.
Se vogliono essere precisi, devono approfondire i termini della questione!
Nel merito dell'emendamento, ritiene che forse sarebbe stato più costruttivo per il Consiglio comunale intavolare un confronto non con le forze politiche che si trovavano presenti nell'occasione più volte richiamata, ma un confronto complessivo a 360° con tutte le forze politiche rappresentate in questo Consiglio comunale.
Da parte loro non vi è una posizione preconcetta anche rispetto a chi ha presentato l'emendamento e si è fatto portavoce di una forza sindacale. In ogni caso sottolinea come non vi sia stata alcuna interlocuzione ufficiale con il sindacato, ma solo una comunione di intenti registratasi su alcuni passaggi o sulla linea che questo partito ha espresso fin dall'inizio.
Da questo punto di vista, ripete che non vi sarà alcuna preclusione per non essere stati chiamati in causa.
Non può essere però condiviso l'emendamento per il modo in cui è stato formulato. Serie perplessità di carattere tecnico si appalesano anche in presenza di un parere che va in due direzioni opposte, quando invece avrebbe dovuto riguardare l'atto nel suo complesso.
PRESIDENTE osserva che il primo firmatario dell'emendamento rinuncia alla parte relativa al punto 1. Ciò detto, fa presente che si ritrovano davanti ad un emendamento aggiuntivo che nella prima parte dice “aggiungere” e nella seconda “sostituire”: si tratta di due emendamenti di natura diversa che possono essere interpretati come emendamenti diversi.
Il dirigente ha pure fornito un parere sul punto 1 ed un parere sul punto 2.
(Il consigliere Saglimbeni comunica che intende mantenere l'emendamento)
Considerato che il consigliere Saglimbeni ha comunque annunciato di volere mantenere l'emendamento, chiede al segretario generale di pronunciarsi nel merito della questione. Pur ritenendo, il sottoscritto, che si tratti di due emendamenti, reputa opportuno che il segretario generale si pronunzi sulla questione.
La parola al consigliere Gennaro.
GAETANO GENNARO ritiene che non si possa precludere al Consiglio di esprimersi sul sub emendamento. Paradossalmente il Consiglio potrebbe respingerlo e quindi resterebbero i vizi formali che oggi connotano l'emendamento; si dice che in questo caso il Consiglio sarebbe in qualche modo costretto a respingere anche l'emendamento.
Non si trincera politicamente dietro una questione formale: importa però che il Consiglio deliberi con correttezza.
Si presenti quindi un sub emendamento sul quale preliminarmente il Consiglio potrà esprimersi, non avendo alcuna valenza giuridica la dichiarazione d'intenti del collega.
PRESIDENTE ritiene che ci si trovi in presenza di due diversi emendamenti, uno aggiuntivo ed uno sostitutivo.
Pone comunque la questione al segretario generale che ha la funzione di garantire la regolarità tecnica dei lavori.
SEGRETARIO GENERALE, ferma restando la legittima prerogativa della presidenza di decidere sulle modalità di presentazione degli emendamenti e sulle votazioni, rileva che da un punto di vista sostanziale il presidente ha perfettamente ragione, in virtù di un emendamento che contiene due oggetti diversi, tanto da aver suscitato due pareri opposti.
Comprende anche le osservazioni esplicitate dal consigliere Gennaro. Da un punto di vista formale bisognerebbe procedere a due votazioni: sarebbe stato quindi il caso di presentare due emendamenti diversi.
La presentazione di un sub emendamento darebbe comunque più chiarezza e legittimità al procedimento.
PRESIDENTE chiede al consigliere Saglimbeni di esprimere al microfono quanto detto fuori microfono, rispetto alla volontà o meno di mantenere la parte di emendamento numero 1.
PAOLO SAGLIMBENI conferma la volontà di far proprio l'emendamento.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Carreri. Ne ha facoltà.
ANTONINO CARRERI rileva come chi abbia scritto o suggerito l'emendamento, almeno la prima parte, abbia in realtà pensato con la stessa mente diabolica di chi ha governato per anni l'azienda trasporti, riducendola allo stato attuale!
(Applausi del pubblico)
La paura che è emersa e che è insita nell'emendamento è che si volessero far partecipare i lavoratori, entri i limiti di legge e nei termini di una sorta di partecipazione pubblica, probabilmente per ridurre i costi lievitati in questi anni o per abbattere la quota di trattamento di fine rapporto!
Rimane il dubbio sull'esatto significato del testo.
Rispetto poi alla seconda parte dell'emendamento, il sottoscritto ritiene non sia molto chiara perché ai dipendenti si assicura tutto, la continuità, la stabilità, le stesse condizioni di lavoro.
Sanno però che non è così: infatti il dirigente esprime un parere favorevole a livello tecnico, fatto salvo quanto attiene al reimpiego del personale, da attuare conformemente alla normativa vigente in materia.
Chiede allora che il dirigente chiarisca i termini della questione, perché non solo i consiglieri comunali ma anche i lavoratori comprendano il contenuto effettivo dell'emendamento. Il sottoscritto ritiene non cambi nulla rispetto alla delibera.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Saglimbeni. Ne ha facoltà.
PAOLO SAGLIMBENI interviene per dichiarare e motivare il suo voto favorevole, essendo rimasto sorpreso da tutti i ragionamenti e formalismi messi in campo.
Dalla seduta odierna e dal dibattito è derivata in primo luogo la consapevolezza del senso di responsabilità che deve caratterizzare il comportamento dei consiglieri, per cui una questione così delicata non va strumentalizzata a fini politici, come oggi è troppo facile fare.
Trovandosi però di fronte a sfide epocali che riguardano non solo la loro città ma l'Italia, l'Europa e il mondo intero, farebbero bene a cambiare atteggiamento e comportarsi con la massima sincerità di intenti.
Andando all'origine di tutte le questioni, si domanda allora in che modo possa porsi di fronte alla questione dell'ATM chi vuole il dissesto! Che titolo e legittimazione avrebbe tale soggetto, animato da un simile preconcetto?
Il sottoscritto ritiene allora che in questo Consiglio sia legittimato a parlare chi vuole salvare il Comune dal dissesto e vuole anche riuscire a salvare il più possibile, che si tratti di personale, di dirigenti, di lavoratori, di servizi alla città.
Non si lascerebbe allora imbrigliare dagli aspetti formali, ma guarderebbe alla sostanza delle cose.
Si dichiara poi in disaccordo con il parere reso dal dirigente e proprio per i motivi riportati nel parere contrario. Il dirigente afferma infatti che la partecipazione dei lavoratori non è prevista nelle tipologie societarie prospettate dal testo unico.
Stante però il continuo mutamento al quale sono soggette proprio le norme in materia, ritiene che non ci si debba però attenere solo al testo unico, rispetto a un profilo che oltretutto potrebbe rivelarsi favorevole ai lavoratori.
Andando oltre l'aspetto puramente tecnico, ricorda allora che le questioni politiche e amministrative non si limitano solo ad attivare ciò che la legge prevede ma anche ciò che la legge non vieta!
La discrezionalità politico-amministrativa va infatti oltre: non sanno se vi sia una legge che vieta la partecipazione. In ogni caso, l'assenza di una specifica previsione legislativa non preclude la possibilità dei lavoratori di partecipare, certo nei modi che andranno poi individuati anche alla luce del nuovo diritto societario.
Ritiene allora che il Consiglio, anche in base a tale considerazione, dovrebbe approvare un emendamento che potrebbe tradursi in un grosso vantaggio per i lavoratori.
PRESIDENTE invita il vice presidente Burrascano a raggiungerlo al banco della presidenza.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.
FELICE CALABRO’ ribadisce di essere convinto della buona fede dei colleghi che hanno sottoscritto l’emendamento. Tuttavia, essendo i lavoratori dell’ATM dei privati, la specificazione dell’emendamento a suo avviso è pleonastica, perché nell’ipotesi in cui si mettono delle quote sul mercato, chiunque potrà partecipare e comprarle.
Pertanto, pur convinto della buona fede, accettando totalmente il parere contrario del dirigente, dichiara che voterà contro.
Assume la presidenza il vicepresidente Angelo Burrascano.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE CAPURRO manifesta sempre più confusione davanti agli interventi del collega Calabrò per il semplice motivo che se non fosse stata prevista, l’avrebbe inserita il collega questa precisazione.
Questo perché hanno partecipato ad una riunione con i sindacati, quando altri invece non partecipano ad arte in modo da venire in Aula e creare problemi, ed hanno ritenuto che i suggerimenti provenienti da una parte sindacale, come potrebbero venire da altre parti, potessero essere accettati come ulteriore completamento della delibera già completa.
Dato che non si sa cosa prevederà il decreto Monti, pur mancando qualche parte sindacale, hanno ritenuto opportuno presentare l’emendamento.
Comunque, davanti a due pareri difformi, si sottoporranno serenamente al giudizio dell’Aula, che resta sovrana.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Cilento. Ne ha facoltà.
BRUNO CILENTO osserva che il collega Capurro in un primo momento aveva colto il consiglio del consigliere Gennaro, cioè di cassare la prima parte dell’emendamento, perché effettivamente è anomalo un emendamento con due pareri e due votazioni, mentre andrebbe diviso in due parti con un subemendamento che cassa la prima parte. È una forzatura procedere in questo modo.
In realtà, qua dentro sembra che ci sia una gara fra chi può contare più amici nei sindacati, come se si fosse quasi spogliato il Consiglio comunale dei suoi poteri per raccogliere i suggerimenti che vengono dall’esterno; ma è pure certo che l’Amministrazione avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione alle esigenze dei lavoratori. Ci si concentri allora sulla questione principale, evitando di perdersi in chiacchiere poco utili.
Poiché non sarebbe produttivo alimentare polemiche, non si perda di vista l’obiettivo principale, quello di avere una delibera che salvaguardi l’interesse della città e dei lavoratori.
Dichiara il suo voto contrario sulla prima parte dell’emendamento n. 6.
PRESIDENTE mette in votazione la prima parte dell’emendamento n. 6: presenti 28, favorevoli 14, astenuti 2, contrari 12; viene accolto a maggioranza.
Riassume la presidenza il vicepresidente vicario Giuseppe Trischitta.
PRESIDENTE comunica che, essendovi dei dubbi sull’esito della votazione, su richiesta degli scrutatori, si procede ad una nuova operazione di voto.
Comunica l’esito: presenti 30, favorevoli 12, astenuti 3, contrari 15; l’emendamento viene accolto a maggioranza.
Passando alla seconda parte dell’emendamento n. 6, fa presente che il consigliere Melazzo ha presentato un subemendamento che riporta il parere favorevole del dirigente (i testi del subemendamento e del parere sono agli atti della segreteria generale).
Ha chiesto di intervenire il consigliere Carreri. Ne ha facoltà.
ANTONINO CARRERI reputa importante che il dirigente approfondisca la sua risposta relativamente alla parte B dell’emendamento, che sostanzialmente è uno specchietto per le allodole, poiché garantisce tutto.
PRESIDENTE dà la parola al dottore Cama.
DOTT. CAMA osserva che il parere di regolarità tecnica è favorevole ma richiama l’attenzione su una limitazione: non si può modificare il rapporto contrattuale che gli attuali lavoratori hanno con l’azienda. Pertanto, quando questo personale verrà trasferito nel nuovo soggetto giuridico, questi aspetti dovranno essere valutati.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire sul subemendamento il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MELAZZO afferma che il subemendamento, al di là della valenza pratica, è un atto di doverosa onestà intellettuale verso i lavoratori, nel senso che non ci si deve creare aspettative di alcun genere.
Non ci si deve creare aspettative di alcun genere, oltre quello che si delibera al punto 2.
Peraltro, il parere favorevole del dirigente sulla seconda parte dell’emendamento è comunque suscettibile di essere integrato con l’emendamento successivo, che trova ancor più ragioni a seguito del dibattito di stasera.
Loro sono il Consiglio comunale e stanno deliberando un loro atto: sulla base delle posizioni politiche assunte, dovrebbe esserci il consenso o meno di una parte o di più parti del sindacato. Qui, purtroppo, si è capovolta l’impostazione, nel momento in cui è questo consesso a farsi portavoce di posizioni di singole sigle sindacali. È un meccanismo che non si può condividere e per questo è stato presentato un emendamento in cui si dice di cassare “su indirizzo dell’assessore alla mobilità urbana e previa intesa sindacale”.
Non si può vincolare un atto amministrativo alla pur auspicabile intesa sindacale; in ogni caso, occorre che le organizzazioni sindacali comprendano che è necessario trovare un accordo e, approvata la delibera, bisognerà avviare un discorso sul percorso, condiviso da tutti, da intraprendere.
Altro sarebbe prevedere una concertazione con i sindacati, anziché l’intesa, ma è comunque un problema meramente formale perché logicamente su materie di questo genere non si può prescindere da un accordo con i sindacati. Resta però la domanda: e se ad un accordo non si dovesse arrivare?
Il dialogo con le organizzazioni sindacali è indispensabile e finora ha prodotto diversi suggerimenti di cui si stanno facendo interpreti; peraltro, stanno compiendo dei passi necessari al possibile avvio di una stagione di risanamento, a prescindere dalla eventuale dichiarazione di dissesto finanziario. Pertanto, ben venga questo emendamento e, se è auspicabile l’impiego a tempo pieno ed indeterminato per tutti, occorre però essere chiari ed intellettualmente onesti.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.
FELICE CALABRO’ crede che, a sentire il collega Melazzo, si possa giudicare “populista” la previsione di cui all’emendamento, e giustamente il dirigente richiama le normative in vigore rendendo chiaro come quella stessa previsione sia di fatto svuotata dalla legge.
Non vuole passare per chi è contro i lavoratori, ma non può non chiedersi se il dirigente avrebbe fatto bene, piuttosto, ad esprimere tre pareri su altrettante parti dell’emendamento, e non due. Se si legge la prima parte del secondo punto dell’emendamento si potrà constatare, infatti, che essa non fa altro che ripercorrere quanto già proposto dal collega Carreri con un emendamento che è stato già respinto dall’Aula, ossia quello relativo alle esternalizzazioni, su cui il dirigente espresse parere contrario.
Il suo vuole essere solo in tentativo, che ha sempre fatto quando se ne è reso conto, di evitare ai colleghi di fare danno agli altri ed a sé stessi.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Saglimbeni. Ne ha facoltà.
PAOLO SAGLIMBENI rileva, innanzitutto, che dalla semplice lettura dell’emendamento si possono evincere aspetti di grande importanza e, per essere uno dei firmatari dello stesso, si sente in prima persona impegnato a realizzarli fino in fondo. Aspetti fondamentali per chi vuole veramente difendere la città ed i lavoratori.
Senza tener conto che se non si procede in una certa direzione la Regione non trasferirà un solo euro e che la “zavorra” delle perdite pregresse non consente di voltare pagina, sarà difficile tutelare la città ed i lavoratori e finirà per arrivare un commissario con il risultato, a quel punto, di porre fine ad ogni discussione ed andare tutti a casa. Questo è il vero problema che devono affrontare e bisogna decidere al più presto per avere garantito un margine di discrezionalità utile ad applicare le ormai prossime normative di settore. Pertanto, vogliono difendere i lavoratori prevedendo che la futura società sia il “soggetto unico” della mobilità urbana cui far affluire tutti i servizi.
Per quanto riguarda la costituenda società per azioni si augura che, inizialmente, sia a totale capitale pubblico e che parta il prima possibile per garantire la continuità occupazionale e per riuscire, quindi, a voltare pagina predisponendo un piano industriale e un contratto dei servizi, gli strumenti che vuole la Regione Siciliana. Regione che, all’indomani dell’approvazione della delibera, dovrà però garantire i necessari trasferimenti economici. Sono aspetti fondamentali, quanto lo è la garanzia che nessuna azienda e nessun posto di lavoro dovranno venir meno.
È convinto di quanto ha sottoscritto, come pure del fatto che il raggiungimento dell’obiettivo dipende dal grado di consenso che si costruirà attorno ad esso, non certamente dai giudizi di “populismo” che ha sentito questa sera.
PRESIDENTE comunica che il collega Melazzo ha ritirato il suo subemendamento e gli dà la parola per dichiarazione di voto sull’emendamento.
GIUSEPPE MELAZZO desidera solo ringraziare il collega Calabrò che ha evidenziato qualcosa che era sfuggito nell’esame dell’emendamento: si scrive in esso di “attribuzione di tutti i servizi” e, pertanto, il subemendamento non ha più ragione di essere.
Preannuncia il suo voto di astensione rifacendosi alle considerazioni già espresse sull’emendamento proposto dal consigliere Carreri.
(Il consigliere Capurro chiede una breve sospensione dei lavori)
PRESIDENTE accorda la sospensione.
La seduta, sospesa alle ore 22,50, riprende alle ore 23,15.
PRESIDENTE mette in votazione l’emendamento n. 6, relativamente alla seconda parte “6 sub b”: presenti 31 consiglieri, viene respinto con 12 voti favorevoli e 19 astenuti.
Mette in discussione l’emendamento n. 7, presentato dai consiglieri Melazzo ed altri, che riporta due distinti pareri, reciprocamente su due distinte parti dell’emendamento: contrario con riguardo a quella cassativa, favorevole con riguardo a quella sostitutiva (i testi dell’emendamento e dei pareri sono agli atti della segreteria generale).
Anche in questo caso sono proposti dei subemendamenti alle due parti dell’emendamento, che pertanto viene separato in sub a) e sub b).
Ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MELAZZO, premesso che l’idea di coloro che hanno presentato questo ed i successivi emendamenti capovolge l’impostazione sino a questo momento seguita, evidenzia che occorre predisporre in primo luogo il piano industriale e lo statuto della società con delibera da sottoporre all’attenzione del Consiglio entro sessanta giorni.
Entro i successivi 30 giorni dovrà essere predisposta la delibera di costituzione della nuova società e solo dopo l’approvazione del piano industriale e dello statuto potranno essere avviate le procedure di liquidazione. Questo a garanzia dei lavoratori, dell’azienda e dell’Ente.
Inoltre, con una nota dello scorso 12 dicembre i dirigenti regionali Falgares e Pacetto chiariscono che il piano industriale di rilancio dell’azienda non è stato ancora acquisito e con questo si vuole precisare che non è la Regione ad obbligare alla liquidazione. E’ una scelta che potrà essere fatta solo in esito alla predisposizione di uno statuto e di un serio piano industriale. E’ un passaggio non necessario ma condivisibile, se verranno accolti gli emendamenti presentati che ridisegnano il futuro dell’ATM e della costituenda società.
Al punto 1 dell’emendamento si dice appunto di predisporre un piano industriale serio e uno statuto entro 60 giorni dalla esecutività della delibera, fermo restando che tutto può essere rimesso in discussione dalle prossime decisioni del Governo Monti. Si augura comunque che questa proposta concreta, immediata e seria possa essere condivisa.
(Applausi)
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.
FELICE CALABRO’ premette di aver ascoltato attentamente l’intervento del consigliere Melazzo e ne condivide pienamente la linea. Questa Amministrazione avrebbe avuto tutto il tempo per presentare la delibera di liquidazione e, contestualmente, quella di predisposizione del nuovo soggetto prevedendo anche eventuali trasferimenti immobiliari dal Comune alla nuova società.
Questi trasferimenti avrebbero garantito una competitività dell’ATM sul mercato perché, a differenza di Catania, Messina non ha avuto finanziamenti dal Governo “amico”. Peraltro, non vi sono neppure i mezzi e quindi non si possono ottenere i contributi per il gasolio e per i chilometri. Il trasferimento dei beni immobili alla nuova società consentirebbe investimenti e questo si doveva fare, oltre al censimento reale della forza lavoro, che è una risorsa.
Questi punti però non sono previsti nell’emendamento in oggetto e nel momento in cui si voteranno favorevolmente gli altri emendamenti, saranno certamente inutili. Ci si chiarisca quindi sulla linea da seguire.
PRESIDENTE, precisato che non sarà più consentito intervenire sulla delibera in generale anziché sul singolo emendamento, dà la parola al consigliere Cilento.
BRUNO CILENTO si augura intanto che anche il PDL sia disponibile a votare gli emendamenti presentati dall’UDC. Certamente l’Amministrazione non avrà difficoltà a posticipare la messa in liquidazione, anticipando un piano industriale che possa dare sicurezza ai lavoratori e rilanciare l’azienda.
Spera che il PDL, che l’ultima volta ha chiesto una sospensione in Aula, possa comprendere lo spirito della delibera.
PRESIDENTE ribadisce che a partire dal prossimo emendamento interromperà chi non interverrà sul contenuto dello stesso.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pergolizzi. Ne ha facoltà.
SEBASTIANO PERGOLIZZI, concordando con le posizioni espresse dal collega Calabrò, ritiene che l’UDC debba dire se, approvati gli emendamenti e avendo chiesto il sostegno solo al PDL, voterà poi la delibera. Deve anche precisare quale sarà il suo voto.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Cilento. Ne ha facoltà.
BRUNO CILENTO preannuncia il voto favorevole dell’UDC e si scusa con i colleghi del FLI, del PID e dell’MPA, ai quali non ha certo voluto mancare di rispetto non citandoli. L’invito è rivolto anche a loro e comunque l’UDC non è qui per giocare o fare populismo, ma per votare favorevolmente la delibera se verranno accolti gli emendamenti presentati.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire l’assessore Scoglio. Ne ha facoltà.
ASS. SCOGLIO osserva che l’illustrazione dell’emendamento denota come il tenore delle dichiarazioni riguardi l’intero impianto della delibera.
Si sta discutendo di un atto che è stato ritirato in precedenza dall’Amministrazione, su richiesta di tutti gruppi e che prevedeva la liquidazione dell’ATM. Si ricordi che l’azienda presentava gravi disavanzi di esercizio e si tenga presente che, secondo l’attuale legislazione, entro il prossimo 31 marzo gli Enti devono procedere alla liberalizzazione del sistema di trasporto locale.
Fa presente che non ha significato dire oggi che la liquidazione va fatta dopo la costituzione della società.
Con la delibera si prende infatti atto di una situazione non più sostenibile, visto che un altro comportamento sarebbe stato possibile solo se l'azienda fosse stata messa nella condizione di partecipare alle gare ed alla gestione del servizio. Questo diverso comportamento non è però più adottabile nel momento in cui, per legge, l'azienda non può partecipare come azienda pubblica, visto che già da un anno avrebbe dovuto essere trasformata in società per azioni!
L'azienda, così com'è oggi, non ha alcun futuro!
In questo momento la decisione da prendere, magari impopolare, è tutto tranne che pazzesca! Questa delibera, che definisce la chiusura di un'azienda, costa infatti sacrifici morali non indifferenti, laddove si pensi che il sottoscritto, consigliere comunale nel 1994, ha operato per la regolarizzazione dei dipartimenti che si occupavano di acque e di trasporti, istituendo due aziende speciali!
Non vi è però alternativa, anche se teme che si stiano manifestando tatticismi e visioni politiche utili a discutere non del merito delle questioni, visto che occorrerebbe capire se chi propone che l'azienda non venga liquidata prima, vuole comunque che non venga più liquidata!
Alla liquidazione occorrerà in ogni caso dar corso! Non sa cosa si debba ancora aspettare o rinviare, a fronte dell'esigenza di linearità e della necessità di tenere nel debito conto da un lato le indagini della Procura della Repubblica, e dall'altro un ammontare imprecisato di debiti e la stessa posizione della Corte dei conti che impone di fare chiarezza sulle aziende partecipate!
Il nocciolo della questione riguarda invece il futuro e la comprensione del modo in cui il trasporto locale possa essere considerato un servizio concorrenziale e non più un servizio pubblico, a legislazione vigente e poste le liberalizzazioni che il Governo sta avviando.
Se gli emendamenti servono a modificare concettualmente la proposta di delibera, l'Amministrazione non può essere favorevole perché non può accettare di essere ridicolizzata e di stare qui a discutere per ore di emendamenti relativi a una liquidazione da fare o da non fare.
Si arriverà poi a un punto in cui si dirà che i migliori sono coloro che fanno proposte differenti, proposte che susciteranno l'applauso di dipendenti e sindacati, perché si dirà che la costituzione della nuova società e la predisposizione del piano industriale dovranno precedere la liquidazione, senza però considerare che nel frattempo si aggraveranno a dismisura i problemi con la Procura della Repubblica, con la Corte dei conti, con i creditori. Ritiene pertanto, personalmente, che quella da alcuni avanzata non sia la soluzione migliore. Se però il Consiglio comunale vuole modificare totalmente il testo della delibera, ritiene che la maggioranza che appoggia il Sindaco debba dichiararsi assolutamente contraria.
(Applausi di scherno del pubblico assiepato sulle tribune)
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE CAPURRO, condiviso totalmente l'intervento dell'assessore Scoglio, chiede una sospensione temporanea dei lavori per una riunione di maggioranza.
PRESIDENTE accoglie la richiesta e sospende momentaneamente i lavori.
La seduta, sospesa alle ore 23,50, riprende alle ore 00,25.
(Il pubblico manifesta insofferenza. Clima di tensione e discordia evidente tra i gruppi dell'UDC e del PDL)
PRESIDENTE sollecita i consiglieri del gruppo dell'UDC a rientrare in Aula.
Mette in votazione l'emendamento n. 7 “sub A”.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Ansaldo. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE ANTONIO ANSALDO ricorda che mesi fa il sottoscritto aveva chiesto il prelievo della delibera in oggetto: il Consiglio allora bocciò la sua richiesta.
Rilevato allora come gli emendamenti presentati dall'UDC non siano stati dal sottoscritto firmati; a seguito della riunione appena svolta e in funzione anche dell'ora tarda e di una non chiara comprensione della linea del partito sulla specifica vicenda, chiede la sospensione della trattazione della delibera, da attuare previa relativa votazione, per aggiornarne la trattazione alla prossima seduta.
PRESIDENTE rileva come vada comunque completata la discussione sull'emendamento in discussione, a meno che la richiesta di sospensione non riguardi pure l'emendamento. La parola al consigliere Ansaldo.
GIUSEPPE ANTONIO ANSALDO chiede che si sospenda anche la trattazione dell'emendamento e si rinvii la seduta.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MELAZZO ringrazia il consigliere Ansaldo per la volontà esplicitata di approfondire gli emendamenti, ma rassicura sul fatto che gli emendamenti sottoscritti da tutti i colleghi di gruppo sono meritevoli di accoglimento.
Avrà tempo, questa sera stessa, di approfondire i restanti emendamenti. Il sottoscritto è pure disposto a presentarglieli e approfondirli tutti. Ciò detto, ritiene però che chiedere il rinvio di emendamenti presentati da colleghi di gruppo sia poco rispettoso per chi lavora da ore su questa delibera e per chi assiste ai lavori. Da ciò discende quindi una ferma opposizione alla richiesta avanzata.
(Applausi del pubblico)
PRESIDENTE chiede che si intervenga per non più di 3 minuti. Ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.
FELICE CALABRO' fa presente di essere decisamente contrario alla proposta di sospensione.
PRESIDENTE, considerate le previsioni regolamentari e le lunghe ore di dibattito, comunica che tassativamente i tempi di intervento vengono ridotti a 3 minuti.
FELICE CALABRO' ricorda che il regolamento è stato predisposto perché venisse almeno letto; se poi non vogliono nemmeno leggerlo, almeno si fidino!
Ciò detto, nel dichiararsi del tutto contrario alla richiesta di rinvio, si chiede se per caso solo al sottoscritto sia arrivata la lettera con la quale il Sindaco ha chiesto di velocizzare la trattazione della delibera relativa all'ATM!
Addirittura, cosa assurda, il segretario generale e il vice segretario generale, hanno notificato uno stralcio di verbale di Giunta in cui si auspicava che il Consiglio comunale accelerasse la procedura. Tutti, compresa la stessa maggioranza, sembra quindi vogliano rendere rapidissimi i tempi. Succede poi che si arrivi a mezzanotte e mezza e improvvisamente ci si arresti!
Bisogna allora capire cosa voglia fare questa Amministrazione in tutte le sue sfaccettature variegate e strane, perché il consigliere Ansaldo si alza a nome dell'UDC e chiede una sospensione, mentre il consigliere Melazzo, proponente degli emendamenti sempre a nome dell'UDC, è contrario!
Si mettano d'accordo con sé stessi! Vogliono o meno, in un modo o nell'altro, portare avanti questa delibera?
Sposa in pieno la lettera con cui la presidenza ha risposto al Sindaco dicendo che nel corso di questa serata il presidente avrebbe fatto di tutto per dar seguito alla delibera.
PRESIDENTE , dopo aver rilevato che i consiglieri Gennaro e Caliò fanno proprie le dichiarazioni del consigliere Calabrò, dà la parola al consigliere Pergolizzi che ha chiesto di intervenire.
SEBASTIANO PERGOLIZZI personalmente conferma la sua posizione a favore di una continuazione ad oltranza dei lavori.
Ha ritenuto e ritiene infatti che la delibera o viene votata così com'è da una maggioranza in possesso dei numeri necessari, oppure viene di fatto snaturata rispetto alle intenzioni originarie dell'Amministrazione e della maggioranza.
Dopo aver smembrato la delibera, non avrebbe però più senso votarla e sarebbe stato molto più serio bocciare direttamente la delibera, non presentare emendamenti e proporre una nuova delibera condivisa da tutti e tale da prevedere la costituzione di una nuova società contestualmente alla liquidazione della vecchia!
Ritiene che questa fosse una strada percorribile, che rientra nello spirito previsto dalla legge e tale da determinare il raggiungimento di un risultato da tutti condiviso e in tempi brevi.
Si ritrovano invece in una strana situazione, dopo aver perso tempo per 6 ore, aver presentato emendamenti che magari hanno reso contenti i dipendenti dell'azienda perché si mettevano delle pezze ad una delibera scadente!
Non si è però risolto alcun problema e di fatto la delibera non è votabile!
Alla luce di emendamenti che snaturano la delibera, chiede all'Amministrazione di ritirare la delibera stessa, di ascoltare i sindacati che in maggioranza dissentono, e di proporre un nuovo atto che preveda la costituzione della società contestualmente alla liquidazione.
PRESIDENTE dà la parola all'assessore Scoglio.
ASS. SCOGLIO comunica che l'Amministrazione non intende ritirare la delibera. Gli emendamenti presentati non sono stati votati: se verranno votati e modificheranno la delibera, sarà il Sindaco a decidere cosa fare.
PRESIDENTE ai sensi del regolamento, il consigliere Cilento e il consigliere Ansaldo non potrebbero intervenire.
Può ammettere solo l'intervento del consigliere Cilento stante la diversa posizione manifestata da due componenti del gruppo.
In via eccezionale dà quindi la parola al consigliere Cilento, sempre per 3 minuti.
BRUNO CILENTO si scusa con il collega Ansaldo al quale fa presente che non possono purtroppo ritirare gli emendamenti, perché sarebbe ingiusto compiere questa azione, avendo preparato e costruito questi atti in relazione ad una proposta che in più circostanze hanno studiato e rivisitato unitamente ad alcuni colleghi del gruppo. Per questa ragione si scusa con il consigliere Ansaldo che non ha avuto modo di approfondire gli emendamenti.
Se devono sospendere i lavori del Consiglio, non lo si faccia perché devono approfondire gli emendamenti!
Cosa diversa infatti sarebbe la necessità di ulteriori chiarimenti manifestata dalla maggioranza, dal popolo della libertà.
Ritengono invece necessario trovare la giusta misura e un punto di incontro che riesca a mettere d'accordo tutti, senza penalizzare nessuno e soprattutto senza penalizzare i lavoratori!
I sindacati, questa sera forse gli attori principali da tutti citati, abbracciano gli emendamenti ed hanno una diversa visione dell'atto deliberativo e risulta a questo punto chiaro che l'Amministrazione ha sottovalutato l'intesa con i sindacati.
Non vogliono comunque in questa fase rovinare il rapporto con il popolo della libertà, circostanza che non è nei loro progetti e nei loro pensieri.
Non possono però, solo per questa ragione, ritirare gli emendamenti dopo 5 ore di Consiglio e dopo tanti sforzi fatti per procedere nei lavori!
Chiede conseguentemente al collega Ansaldo di ritirare la proposta.
Cosa diversa è se poi dovesse nascere una differente richiesta motivata da un fatto politico. È consapevole però della necessità di tenere compatta la maggioranza e si complimenta con l'assessore per gli interventi di questa sera e per la bravura dimostrata. Di fronte all'annuncio che poi il Sindaco deciderà cosa fare, il sottoscritto non può certo avvertire timore! Inaccettabile sarebbe infatti la minaccia di un Sindaco che, scontento degli emendamenti presentati dall'UDC, pensasse di cacciarli dalla Giunta! Propone quindi di continuare i lavori e ribadisce al collega Ansaldo la richiesta di ritirare la proposta.
PRESIDENTE rileva quindi come il capogruppo Cilento abbia rivolto un invito specifico al consigliere Ansaldo. Chiede a quest’ultimo se mantenga la sua richiesta.
GIUSEPPE ANTONIO ANSALDO precisa di aver chiesto la sospensione, non perché se lo è inventato o perché è pazzo, ma a seguito di una riunione con tutti i colleghi. Pertanto, non ritira la proposta e chiede di metterla in votazione.
PRESIDENTE mette in votazione per appello nominale la proposta del consigliere Ansaldo: presenti 30, favorevoli 13, astenuti 4, contrari 13; viene respinta.
Proposta di deliberazione
Si mette quindi in votazione l’emendamento n. 7, sub A.
(Il gruppo del PDL esce dall’Aula)
Comunica l’esito della votazione: presenti 18, favorevoli 15, astenuti 3; viene accolto all’unanimità dei votanti.
Comunica che l’emendamento n. 7, sub B, è stato appena ritirato dal consigliere Melazzo.
Mette in discussione l’emendamento n. 8, presentato dal consigliere Carreri e Tamà (I testi dell’emendamento e del parere sono agli atti della segreteria generale).
Ha chiesto di intervenire il consigliere Carreri. Ne ha facoltà.
ANTONINO CARRERI ricorda, in riferimento all’emendamento n. 6, di aver parlato di mente diabolica che ha partorito la struttura che poi ha prodotto sfaceli; nel caso in esame, sempre nel tentativo di rianimare un morto, propone una modifica, sempre nell’interesse dei lavoratori, reputando l’asserzione poco chiara.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MELAZZO reputa davvero desolante lo spettacolo offerto un attimo fa da una parte dei banchi della maggioranza. Comportamento lecito in democrazia, anche se sarebbe auspicabile esprimere sempre le proprie opinioni.
A questo punto, piuttosto che far cadere il numero legale e quindi la sessione, se non vi sono contrari, inviterebbe il presidente a sospendere la seduta ed aggiornare il Consiglio. Più che all’aspetto politico, bada infatti alla sostanza, poiché l’intento è di portare il risultato finale in porto.
Dichiara intanto il suo voto favorevole sull’emendamento.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Gennaro. Ne ha facoltà.
GAETANO GENNARO fa presente che vi sono momenti in cui i fatti politici devono essere messi in evidenza, pertanto, non si può sottacere lo spettacolo indecoroso poc’anzi offerto dalla pseudo maggioranza. Un ringraziamento sentito va invece agli assessori Scoglio e Muscolino che sono ancora in Aula.
Questo stato dei fatti dovrebbe far riflettere attentamente l’Amministrazione, la quale, per la seconda volta su questo provvedimento, prende un’imbarcata tremenda. L’Amministrazione dovrebbe finalmente rendersi conto che non è questa la strada giusta per trattare una vicenda così importante come quella concernente l’azienda trasporti.
Prima che venga a mancare il numero legale, era doveroso da parte del partito democratico rimarcare questi aspetti con un’Amministrazione che esce sconfitta.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.
FELICE CALABRO’, pur prendendo atto che i consiglieri dell’UDC hanno mantenuto l’impegno preso con la città, dichiara di non poter accogliere la proposta del collega Melazzo. Qui in realtà c’è una sola proposta che si può fare e cioè ritirare la delibera che fa acqua da tutte le parti.
La maggior parte del Consiglio comunale ha sostenuto un unico ragionamento, che chiede di ritirare il provvedimento e sedersi attorno ad un tavolo per ragionare sul futuro dell’azienda, dei lavoratori e del servizio.
Questa è l’unica vera proposta che all’una di notte si possa fare!
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire l’assessore Scoglio. Ne ha facoltà.
(Vivace scambio di battute fra l’assessore ed alcuni lavoratori presenti fra il pubblico)
ASS. SCOGLIO osserva che si sta discutendo di un problema serio e non ci si può trincerare dietro le schermaglie politiche.
Se si pensa che si devono mantenere tutti i lavoratori occupati nella futura società, che il contratto di servizio sarà pari al rapporto necessario per mantenere il servizio, che si può ignorare la legge già in vigore sulla liberalizzazione del servizio pubblico locale, significa prendere in giro la gente. A questo lui non ci sta!
L’Amministrazione ha presentato per la seconda volta una delibera: in democrazia, se l’Aula ritiene, la modifichi. In verità, mai gli è capitato di avere pareri favorevoli su modifiche sostanziali di un atto deliberativo che ne stravolgono completamente l’impostazione, tuttavia il Consiglio è sovrano. Vuole modificare il provvedimento? Lo faccia pure, ma l’Amministrazione non lo ritira.
È certo che tutti sono in buona fede, come lo è l’Amministrazione, dunque ci si confronti e non ha importanza se occorre qualche giorno in più e non c’è niente di strano se si forma una maggioranza trasversale su atti fondamentali.
La verità è che l’azienda non può continuare a vivere, questo è il punto. Si dovrà dire a questi lavoratori quale sarà, dopo, il loro futuro; che si è di fronte ad un legge sulle liberalizzazioni che mette sul mercato quelli che non sono più servizi pubblici locali, e quindi dire come assicurare in queste condizioni il mantenimento del posto di lavoro. Alla fine è ciò che interessa loro, non la forma e i tempi della nuova società.
Se si vuole si potrà modificare la delibera, che però resta in Consiglio comunale.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Cilento, ne ha facoltà.
BRUNO CILENTO, evidente com’è che verrà meno il numero legale, desidera prima ringraziare l’assessore Scoglio per la presenza in Aula e per la precisione ed il coraggio con cui sostiene le sue argomentazioni. Ringrazia anche l’assessore Muscolino, che certamente sta vivendo con disagio il suo nuovo ruolo per vedere il proprio partito assumere una posizione non completamente in linea con quella dell’Amministrazione.
Si rammarica del fatto che i colleghi del PDL siano usciti dall’Aula e che non abbiano compreso l’intenzione dell’UDC di modificare la delibera non per un presunto “muro contro muro” con l’Amministrazione, ma per avere una visione delle cose diversa, che probabilmente avrebbero dovuto approfondire.
Mesi fa disse al Sindaco che la proposta di deliberazione andava discussa anche con i partiti, e continua ancora a crederlo perché il futuro dell’ATM non potrà prescindere dal coinvolgimento, il più ampio possibile, dei sindacati e, ribadisce, dei partiti. Chi si fa oggi carico dell’ATM dovrà gestirla anche domani, non rinviando la soluzione di un problema che grava, innanzitutto, sulle casse comunali. Si è ancora in tempo per poter condividere con tutti un atto deliberativo che riguarda il più grosso dei problemi del Comune di Messina: spera che il suo messaggio arrivi al Sindaco e che quanto accade stasera conduca all’apertura di un tavolo attorno a cui incontrarsi, maggioranza, opposizione, sindacati e forze politiche.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MELAZZO rileva che i pareri favorevoli rilasciati su emendamenti che “stravolgono” la delibera dimostrano la serietà delle proposte avanzate dal suo partito. Proposte di emendamento finalizzate a quei tempi di attuazione brevi che la stessa Amministrazione dice di volere.
Il loro intento è fare uscire allo scoperto il Sindaco per render chiaro se vuole realizzare veramente ciò che scrive nella delibera. Si costituisca subito la nuova società e si liquidi contestualmente la vecchia; avere perplessità su questa soluzione significa che non c’è volontà in tal senso.
L’assessore Scoglio ha detto cose diverse dalle dichiarazioni dell’assessore Capone di qualche tempo fa riguardanti le garanzie sui livelli occupazionali e retribuitivi. E proprio perché sono d’accordo con l’assessore Scoglio affermano che occorre avere onestà intellettuale: se non si vuole prima fare il piano industriale è perché si dovrebbe dire ai lavoratori che non tutti potranno rientrare nella nuova società.
(Applausi del pubblico)
La loro volontà è lavorare nell’interesse della città e ciò dovrebbe essere l’intento dell’Amministrazione di cui sono parte: chiedono che entro novanta giorni sia messa in liquidazione l’ATM e costituita, con un piano industriale, la nuova società; e se l’Amministrazione non è riuscita a farlo finora, in un anno di tempo, è legittimo il dubbio che in realtà non lo voglia.
I tempi stringenti che hanno previsto rispondono alla volontà di essere “fattivi” e non rinviare la soluzione dei problemi alla prossima Amministrazione. Peraltro, la Regione non chiede il contratto di servizio, ma il piano industriale: si lavori in questo senso, i pareri sono favorevoli, mentre l’uscita dall’Aula del PDL li espone al rischio che la futura normativa nazionale imponga di integrare il lavoro già fatto sulla delibera con punti che oggi non conoscono.
Da parte loro si resterà in Aula nella speranza, teme vana, che qualcuno rientri.
PRESIDENTE ricorda che questo emendamento e gli altri, dal numero 10 al numero 15, presentati dal collega Melazzo hanno i pareri favorevoli del dirigente.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Carreri. Ne ha facoltà.
ANTONINO CARRERI interviene con la speranza che qualcuno dei colleghi che è uscito rientri in Aula e per ricordare i termini di quella nota della Regione inviata al Sindaco, datata 12 dicembre…
PRESIDENTE richiama il collega Carreri, invitandolo ad attenersi all’argomento in discussione.
ANTONINO CARRERI crede che la premura dell’Amministrazione per approvare la delibera debba essere più opportunamente rivolta alle condizioni con cui l’azienda continua ad essere gestita. Si riferisce a soggetti che continuano a fare danni, ad un direttore generale che, restituito alla libertà, ha promosso chi pure era stato limitato della libertà personale dall’autorità giudiziaria. Il commissario straordinario ed il Sindaco sono a conoscenza di questi atti, che arrecano ulteriore danno ad un’azienda ormai decotta?
(Ulteriori richiami del presidente al consigliere Carreri)
In conclusione, un commissario straordinario dovrebbe innanzi tutto inibire dalle funzioni chi ha già fatto tanto danno ed ha pendente un giudizio dell’autorità giudiziaria.
Per il resto, la delibera dovrebbe essere ritirata per convocare un tavolo attorno a cui riunire le parti sociali, il Consiglio comunale, l’Amministrazione ed i vertici del dipartimento alla mobilità. Sono d’accordo, poi, sulle garanzie occupazionali da dare ai lavoratori, come pure sono disponibili al massimo impegno per trovare una soluzione condivisa.
PRESIDENTE, prima di passare alla votazione, non può non evidenziare che questo ufficio di presidenza si è attivato per dar seguito alle raccomandazioni espresse dal Sindaco, e cioè dedicando un’intera seduta alla discussione ed approvazione della delibera in esame. Il Sindaco, se avanzerà altre richieste all’ufficio di presidenza, farà bene a consultarsi prima con i suoi consiglieri per evitare di essere “smentito”.
Mette in votazione l’emendamento n. 8: presenti 17 consiglieri, in mancanza del numero legale, dichiara decaduta la seduta e la sessione del Consiglio comunale.
Chiude i lavori il vicepresidente vicario Giuseppe Trischitta.
La seduta termina alle ore 1,30 di mercoledì 18 gennaio.
276.
SEDUTA DI VENERDI’ 13 GENNAIO 2012
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIUSEPPE PREVITI
INDI
DEL VICEPRESIDENTE GIUSEPPE TRISCHITTA
Il Consiglio comunale è convocato per le ore 18,30.
La seduta comincia alle ore 18,57.
(Partecipa con le funzioni di segretario generale il dottore Giuseppe Mauro, vice segretario generale vicario. Per l'Amministrazione sono presenti gli assessori Scoglio, Puglisi e Muscolino)
PRESIDENTE comunica che essendo presenti 26 consiglieri, la seduta è valida. Nomina scrutatori i consiglieri Chiarella, Cocivera e Sauta.
(Il Consiglio approva il processo verbale della seduta precedente)
E' assente giustificato il consigliere Guerrera.
Ricorda che ieri la seduta si era interrotta, per carenza del numero legale, a seguito della votazione della deliberazione di cui al n. 17 dell'ordine del giorno: “Richiesta di relazione dettagliata sullo stato finanziario dell'ente al collegio dei revisori dei conti e al ragioniere generale”. I lavori riprenderanno da quella votazione.
(Si richiede votazione per appello nominale)
(Il segretario generale chiama l'appello)
Presenti 26 consiglieri, astenuti 13, favorevoli 13, la proposta è respinta.
Comunicazioni
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Cilento.
BRUNO CILENTO preannuncia il contenuto di una nota che perverrà all'ufficio di presidenza relativamente alla nuova denominazione del gruppo: “UDC per il terzo polo”.
(Brusio indistinto, voci che si sovrappongono ed espressioni di intemperanza rivolte dal pubblico all'Aula)
PRESIDENTE comunica che questa mattina è stata trasmessa a tutti i capigruppo una lettera del Sindaco relativa alla proposta di deliberazione concernente l'azienda trasporti di Messina.
Con questa nota il Sindaco, in considerazione dell'ormai improcrastinabile necessità di definire le questioni riguardanti l'azienda trasporti, anche sulla scorta delle sollecitazioni espresse più volte dalla Regione Siciliana, chiede di voler sottoporre al Consiglio comunale la necessità di dare assoluta priorità alla trattazione della proposta di deliberazione della Giunta avente per oggetto l'azienda di trasporto - piano di riorganizzazione dei servizi di mobilità urbana.
(Il consigliere Melazzo chiede di intervenire sull'ordine dei lavori)
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MELAZZO sottolinea con foga come con il voto appena espresso sia stata scritta una pagina vergognosa della loro storia.
L'Aula è infatti riuscita a disattendere la semplice richiesta di ottenere dai revisori dei conti e dal ragioniere generale una relazione sullo stato dei fatti, dopo che il sottoscritto ha denunciato il falso in bilancio del Comune di Messina!
Si è dimostrato di non voler nemmeno approfondire la verità o infondatezza della sua denuncia!
Così facendo, manifestando una tale volontà, il Consiglio si è assunto una gravissima responsabilità per non aver voluto approfondire l'esistenza di falso in bilancio, denuncia che il sottoscritto non si stanca di ripetere.
Ironicamente, si complimenta allora con chi, dietro sollecitazioni esterne, non ha voluto chiedere una relazione sullo stato economico e finanziario dell'ente!
Si augura, a questo punto, di essere chiamato da chi di competenza a fornire tutti i chiarimenti del caso.
Per questa ragione, proprio sulla scia di questa vergognosa espressione di voto, che rispetta democraticamente ma che non condivide a livello amministrativo, chiede il prelievo della delibera riguardante “Il distretto turistico 'Tyrrenium Tyndaris. Parco dei miti'. Approvazione schema atto costitutivo, regolamento organizzativo e statuto”, delibera che, tanto cara al consigliere Capurro, il Sindaco sottopone all'attenzione del Consiglio comunale in vista della prossima campagna elettorale!
Come altrimenti definire la circostanza che vede la città di Messina ricevere finanziamenti di gran lunga inferiori alle centinaia di milioni di euro previsti invece per Barcellona, Patti, Milazzo, Marina di Patti, addirittura Gualtieri Sicaminò, che nelle previsioni dell'accordo potrà infatti contare su finanziamenti maggiori rispetto a quelli che dovrebbe ottenere la città di Messina?
Chiede allora alla maggioranza di votare subito questa delibera e di dar così modo al Sindaco Buzzanca di fare la sua campagna elettorale!
Che la maggioranza sia consequenziale rispetto all'incomprensibile atteggiamento di cui si fa interprete quando si parla di tutela dell'organo Consiglio comunale!
Utilizzano belle parole, parlano delle cose da fare per dar seguito alla delibera della Corte dei conti, e poi si rifiutano persino di chiedere una relazione che i revisori dei conti hanno detto essere già pronta e che il ragioniere generale avrebbe dovuto fornire!
Chiede che la proposta appena richiamata venga messa in votazione.
PRESIDENTE comunica che martedì, sullo specifico argomento, è stata già convocata la specifica commissione competente.
Saluta gli assessori Puglisi, l'assessore Scoglio e il dottore Cama.
(Il consigliere Capurro chiede di intervenire sulla dichiarazione del consigliere Melazzo)
Darebbe la parola al consigliere Capurro solo se volesse intervenire “contro”.
(Il consigliere Calabrò chiede una sospensione prima di procedere a votazione sulla proposta del consigliere Melazzo)
Accoglie la richiesta di sospensione e sospende quindi temporaneamente i lavori.
La seduta, sospesa alle ore 19,12, riprende alle ore 19,35.
(Nel corso della sospensione si insinua sottotraccia un clima di tensione e di contrapposizione tra le parti)
PRESIDENTE riprendendo i lavori chiede che il personale a ciò deputato faccia uscire dall'Aula gli estranei.
Se non vi sono contrari mette in votazione la proposta.
(Il consigliere Calabrò chiede che avvenga per appello nominale la votazione sul prelievo della specifica proposta di deliberazione)
(Clima di tensione e voci che si sovrappongono)
Sostituisce Sauta con Calabrò in qualità di scrutatore.
(I consiglieri del centrosinistra e dell'UDC, quasi per intero, abbandonano l'Aula. Il consigliere Capurro reputa vergognoso che si faccia una richiesta di prelievo e si abbandoni l'Aula all'atto della votazione sul prelievo)
Presenti 18 consiglieri, astenuti 4, favorevoli 14. La proposta è accolta.
Proposte di deliberazione
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MELAZZO preliminarmente fa presente di comprendere il desiderio di non approfondire una delibera che va contro la città di Messina. Il Consiglio comunale di Messina sta infatti per votare una delibera che va a favore di tutta una serie di Comuni, tranne il Comune di Messina!
Chiaramente il Comune capofila di questo piano è il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto.
Al fine di approfondire la conoscenza di questo distretto turistico, hanno avuto modo di estrapolare il piano di sviluppo turistico, che vede dettagliatamente indicate le destinazioni di centinaia di milioni di euro di finanziamento ipotizzato.
Ebbene, alla città di Messina andranno le briciole, relativamente a due progetti, uno per il Museo di cultura moderna che proprio ieri la dottoressa Famà ha riferito essere stato già finanziato, e quindi si tratta di una presa in giro! L'altro progetto riguarda invece il porticciolo, unitamente a Pace del Mela, che riceverà però un milione e mezzo, a differenza di Messina che ne otterrà solo uno!
Approfondendo nel dettaglio i progetti, e considerata la presenza dell'assessore Scoglio che è stato esperto del Comune di Barcellona quando partì la relativa programmazione, cita i diversi progetti, che hanno già visto l'adesione di privati: dalla “Casa vacanze Comune di Barcellona”, dicitura più volte ripetuta e ovviamente riconducibile al Comune di Barcellona, alle opere previste a favore del Comune di Patti, del Comune di Librizzi, ma non del Comune di Messina, e qui l'ammontare dei finanziamenti arriva a complessivi 2 milioni di euro.
“Patti Golf Resort”: investimento per 198 milioni di euro, “Patti Marina Resort”: investimento per 75 milioni e mezzo di euro. “Sicilia in Miniatura”: 12 milioni e 800 mila euro, e così proseguendo, prevedendosi persino un investimento di 11 milioni e 700 mila euro per Gualtieri Sicaminò.
Infrastrutture per importi di un milione per Messina e un milione e mezzo per Pace del Mela!
“Parco archeologico” per 1 milione e 100 mila euro, “Polo culturale Antonello da Messina”, già finanziato e quindi anche questa è una presa in giro! 6 milioni di euro per la riconfigurazione del Pilone di Messina.
“Caffè Galante” a Patti: 580 mila euro.
Per Messina non c'è niente ma comparteciperanno ugualmente!
Hanno peraltro saputo dall'assessorato regionale che non vi sono stanziamenti e che tutti i progetti dovranno essere cofinanziati dal pubblico, cioè da tutti i Comuni consorziati.
Messina, piuttosto che consorziarsi con Taormina, Capo d'Orlando, le isole Eolie, decide di consorziarsi con Barcellona, Milazzo, Mazzarà Sant'Andrea!
È questa una scelta di campo! Messina deve essere una città orientata al turismo e dovrà consorziarsi con le isole Eolie, Capo d'Orlando e Taormina, oppure con Mazzarà Sant'Andrea, Milazzo e Barcellona?
Non ha esitazione a denunciare la circostanza della messa in campo, da parte del Sindaco, dello spot per la prossima campagna elettorale, realizzato per il tramite del Consiglio comunale di Messina!
È questa la ragione che lo ha indotto a chiedere provocatoriamente il prelievo della specifica delibera, e di chiedere ciò a questa maggioranza che si spaventa di approfondire i dati di bilancio e ottenere una relazione dal ragioniere generale, visto che quella dei revisori dei conti è già pronta e non la si è voluta acquisire!
Chiede quindi il prelievo a chi, muovendosi lungo questa strada, ha ormai deciso di approvare qualsiasi cosa! Votino pure lo spot elettorale per il loro dottore Buzzanca e tutto ciò che servirà al candidato per la prossima campagna elettorale da effettuare nella zona tirrenica della Provincia di Messina. Lasceranno le briciole alla loro città!
Consapevole che le sue resteranno inutili parole al vento, comunica che il suo voto non potrà che essere contrario a questo ulteriore scippo che si vuole perpetrare a danno della città di Messina!
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire l'assessore Scoglio.
(Il consigliere Caliò chiede di intervenire quale presidente della commissione competente ad esaminare lo specifico atto)
(Tensione palpabile, proteste del consigliere Caliò e voci critiche che si levano dai banchi del PDL, in particolare da parte del consigliere Capurro)
ASS. SCOGLIO fa presente di aver chiesto di intervenire a nome dell'Amministrazione perché ritiene che sia necessario rasserenare gli animi di questo civico consesso, anche in funzione delle importanti delibere rinviate a un momento successivo e riguardanti l'azienda trasporti di Messina.
Intende intervenire perché è ora di finirla di attaccare chiunque e qualunque cosa per dire di no anche sulla base di posizioni indifendibili!
Occorre che vi sia un elemento di chiarezza: vi è stato un bando della Regione, bando in base al quale si sono costituite delle alleanze territoriali.
Il Comune di Taormina ha indetto una riunione alla quale il sottoscritto ha partecipato, chiedendo anche di partecipare a un distretto unico che andasse da Taormina alle isole Eolie.
Grazie anche ad alcuni maggiorenti locali del territorio, grazie al fatto di aver provveduto a consolidare una società di gestione del distretto turistico ed essersi mossa in anticipo, a fronte dell'esistenza di quest'aggregazione variegata, Taormina ha deciso di perseguire il discorso del distretto turistico indipendentemente dagli altri territori.
Sottolinea allora come non si siano certo alleati con la mafia! Si sono semplicemente alleati con i Comuni del distretto turistico tirrenico e dei Nebrodi, che comprende Patti, le isole Eolie, Capo d'Orlando, Sant'Agata di Militello, Montalbano Elicona, Mirto. Lo scopo è partecipare a quel distretto che si configura quale disegno comune di marketing territoriale, da vendere allo scopo di intercettare turisti, basandosi su politiche di filiera.
Chiaramente, questi distretti poi dialogheranno tra di loro: l'assessore regionale al turismo è un messinese e sta portando avanti con grande sapienza e grande impegno la politica dei distretti.
Ciò detto, sottolinea energicamente che il suo intervento è avulso da ilarità e vuole ripristinare la verità dei fatti, al di là del fatto che ciascuno è poi naturalmente libero di votare come meglio crede.
I fatti devono però essere chiari e riferiti in modo che il Consiglio, al di là dei lavori della commissione, sappia cosa sta votando.
Il discorso attiene quindi all'istituzione di una filiera turistica che mette insieme i palacultura, i teatri, le zone d'arte, le bellezze naturali e paesaggistiche del territorio dei Comuni che hanno voluto partecipare liberamente a questa aggregazione.
La Regione coordinerà poi tutti i distretti tematici che si sono costituiti, sulla scorta del distretto unico regionale, che presenta un unico piano di marketing, un'unica pubblicità del territorio della Regione Siciliana, fatte salve in ogni caso le specificità dei distretti relativamente alle opere che vorranno realizzare.
Sottolinea come al momento non vi sia un solo euro di finanziamento, se non quello relativo alla gestione del marketing e del piano di comunicazione dei distretti: il distretto di fatto è tutto da costruire, sulla base delle linee guida che costituiscono i punti comuni riconducibili proprio alla costruzione del distretto.
Per ottenere questo risultato, la legge regionale impone la costituzione di una fondazione alla quale partecipino gli enti pubblici e i soggetti privati, intanto quelli che hanno aderito agli avvisi pubblici; tutti quelli che poi vorranno, potranno in seguito aderirvi.
Scopo del distretto è che a poco a poco la partecipazione del pubblico si riveli inesistente e diventi totalmente appannaggio degli operatori privati e quindi di coloro i quali vorranno gestire le politiche di distretto.
All'interno del distretto contano delle eccellenze come il parco Augustus, le terme di Mességué, il teatro di Tindari, il teatro di Messina, il Palacultura, tutta una serie di bellezze paesaggistiche come Capo Peloro, Sant'Agata di Militello, le isole Eolie.
Sottolinea con forza come tutto questo non abbia nulla a che vedere con qualsivoglia campagna elettorale! E’ un tentativo di fare esistere qualcosa che non c’è, una unità di Comuni finalizzata alla realizzazione di politiche di distretto; non sa se andrà a buon fine, ma vale la pena tentare.
La Regione ha scelto la forma della fondazione che, con i privati, sappia cogliere le politiche di distretto, le possibilità offerte dai bandi che la stessa Regione porrà in essere con logiche che premiano le associazioni distrettuali. Il vero punto di domanda è: perché tutte queste iniziative deve promuoverle la mano pubblica, anziché il privato, di cui c’è scarsa partecipazione? Perché evidentemente l’humus territoriale è contro l’aggregazione, contro una serie di attività che invece bisogna sollecitare, perché sennò si sarà fuori dai mercati e si morirà di fame, quando finirà la partecipazione pubblica e la possibilità di pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici.
Non c’è qui campagna elettorale, c’è una decisione assunta da un’assemblea di Sindaci, che si sono convocati per giorno 20 dal notaio per costituire la fondazione. Non si vuole sottoscrivere la fondazione, si vuole uscire dal distretto? Bene, questa è una posizione legittima, nonostante sia stata vinta una gara e ci sia l’opportunità di partecipare insieme ad altri ad una fondazione per il precipuo scopo di fare politiche di marketing territoriali comuni.
È legittimo avere posizioni contrarie, ma non può accettare che si tenti di far passare questa come un’operazione elettorale o, peggio ancora, come un’operazione fra le più squalificanti, mettendo dentro in prima fila Comuni indagati per mafia, con un ragionamento di discredito verso la città di Messina.
PRESIDENTE chiede di intervenire il consigliere Caliò. Ne ha facoltà.
GAETANO CALIO’ chiede di sospendere la trattazione della delibera perché martedì prossimo è prevista una seduta straordinaria della IV commissione, in cui il delegato del Sindaco, ingegnere Ruggeri, relazionerà in merito.
PRESIDENTE fa presente che ormai l’Aula si è pronunciata.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Saglimbeni. Ne ha facoltà.
PAOLO SAGLIMBENI non ritiene che ci si possa permettere di contestare delle ipotesi di rilancio per una città che sta morendo, eppure qui si continua a far passare un messaggio negativo.
Urge allora ristabilire la verità, non solo in quest’Aula, ma nella città, ove oggi manca la comunicazione politica. La città non si rende conto, non comprende, laddove tutti sono in preda al tentativo di screditare tutti, di delegittimare tutti. Quando allora si attua una cosa positiva, la si deve sapere comunicare ai cittadini per rassicurarli circa il fatto che c’è chi si occupa di loro.
Il vero problema qui è un altro: chi vuole il dissesto di questa città, è chiaro che si oppone a qualunque tentativo di investimento e di rilancio; con il dissesto, infatti, almeno per cinque anni non arriverà un centesimo in città, ma si spaccia per verità il contrario! Si parla di falso in bilancio, di presunti reati! E purtroppo, sono solo queste le voci che si sentono in città!
Sprona l’assessore ad informare la cittadinanza, riaffermando la verità, atteso che c’è ancora chi non si rassegna all’idea di abbandonare questa città. Messina morirà se non passano progetti come questo, se il Comune va in dissesto!
Si voti subito questa delibera, in modo da avere una speranza!
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE CAPURRO confessa una certa confusione davanti ad alcuni comportamenti contraddittori dei colleghi, a parte le illazioni anche pesanti di alcuni.
Dopo l’incontro avuto con il Sindaco stamattina, tutti hanno dichiarato la loro soddisfazione, compreso il collega Melazzo, che però adesso, nel momento in cui perde con i numeri, attacca, dicendo che si è votata una proposta illecita. Il collega ha offeso l’intero Consiglio comunale, mentre non vuole accettare l’evidenza che, se fossero stati presenti i suoi colleghi di gruppo, avrebbe potuto contrastare l’astensione del PDL; d’altra parte, se il collega Melazzo non condivide l’operato dell’Amministrazione, non dovrebbe stare in Giunta. Dica ai suoi assessori di uscire dalla Giunta! Questo dovrebbe fare! Il collega Melazzo non può fare il capogruppo quando discute con l’Amministrazione e poi in Aula fa il battitore libero! Non lo può più tollerare questo comportamento!
Questa Amministrazione, che in verità non ha alcuna responsabilità su quanto è accaduto negli anni passati, sta cercando politicamente di risolvere il problema finanziario dell’Ente, mentre poteva limitarsi a dichiarare il dissesto; non lo ha fatto, ritenendo di dover fare un tentativo, nell’auspicio che i numeri non diano loro torto. Solo allora si dichiarerà il dissesto.
Ritornando alla delibera, precisato che non sono stati loro a chiedere il prelievo, assicura che non è loro intenzione forzare alcunché, ma sono i colleghi che si devono mettere d’accordo.
Invita a fare chiarezza perché in questa città non si ha più credibilità ed i giovani continuano ad andare via. Si ha l’obbligo di predisporre i presupposti politici ed economici per creare lavoro e su questo ci si deve misurare.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Cilento. Ne ha facoltà.
BRUNO CILENTO chiede cinque minuti di sospensione.
PRESIDENTE accoglie la richiesta e sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 20,15, riprende alle ore 20,40.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Pergolizzi. Ne ha facoltà.
SEBASTIANO PERGOLIZZI osserva che questa sera il clima non è dei migliori ed in particolare non ha gradito alcune affermazioni, che sicuramente non sono state fatte nell’interesse della città. Rispondendo al consigliere Capurro, precisa che il dissesto o c’è o non c’è e qualcuno si assume la responsabilità di fare finta che non ci sia non votando una delibera che chiedeva chiarimenti sulla situazione finanziaria dell’Ente.
Se la delibera fosse stata votata, il ragioniere generale non si sarebbe tirato indietro e avrebbe scritto chiaramente che bisogna attivare le procedure per il dissesto. Ma questo non si vuole fare e quindi, dopo ventiquattro ore di riflessione, si sono create le condizioni per non far passare la delibera.
Per quanto riguarda poi la richiesta del consigliere Caliò, evidenzia alcuni punti che a suo avviso la rendono meritevole di accoglimento, soprattutto il fatto che non sia allegato il piano degli interventi che descrive i finanziamenti previsti dai 28 Comuni che hanno aderito al distretto. L’iniziativa del distretto è certamente lodevole ma questo è un allegato fondamentale e non si può votare al buio, ci si deve rendere conto di quali sono gli interventi previsti per la città. Purtroppo non vi sono imprenditori che abbiano presentato alcun tipo di progetto per Messina e che intendano investire nel distretto, a differenza di tanti altri Comuni.
Rispetto alle infrastrutture che si potevano prevedere sono certamente poche quelle previste e comunque non sa se si poteva fare di più e meglio, per questo è opportuno ascoltare martedì in commissione l’ingegnere Ruggeri, solo dopo si potranno avere le idee più chiare. Preannuncia pertanto che se la delibera verrà messa in votazione, il FLI si asterrà.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Gennaro. Ne ha facoltà.
GAETANO GENNARO osserva che il dibattito di questa sera sfugge di fatto a quelle che sono le vere intenzioni dell’Aula, ovvero alla necessità di discutere di politica senza trincerarsi dietro questioni amministrative. Ha partecipato assieme agli altri capigruppo all’incontro con il Sindaco e, per quanto lo riguarda, ritiene di essere stato l’unico ad esprimere chiaramente tutte le rimostranze.
L’incontro è stato fatto per decidere i provvedimenti che l’Aula dovrà adottare per rispondere alle sollecitazioni della Corte dei Conti ed il Sindaco ha dichiarato che per lui non fa differenza il dissesto finanziario o il riequilibrio finanziario. I freddi numeri porteranno comunque all’evidenza dei fatti e quindi egli non ha alcuna difficoltà ad andare in una direzione o nell’altra.
Non accetta questa linea politicamente insostenibile e non condivisibile, perché chi amministra la città ha l’obbligo sino alla fine di mettere in equilibrio i conti e di evitare il dissesto. Le responsabilità politiche che emergeranno sono chiare perché non si è all’inizio della legislatura, sono passati già tre anni e mezzo e quindi le affermazioni del Sindaco sono inaccettabili.
L’Aula dovrebbe avere il coraggio di aprire un dibattito serio su altre questioni all’ordine del giorno, per capire che fine farà sul piano economico finanziario questo Ente e quale contributo i consiglieri comunali possono dare alla società messinese. Vorrebbe vedere da parte di tutti, anche dell’Amministrazione, uno zelo diverso da quello dimostrato finora per decidere in fretta ed affrontare altri temi importanti.
Il Consiglio comunale non può essere ostaggio di ripicche consumate da singoli consiglieri nei confronti di altri, questo è un atteggiamento politicamente immaturo che non può continuare. Chi vuole rimandare la delibera in commissione lo dica chiaramente, si voti e poi si vada avanti.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.
FELICE CALABRO’ premette che se il presidente vuole mettere in votazione subito la proposta del consigliere Caliò, si riserva di intervenire in seguito nel merito della delibera. Chiarisce che oggi personalmente non era presente all’incontro con il Sindaco e comunque la delegazione del partito democratico non ha espresso nessuna condivisione rispetto alle posizioni di chi sta in quel posto senza essere più legittimato.
Il presidente Previti poi prende decisioni in maniera altalenante, deve decidere se votare o sempre astenersi come si fa per prassi istituzionale, non può comportarsi una volta da presidente e un’altra volta da consigliere comunale. I comportamenti in quest’Aula o sono sempre coerenti oppure nella non coerenza hanno delle motivazioni, ma dubita che alcuni colleghi votino consapevolmente.
La verità è che si sono registrati comportamenti schizofrenici e l’opposizione non riesce più a seguire le dinamiche d’Aula, ma non si consente a nessuno di fare illazioni. L’assessore Scoglio poi deve dire chiaramente se è stata concessa la proroga rispetto a questa delibera, esibendo però documenti certi, perché personalmente crede che il termine sia già scaduto.
PRESIDENTE precisa che non vota per schieramento politico, ma rispondendo alla sua coscienza e secondo le sue convinzioni.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Ticonosco. Ne ha facoltà.
SALVATORE TICONOSCO riconosce che c’è molta confusione e ricorda che questa mattina in conferenza dei capigruppo si è discusso anche di dissesto, che però certamente non è la panacea di tutti i mali.
Chiede a chi giornalmente fa passare il pessimo messaggio di un dissesto finanziario, se veramente si sappia quale sia il significato effettivo del dissesto di un ente, nel momento in cui, oltretutto, non risponde assolutamente a verità quanto riferito rispetto all'opinione espressa dal Sindaco, un'opinione, come sempre, che in questa sede viene stravolta per l'inveterata abitudine di cambiare le carte in tavola, e di farlo sempre e comunque, con un fine speculativo!
In realtà non si vuole il dissesto!
Oggi ha avuto luogo un dialogo, un confronto che ha visto l'Amministrazione comunale anticipare le mosse da compiere per far fronte al paventato eventuale dissesto finanziario.
Puntualmente si viene poi in Aula e si attacca un atto deliberativo che dovrebbe creare condizioni di produttività da un punto di vista economico e finanziario, dimenticando che in questa città il prodotto interno lordo è uguale a zero visto che si vive solo di lavoro pubblico e che vanno ormai scomparendo commercio e artigianato!
Oggi si vorrebbe togliere pure la competenza rispetto al CAS di contrada Scoppo: sino all'ultimo lotterà perché l'ente non venga trasferito a Palermo!
Ritiene che l'atto in questione vada accolto e non boicottato in maniera puerile, visto che ormai è prassi ritenere che l'Amministrazione produca solo "sporcizia". La proposta va invece votata favorevolmente perché avrà sicuramente risvolti positivi proprio ai fini di una crescita economica del tessuto turistico comunale.
Ritiene altresì che i lavori del Consiglio debbano continuare, perché bisogna dare risposte ai cittadini, evitando demagogie e dietrologie rispetto a un dissesto finanziario che nessuno vuole, e non dimenticando che qualora il dissesto dovesse verificarsi, ne pagherebbero le conseguenze tutti coloro che negli ultimi trent'anni hanno amministrato la città!
PRESIDENTE mette in votazione la proposta del consigliere Caliò di sospensiva della delibera.
Presenti 27 consiglieri, astenuti 3, contrari 12, favorevoli 12, la proposta è respinta.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Trischitta. Ne ha facoltà.
(Proteste di alcuni consiglieri a fronte della facoltà di intervenire concessa dal presidente)
Sottolinea come il dibattito si fosse sì concluso, ma solo sulla proposta di "sospensiva".
GIUSEPPE TRISCHITTA fa presente di aver seguito i diversi interventi, anche ovviamente l'intervento del consigliere Ticonosco che alla fine ha dato pieno sostegno alla tesi sostenuta dal consigliere Pergolizzi.
Registrandosi un'occasione favorevole alla città di Messina, proprio la città deve poter utilizzare una tale opportunità.
Forse il Sindaco ha pure, tra le tantissime altre, la delega al turismo, ma si sarebbe aspettato che proprio l'assessore Scoglio cogliesse la specifica occasione, avendo sempre presentato progetti in materia.
Sicuramente un assessore al turismo avrebbe potuto ottenere di più per la città di Messina.
Di fatto, vi è un progetto di distretto turistico e sono disponibili una serie di finanziamenti.
Il Comune di Messina, che conta più di 247 mila abitanti, partecipa al progetto, unitamente ad una serie di Comuni che contano invece una popolazione minore.
La Regione finanzierà poi tutta una serie di opere e la città che avrà finanziata l'opera ne trarrà un beneficio.
Un'opera che costa 10 milioni, vedrà 7 milioni e mezzo venire dal pubblico e 2 milioni e mezzo dal privato.
Se la città di Messina presenta 10 progetti, vi saranno 10 ditte messinesi che con il 25% realizzeranno le opere a favore della città di Messina, con tanti posti di lavoro e tante infrastrutture realizzate.
Cosa succede però nella realtà?
Succede che a fronte di opere finanziate per circa 300 milioni di euro, la città di Messina, che annovera 247 mila abitanti, e quindi niente a che vedere con Gualtieri Sicaminò, Patti o Pace del Mela, riuscirà ad ottenere solo 500 mila euro per una mostra e 6 milioni per il basamento del Pilone, a fronte dei 270 milioni di finanziamenti di cui potrà fruire Patti!
Può mai essere questo un criterio giusto messo in campo da parte di un'Amministrazione che lamenta difficoltà economiche, con una città che vive una situazione di grave crisi e con un'Italia così mal ridotta? È allora logico e normale che ci si ponga il problema del perché la città di Messina non approfitti di questi vantaggi!
Perché, ad esempio, avendo la possibilità di ottenere centinaia di milioni di euro, non inserire anche il Tirone e farlo diventare polo turistico?
Si sarebbe potuta infatti realizzare un'opera con il privato chiedendo 100 milioni di finanziamento e facendo intervenire i privati per il 25 per cento, riducendo la parte di edificazione che incide sulla città.
Com'è possibile che Messina non abbia bisogno di alcuna opera e chieda finanziamenti solo per il basamento del Pilone di Torre Faro?
Com'è possibile che si programmi un recupero di archeologia industriale, quando appena un mese fa il Consiglio comunale ha votato la demolizione di opere come la “Birra Messina”, che rappresentavano la storia archeologica industriale di Messina?
Sono cioè chiamati a votare un atto che alla città di Messina permetterà di risistemare il basamento del Pilone, mentre alla città di Patti, sede del consorzio, permetterà la realizzazione di un grande campo da golf per 198 milioni di investimenti, e la risistemazione della “Marina Resort”, con porti turistici ed altre infrastrutture, per altri 78 milioni!
E Messina? Ebbene, questa città potrà fruire di 500 mila euro per organizzare una mostra ed esporre delle opere in una struttura, il Palacultura, già di proprietà del Comune!
Cosa daranno da mangiare agli operai disoccupati? Una mostra delle opere di Antonello da Messina?
Evidenziato tutto ciò, ritiene che il collega Ticonosco abbia infine sostenuto le stesse tesi del consigliere Pergolizzi.
Un Sindaco che ha tantissime deleghe, innumerevoli e senza fine, non avrebbe più logicamente e produttivamente dovuto conferire a un soggetto definito l'importante delega al turismo?
Il Sindaco, con un tale comportamento, non ha di fatto causato una danno alla città di Messina?
Si arriva a una tale conclusione, considerando che nel caso specifico Messina avrà una mostra e un basamento, mentre Patti avrà un campo da golf e la “Marina Resort”, con, in più, la possibilità di ristrutturare edifici cittadini.
Una città, tredicesima in Italia, ottiene così poco, mentre Patti avrà finanziamenti di questa portata! È questo un comportamento deciso a vantaggio della città di Messina, o è il classico modo di fare di un deputato regionale che con il suo comportamento denota la volontà di apportare vantaggi al proprio collegio elettorale?
È mai possibile che l'assessore Scoglio che ha sempre portato avanti iniziative di recupero di aree della città di Messina, non abbia colto l'occasione per inserire nuove progettualità e dare la possibilità alle imprese e ai lavoratori messinesi di essere attivamente impegnati?
È mai possibile un tale modo di agire, quando addirittura si prevede la ristrutturazione di locali, il “Caffè Antico” di Patti per 560 mila euro, e Messina ottiene 500 mila euro per organizzare la mostra di Antonello al Palacultura, che è struttura comunale?!
Tutto ciò senza considerare un numero considerevole di manifestazioni finanziate con centinaia di migliaia di euro, a dispetto di ciò che avrà Messina, piccoli finanziamenti a vantaggio di alcune scuole per mettere in campo piccoli progetti!
Può mai il Comune di Messina subire una tale mortificazione?
Teme che purtroppo il suo rimarrà un inutile argomentare, e la prova di ciò viene da quanto successo solo qualche giorno, quando si discusse di uno specifico debito fuori bilancio. In quell'occasione il ragioniere generale, in risposta a una domanda del sottoscritto, rispose che in effetti risultava poco chiaro quale fosse la somma dovuta. Ebbene, chi parla ha poi con meraviglia scoperto che il popolo della libertà comunque votò compatto una delibera di cui non conosceva il contenuto, non sapendo nemmeno se così facendo finiva con il regalare uno o due milioni a una società privata!
Alla fine si crea una situazione per cui il sottoscritto non dovrebbe votare a fronte di una situazione dai tratti così chiaramente umilianti; non sa però se alla fine si ritroverà costretto a votare favorevolmente per salvare quei pochi milioni che potrebbero permettere di ristrutturare Capo Peloro!
Non intende in ogni caso danneggiare la città di Messina: il danno è enorme, e quando si dice che un uomo non può fare tutto, si dice la verità; il sottoscritto, nella sua professione, deve delegare il lavoro ai suoi collaboratori.
Il Sindaco avrebbe dovuto dire di non essere in grado di seguire tutti questi progetti, queste iniziative: avrebbe dovuto avere il buonsenso di distribuire ai suoi assessori una serie di deleghe per evitare danni che alla fine penalizzano enormemente la città di Messina!
Ai consiglieri del popolo della libertà il giudizio finale, vista l'incapacità di tirar fuori la dignità e fare gli effettivi interessi della città di Messina!
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Cilento. Ne ha facoltà.
BRUNO CILENTO rileva come il piano di sviluppo ipotizzato, che pure consentirebbe alla città di Messina di ottenere nuove risorse da spendere a vantaggio della città, sia complessivamente scadente proprio perché la città di Messina risulta fortemente penalizzata rispetto ad altri Comuni del consorzio.
Non votare la delibera vorrebbe peraltro significare perdere gli investimenti e i finanziamenti previsti.
Chi vota la proposta favorisce l'entrata di nuove risorse; chi boccia la proposta non consente alla città di Messina di ottenere nuove risorse.
Come sempre si ritrovano con le spalle al muro e senza possibilità di scelta: in ogni caso verrebbero condannati, perché non avrebbero dato la possibilità alla città di attrarre nuove risorse da spendere a vantaggio della comunità messinese.
Rileva allora come la richiesta del collega Caliò fosse del tutto opportuna, perché avrebbe permesso di approfondire i termini dell'atto deliberativo, dando modo a tutti i consiglieri di votare in modo compiuto la proposta.
Oggi non si registra questa possibilità, per un voto di cui il popolo della libertà si prende il merito, con un atto di forza che responsabilmente il gruppo dell'UDC è costretto a subire, mantenendo in Aula il numero legale: l'assessore ha infatti indicato un termine perentorio.
In assenza del numero legale non avrebbero il tempo di riconvocare il Consiglio entro il 20 e di votare l'atto deliberativo; se votassero l'atto con un esito negativo, non consentirebbero alla città di ottenere risorse da utilizzare per la comunità.
Come al solito devono “ringraziare” chi ha impacchettato questo atto deliberativo, portandolo in ritardo al loro esame e impedendo quelle valutazioni serie e approfondite che il Consiglio comunale di Messina avrebbe dovuto avere modo di fare!
Questa è il modo di fare che caratterizza gli ultimi tre anni e mezzo della storia di questa città, tuttavia loro avrebbero gradito approfondire la discussione sulla delibera ma il capogruppo del PDL sostanzialmente ha disatteso un accordo fatto, non consentendo una giusta valutazione. In conclusione, per non penalizzare ulteriormente la città, che perderebbe anche questi quattro soldi, troppo pochi rispetto a quelli assegnati agli altri Comuni, il suo gruppo rimarrà in Aula, non farà cadere il numero legale, fermo restando che ciascun consigliere resta libero di votare l’atto come meglio ritiene. Per parte sua, deciderà all’ultimo momento come votare, constatando come l’assessore Scoglio, avvalendosi della sua esperienza, riesca sempre a trovare il modo per rendere bello anche ciò che bello non è.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire per dichiarazione di voto il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MELAZZO preannuncia il suo voto contrario alla delibera, che soprannominerebbe ‘programma elettorale del dottore Buzzanca per le prossime elezioni’. Il collega Trischitta si è dimenticato di dire che al Comune di Gualtieri Sicaminò, 2000 abitanti, andranno 11 milioni e 700 mila euro, mentre a Messina 6 milioni di euro. Non ha poi dubbi sul fatto che non saranno tutti finanziamenti regionali, c’è infatti un passaggio che è sfuggito a molti e cioè l’esistenza del cofinanziamento pubblico-privato. In sostanza, il Comune, al di là della quota associativa, dovrà investire su questo distretto mentre, a suo modo di vedere, alla luce della grave situazione finanziaria che vive, non è nelle condizioni di partecipare a nuovi organismi.
Fermo restando che è necessario il parere di regolarità contabile, reputa tutto ciò uno schiaffo alla città di Messina, reputa umiliante dover approvare un distretto che destina ad un Comune di 2000 abitanti quasi 12 milioni di euro, umiliante che il Consiglio comunale di una città di 250 mila abitanti debba vedere illustrata la storia della città che rappresenta in sole due pagine. Questo è un atto poco dignitoso nei confronti della città di Messina, il cui Sindaco ha chiaramente difeso la sua realtà di origine e non la città che amministra, un atto che non porta nulla, mentre impegna economicamente questa realtà a favore di altre.
Il voto non può che essere contrario rispetto ad un atto che offende la comunità messinese.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire, per dichiarazione di voto, il consigliere Caliò. Ne ha facoltà.
GAETANO CALIO’ dichiara che, di fronte ad una misera offerta, a vantaggio di altri piccoli Comuni della provincia, non parteciperà al voto. Al consigliere Capurro, dice che non è possibile sostenere questo ragionamento, perché ciò significa andare contro gli interessi di questa città, significa accontentarsi della mera, spicciola offerta; però, siccome, come dice il collega Gennaro, bisogna fare politica all’interno di quest’Aula, invita i colleghi a non partecipare al voto affinché si costringa il capogruppo del PDL, che difende la sua Amministrazione, a chiamare i suoi colleghi di gruppo.
Non partecipino al voto, escano “puliti”, pur nella convinzione che domani, chi avrà votato favorevolmente, speculerà sulla vicenda!
La maggioranza, stasera, tornando a casa, si sentirà con la coscienza a posto? Sono consapevoli i colleghi di sostenere un Sindaco assolutamente indifferente nei loro confronti, che non li calcola? Non contano nulla al cospetto del Sindaco, eppure continuano a votare ma, da parte loro, domani si dirà alla stampa che Gualtieri Sicaminò ha avuto 11 milioni di euro!
Con la sua non partecipazione al voto, dimostra di essere intellettualmente onesto e libero dal potere, di non dovere nulla ad un soggetto sempre assente ma onnipresente sulla carta, con tutti gli incarichi che ricopre, e che ha nelle vene sangue barcellonese.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire, per dichiarazione di voto, il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE CAPURRO dichiara il suo voto favorevole alla delibera, constatando come molto spesso il collega Caliò abbandoni l’Aula. Il consigliere Cilento, poi, ha dichiarato che su questo provvedimento il PDL si prenderà tutti i meriti, sottacendo che il PDL, dopo aver chiesto il prelievo di quest’atto, ha accolto la proposta di invio in commissione.
E stasera non è stato certo il PDL a chiedere nuovamente il prelievo della delibera! Lo ha fatto il consigliere Melazzo dell’UDC, salvo poi tutto il gruppo abbandonare l’Aula! Ma ora si vuole stravolgere la realtà!
Per parte sua, ritiene sia da accogliere un provvedimento che porta dei soldi alla città, qualunque sia la cifra, un provvedimento peraltro proposto dall’Assessore regionale, anche se poi, guarda caso, si fa ricadere la responsabilità sul Sindaco Buzzanca. Il fatto è che qui tutto viene trasformato per colpire l’uomo Buzzanca, non si guarda all’interesse della città, ciò è davvero vergognoso! Non è un’argomentazione che il PDL può accettare!
Il punto è che i colleghi non hanno i numeri sufficienti ad organizzarsi per contrastare il voto della maggioranza, allora cosa fanno? Vanno avanti con continue illazioni, perdendo solo tempo! Ci si renda conto una volta per tutte che questo modo di procedere è vergognoso!
Nel ribadire che il suo gruppo era stato disponibile ad un ulteriore approfondimento, registra che alcuni capigruppo volutamente non hanno partecipato alla riunione di stamattina, che non ha certo organizzato il Sindaco. La strategia quindi è non partecipare per poi arrivare in Consiglio comunale e sparare a zero, ma questo non fa bene alla città, non fa bene alla dignità dei consiglieri comunali, non fa bene a nessuno!
Ci sono invece consiglieri che con grande responsabilità sono rimasti in conferenza dei capigruppo fino alle tre ed ora, col medesimo senso di responsabilità, sono in Consiglio a dibattere, quando altri se ne sono andati o addirittura non sono neanche venuti. Si chiuda questa farsa e si metta in votazione la delibera!
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire, per dichiarazione di voto, il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.
FELICE CALABRO’ afferma che il presidente continua ad interpretare il regolamento a suo modo…
PRESIDENTE sostiene che il consigliere Calabrò è già intervenuto, non si può abusare della pazienza dei colleghi, nè gli consente di dire quanto ha affermato.
FELICE CALABRO’ afferma che, poiché c’è stata una proposta del consigliere Caliò, il presidente avrebbe dovuto metterla subito in votazione, dopo aver sentito se vi erano consiglieri contrari. Il presidente non può aprire il dibattito sulla proposta e poi, quando si entra nel merito della delibera, passare alle dichiarazioni di voto.
Nel merito, rilevato come ormai in quest’Aula vi sia piena anarchia, precisa subito che oggi la delegazione del partito democratico non si è espressa in alcun modo rispetto alle ipotesi prospettate dal Sindaco. È vero che la riunione è stata indetta dal presidente Previti, ma è anche vero che molti capigruppo non sapevano che fosse stata convocata, ma non fa nulla! La riunione era indetta con l’assessore Miloro che però ha chiesto il supporto del Sindaco.
Fatta questa precisazione, rilevato che il collega Capurro parla della data del 20 gennaio, per parte sua, pur fidandosi dell’assessore Scoglio, si domanda se porterà mai alla loro attenzione un documento che attesti che la data ultima per l’approvazione di questa delibera è il 20 gennaio. La carta vale più delle parole.
Dalla lettura della documentazione si evidenzia che il termine è quarantacinque giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del decreto sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana e quindi la scadenza sarebbe stata il 26 dicembre, ma si può pure ipotizzare che sia un termine ordinatorio e non perentorio. Nella nota allegata peraltro veniva detto che l’atto deliberativo doveva essere votato entro il 15 dicembre ma comunque, non considerando neanche questo, si dà per buono il termine del 20 gennaio citato dall’assessore Scoglio. Personalmente ritiene però che i termini siano completamente scaduti.
Precisato che il bando è stato pubblicato il 16 febbraio 2010, si chiede perché questa città che si affaccia prevalentemente sul mare Jonio partecipi ad un distretto turistico denominato “Thyrrenium Tyndaris parco dei miti”. Forse questo pacchetto era stato presentato da alcune Amministrazioni della zona nebroidea e tirrenica della provincia, attivatesi per tempo, mentre Messina si è catapultata in questo distretto all’ultimo momento sfruttando qualche amicizia.
Questo è molto grave, la verità è che gli assessorati ed i dirigenti preposti non riescono a fare le cose nei termini e questa Amministrazione non ha alcun merito. Inoltre, se la delibera è di competenza dell’assessorato al turismo doveva essere il dirigente e non il capo di gabinetto a esprimere il parere, mentre se la si intende come partecipazione ad una ‘associazione temporanea di scopo’ il parere doveva essere apposto dal dottore Cama.
Ci si chieda perché il parere sia stato dato dall’ingegnere Ruggeri e per quale motivo manchi il parere contabile, oltre all’incertezza che vi è sui termini, ma forse è meglio celare la verità anziché avere consapevolezza di sbagliare. Alla luce di queste motivazioni, preannuncia il voto contrario del suo gruppo.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Trischitta. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE TRISCHITTA precisa che l’Assessore regionale Tranchida ha solo fatto un bando per costituire dei distretti turistici, i Comuni poi si sono organizzati ma nessuno impediva al Comune di Messina di partecipare ad un altro distretto.
La responsabilità del Sindaco è comunque quella di non avere inserito le opere giuste per la città. Secondo quanto è scritto nello statuto, il soggetto proponente è il consorzio intercomunale Tindari-Nebrodi, che ovviamente ha pensato soprattutto alle zone di sua pertinenza. Anche questa volta si è persa una grande occasione e per questo il FLI esprimerà un voto di astensione.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire per dichiarazione di voto il consigliere Gennaro. Ne ha facoltà.
GAETANO GENNARO precisa che in realtà è la prima volta che interviene sulla delibera…
PRESIDENTE interrompe il consigliere per fargli notare che sta dicendo una “fesseria”, perché è già intervenuto.
GAETANO GENNARO chiede al presidente di scusarsi subito pubblicamente, perché si ritiene fortemente offeso.
PRESIDENTE crede che non vi sia nulla di cui scusarsi e comunque anche il consigliere Gennaro l’ha offeso mettendo in dubbio la sua parola.
GAETANO GENNARO prende atto che il presidente non si è scusato e, a nome del gruppo, chiede dieci minuti di sospensione.
PRESIDENTE nega la sospensione precisando che, secondo il regolamento, il presidente può farlo se ritiene che vi sia solo l’intento di dilatare un dibattito già consumato.
(Vibrate proteste del consigliere Gennaro che reputa scandaloso questo comportamento)
Ha chiesto di intervenire il consigliere Carreri. Ne ha facoltà.
ANTONINO CARRERI chiede dieci minuti di sospensione.
PRESIDENTE così come ha fatto con il consigliere Gennaro, nega la sospensione ribadendo che secondo il regolamento può essere negata quando vi sia un intento dilatorio. Ridà la parola al consigliere Carreri.
ANTONINO CARRERI premesso che a suo giudizio il consigliere Gennaro doveva continuare l’intervento, rispetto alla delibera crede che non ci si debba preoccupare delle somme che possono arrivare, ma piuttosto dei soggetti ai quali affidarle.
Per coerenza, visto che ieri ha votato contro il prelievo della delibera, ora non può partecipare al voto. Questa delibera è voluta dal Sindaco e dalla maggioranza, quindi se ci sono i numeri si voterà ma, ancora una volta, in quest’Aula il dottore Buzzanca non c’è. Non parteciperà al voto anche perché non vi era l’urgenza di votare questo atto deliberativo e, nel contempo, invita la maggioranza a fare chiarezza al suo interno.
PRESIDENTE ha chiesto di parlare il consigliere Contestabile, che però può intervenire solo se la sua posizione è diversa da quella del suo capogruppo.
SIMONA CONTESTABILE osserva che il suo capogruppo non è intervenuto nel merito della delibera e comunque chiede dieci minuti di sospensione per potersi confrontare.
PRESIDENTE così come avvenuto con gli altri consiglieri, nega la sospensione e mette in votazione la delibera: presenti 22, favorevoli 15, astenuti 6, contrari 1, è approvata.
Assume la presidenza il vicepresidente vicario, Giuseppe Trischitta.
PRESIDENTE mette in discussione la proposta di deliberazione iscritta al punto 2 dell’ordine del giorno, avente per oggetto: “Piano di riorganizzazione dei servizi di mobilità urbana”.
Rileva che in ordine alla regolarità contabile viene espresso parere favorevole con riferimento agli obiettivi che si intendono raggiungere con il presente atto, per il risanamento finanziario dell'azienda trasporti, con le seguenti osservazioni: “Si condividono le motivazioni espresse nel parere del dirigente tecnico, confermando i pareri resi da quest'area economico-finanziaria sulle proposte di deliberazione relative a tutti bilanci consuntivi dell'ATM”.
Ha citato prima il dottore Di Leo e il dottore Coglitore, in presenza del parere del dirigente dottore Cama, che esprime parere favorevole, fermo restando i pareri espressi in calce alle proposte di deliberazione del Consiglio comunale concernenti i bilanci consuntivi degli esercizi precedenti, le osservazioni e le relazioni prodotte in ordine agli andamenti gestionali e sui bilanci anche dell'esercizio 2009.
Ricorda che la delibera era stata mandata in nona commissione il 26 ottobre 2011.
In data 20 dicembre 2011 è stato disposto il prelievo prima ancora che i componenti della commissione potessero esprimersi.
Fa presente che non si può dare il tempo di 10 minuti per l'ulteriore presentazione di emendamenti, perché questo tempo è già stato concesso: sono stati quindi presentati 15 emendamenti che riportano tutti il parere e possono quindi essere messi in discussione secondo l'ordine previsto dal regolamento comunale.
Prima di iniziare la trattazione della delibera, considerato che oggi ha avuto luogo una conferenza dei capigruppo, chiede che gli stessi capigruppo si avvicinino al tavolo della presidenza per riferire in merito.
(Il consigliere Calabrò rileva come il tema della conferenza dei capigruppo non avesse nulla a che vedere con la specifica tematica in discussione)
Ritiene di dover sentire i capigruppo anche sull'andamento dei lavori.
(Proteste reiterate del consigliere Calabrò)
Ricorda che non è stata presa alcuna decisione e che il sottoscritto vuole in particolare capire il livello di serenità dell'Aula soprattutto in presenza di pubblico.
Si prosegue con i lavori.
(Brusio indistinto)
Vi è una richiesta di intervento per mozione d'ordine avanzata dal capogruppo del popolo della libertà.
(Il consigliere Calabrò chiede ai sensi di quale articolo del regolamento si voglia concedere la parola per mozione d'ordine)
Fa presente che è stata annunciata una pregiudiziale.
(Proteste del pubblico in tribuna)
Sottolinea come così continuando si dà un'immagine squallida dei lavori che si svolgono in quest'Aula. Si umilia il Consiglio comunale! Non può permettere che tutto ciò accada! Se non dovessero cessare le proteste, sospenderà i lavori per un'ora!
Rileva come da sempre per mozione d'ordine si intenda la “questione pregiudiziale o sospensiva” prevista dall'articolo 27 del regolamento: si parla di rinvio di trattazione dell'argomento ad altra adunanza, precisandone i motivi.
Una tale fattispecie trova spazio quando si chiede che un argomento non venga discusso, precisando i motivi a base della richiesta.
Ritiene che la mozione d'ordine preannunciata rientri proprio nella fattispecie “questione sospensiva”: se così formulata, ai sensi dell'articolo 27, il presidente deve eventualmente mettere in votazione questa proposta, cosa cge farà dopo aver ascoltato il consigliere Capurro.
Dà la parola al consigliere Capurro.
GIUSEPPE CAPURRO ricorda che per due volte hanno “chiamato” la delibera riguardante l'azienda trasporti: così risulta dal resoconto sommario.
In quelle occasioni il gruppo del partito democratico chiese il rinvio: puntualmente il popolo della libertà accettò a fronte della richiesta di approfondire la materia.
Si è sempre adottato un simile comportamento!
Una volta incardinata la delibera, ritengono però che quella odierna non sia la serata adatta per continuare i lavori, considerato che in ogni caso vogliono che la questione si definisca nell'interesse dei lavoratori, a fronte di 15 emendamenti presentati e non conoscendo il testo di tutti gli emendamenti sul cui contenuto vogliono aver modo di riflettere.
Occorre convocare una riunione di maggioranza per una discussione approfondita sugli emendamenti presentati. Chiedono quindi di aggiornare i lavori, a conferma oltretutto di una volontà già espressa a maggioranza dai capigruppo. Chiede di mettere in votazione tale proposta, fermo restando che come sempre deciderà l'Aula sovrana.
PRESIDENTE puntualizza che in considerazione di una serie di circostanze riconducibili agli emendamenti presentati, aveva inizialmente ritenuto infondati i motivi addotti dal consigliere Capurro; considerati però gli emendamenti successivi al sesto, che hanno visto esprimere parere il 12 gennaio, la richiesta di rinvio può trovare accoglimento.
Per prassi possono pronunziarsi un consigliere a favore ed uno contro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MELAZZO sottolinea l'esigenza di richiedere, qualunque sia l'esito della votazione, la presenza del ragioniere generale, già peraltro richiesta nel corso di una precedente seduta.
Il ragioniere generale deve chiarire come fa ad esprimere parere favorevole rispetto agli “obiettivi” e non rispetto all'atto!
Chiede che la presidenza si faccia parte attiva per garantire la presenza del ragioniere generale.
PRESIDENTE rileva come il consigliere Melazzo non abbia quindi espresso un parere, non dichiarandosi né favorevole né contrario. La richiesta avanzata potrà essere valutata in un momento successivo. Nuovamente la parola al consigliere Melazzo.
GIUSEPPE MELAZZO fa presente che il gruppo dell'UDC è favorevole, anche perché obiettivamente va rilevato come sia stato proprio questo gruppo a presentare gli ultimi emendamenti: non potrebbero quindi obiettare rispetto alla richiesta di maggior approfondimento di questi stessi emendamenti.
PRESIDENTE osserva che il motivo è fondato. Ha chiesto di intervenire il consigliere Calabrò. Ne ha facoltà.
FELICE CALABRO' reputa paradossale che in quest'Aula una maggioranza sgangherata si riunisca ogni qualvolta intervengono interessi “personali": sono infatti le ore 22.30 e si impone la necessità di andare a casa!
Ricorda che l'articolo 27 del regolamento, che tratta di questione pregiudiziale e sospensiva, e non di mozione d'ordine, fa riferimento a motivazioni che dovrebbero essere addotte a supporto della specifica richiesta.
Si rivela allora del tutto paradossale che il consigliere Capurro, proponente del primo emendamento, predisposto, si dice, dall'unica sigla sindacale che appoggerebbe questa delibera, presentato non più tardi di due settimane fa e che nulla dice e nulla aggiunge a una “delibera del nulla”, adduca la motivazione della necessità del gruppo di approfondire gli emendamenti presentati dal consigliere Melazzo la settimana scorsa, emendamenti che sicuramente (sic!) verranno studiati, capiti e spiegati all'Aula!
Precisa che le proposte di deliberazione hanno un inizio ed una fine, un iter che andrebbe seguito: si potrebbero allora cominciare a trattare gli emendamenti, ad esempio quelli tutti uguali.
Si potrebbe iniziare a trattare il primo emendamento presentato dal consigliere Capurro e quindi, come tale, benissimo conosciuto dal collega!
Qual è a questo punto la vera motivazione a base della richiesta di sospensione?
La vera motivazione è che siccome il tempo stringe e i colleghi non riescono più a star seduti, trovando, nell'occasione specifica, validi alleati di comodo, alleati a giorni alterni ...
(Proteste accorate)
PRESIDENTE rilevato come sia pertinente l'intervento del consigliere Calabrò, invita i colleghi a non interrompere.
FELICE CALABRO' ribadisce che proprio grazie ad una alleanza discontinua con l'alleato di comodo, si riesce sovente ad andare avanti e votare anche rispetto a richieste non supportate da veri motivi!
(Proteste reiterate di consiglieri del popolo della libertà)
PRESIDENTE fa presente che ciascun consigliere ha la possibilità di intervenire senza interrompere gli interventi altrui.
FELICE CALABRO' insiste nel dire che così come poc'anzi il presidente Previti, interpretando a suo modo il regolamento, non ha concesso la sospensione ai colleghi Gennaro, Carreri e Contestabile, perché non potevano ritardare i lavori d'Aula, per questo stesso motivo non si conceda la sospensione e si comincino a trattare gli emendamenti trattabili, considerato anche il fatto che il pubblico in tribuna attende da diversi giorni che si discuta questa fantomatica delibera!
Ad un certo punto si fermeranno e se è il caso torneranno anche domani: l'intendimento di chi ha chiesto la sospensione è dilazionare la trattazione di questa delibera, perché i consiglieri non sono più tutti presenti, e di quelli presenti alcuni sonnecchiano!
(Vibranti proteste di alcuni consiglieri del popolo della libertà. Brusio indistinto e consiglieri che continuano a protestare in ordine sparso)
Chiede che si continui a lavorare e in particolare a trattare la delibera in oggetto.
PRESIDENTE rileva come nel caso specifico il sottoscritto abbia fatto molta attenzione ai motivi esposti dal collega Capurro, approfondendo anche con il servizio di segreteria le motivazioni addotte.
Hanno da ciò tratto la convinzione di poter aderire alla richiesta di mettere in votazione la proposta di sospensiva: il primo emendamento è stato presentato dai consiglieri Carreri e Tamà; gli altri emendamenti sono stati presentati il 10 gennaio ed il parere è stato reso ieri e depositato oggi in Consiglio.
Ritiene che l'Aula, nell'esprimersi, potrebbe far proprie le richieste fatte oggi dal Sindaco, che ha chiesto espressamente all'ufficio di presidenza e al ragioniere generale di trattare oggi stesso e mettere in discussione la proposta di deliberazione.
In presenza di motivi fondati, rimette alla discrezionalità dei consiglieri comunali la decisione di proseguire o meno i lavori; per questa ragione non ha accolto le istanze dei capigruppo, stante la delicatezza della delibera, per cui ha ritenuto di non doversi assumere la responsabilità di decisioni che alla fine potessero nuocere all'intendimento di alcuni consiglieri.
Si è parlato di questioni pregiudiziali e sospensive: nel momento in cui hanno qualificato come tale la richiesta, va richiamato il regolamento, che prevede che nel caso specifico possa intervenire ciascun componente di gruppo per 5 minuti.
Dà la possibilità al consigliere Carreri di intervenire per un tempo limitato.
ANTONINO CARRERI intende esplicitare una curiosità: il presidente è stato attento a citare la questione pregiudiziale, che interpretata ha un significato, letta ha un altro significato.
Il presidente ha parlato di prassi, ma generalmente la prassi uccide le regole ed è proprio la mancanza di regole che fa fare figure di tal genere al Consiglio!
Vuole allora richiamare l'attenzione del presidente sulle azioni e sulle parole dallo stesso pronunciate, in merito ai cinque minuti di tempo concessi a ciascun capogruppo in presenza di questioni pregiudiziali e sospensive.
PRESIDENTE fa presente che si parla di possibilità di intervento di cui può fruire un consigliere per ciascun gruppo: se un consigliere ha avanzato una esplicita richiesta, il sottoscritto ha dato la parola nel rispetto del regolamento.
Logicamente e implicitamente, a questo punto, non potrebbero più intervenire né componenti del popolo della libertà né del partito democratico o dell'UDC.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Gennaro. Ne ha facoltà.
GAETANO GENNARO ringrazia anche per l'attenzione rivolta alle regole che l'Aula si è data votando il regolamento.
Da ciò dovrebbe discendere la consapevolezza che nel momento in cui le regole vengono seguite pedissequamente e con rispetto, proprio quelle regole garantiscono tutti, maggioranza e opposizione.
Riassume la presidenza il presidente Giuseppe Previti.
Ciò detto, considerato che è corretto non trincerarsi dietro i tatticismi e potendo comprendere che i colleghi, tutti i colleghi, sono stanchi, osserva che avrebbe denotato una maggiore onestà intellettuale rispetto a quella peraltro sempre mostrata, un'affermazione del collega Capurro motivata dalla semplice evidenza che in Aula non si registravano più le condizioni per procedere nei lavori e quindi nella trattazione della specifica proposta di delibera.
Il sottoscritto, che ha il solo interesse di essere un consigliere comunale e di svolgere al meglio la sua funzione, si è premurato di farsi fare copia dell'atto deliberativo e di avere tutti gli emendamenti presentati fino a questo momento.
Dunque, il fatto che questi siano stati restituiti stamattina con il parere del dirigente non gli ha certo impedito di fornirsi di tutta la documentazione necessaria a farsi un suo convincimento.
Pertanto, se si deve essere intellettualmente onesti, non si deve dire che c’è la necessità di un approfondimento politico, bensì si dica che stasera ci si è stancati di discutere, di azzuffarsi, di parlare di finta politica.
Ma visto che il Sindaco, mediante una nota ufficiale che si è premurato di inviare alla stampa, ha chiesto di votare stasera il provvedimento, per parte sua, non si assume la responsabilità davanti alla città di non trattarlo, semmai si prende la responsabilità di essere contrario all’atto.
Ecco perché è per continuare ad oltranza i lavori di stasera o, in alternativa, iniziare a trattare gli emendamenti che possono essere affrontati e solo dopo eventualmente decidere di sospendere. Altrimenti, non avranno fatto un buon servizio alla città.
PRESIDENTE dichiara aperta la votazione sulla proposta del consigliere Capurro: presenti 25, astenuti 2, contrari 6, favorevoli 17; viene accolta. Sospende la seduta ed invita i capigruppo al tavolo della presidenza.
La seduta riprende
PRESIDENTE comunica che, sentita la conferenza dei capigruppo, il Consiglio è aggiornato a martedì prossimo alle ore 18,30.
Chiude i lavori il presidente Giuseppe Previti.
La seduta termina alle ore 22,30.
275.
SEDUTA DI GIOVEDI’ 12 GENNAIO 2012
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIUSEPPE PREVITI
Il Consiglio comunale è convocato alle ore 18,30.
La seduta ha inizio alle ore 19,05.
(Partecipa con le funzioni di segretario generale il vicesegretario generale vicario, dottore Mauro; è presente l’assessore Muscolino)
PRESIDENTE, presenti 24 consiglieri, dichiara valida la seduta e nomina scrutatori i consiglieri Capurro, Tamà e Capillo.
(Viene approvato il processo verbale della seduta precedente)
Pregiudiziali
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere David. Ne ha facoltà.
PAOLO DAVID interviene per segnalare ancora una volta la questione della sosta nel tratto di strada adiacente Palazzo Zanca, laddove né i consiglieri comunali, né gli impiegati, tanto meno tutte le persone vicine alle “stanze dei bottoni”, hanno diritto a parcheggiare. Non è un buon esempio nei confronti della cittadinanza, tuttavia, le autovetture continuano ad essere parcheggiate ed il corpo di guardia non ha competenza a frenare il fenomeno.
Preannuncia che chiederà la parola ad ogni seduta finché la questione non verrà risolta una volta per tutte dall’assessore Capone, del quale eventualmente chiederà le dimissioni.
PRESIDENTE concorda con il consigliere David, dovendo constatare che effettivamente a tutt’oggi l’assessore non ha ancora trovato una soluzione.
Dopo aver comunicato che la delibera iscritta al punto 2, avente per oggetto l’ATM, non può ancora essere trattata poiché non sono stati restituiti gli emendamenti con i pareri, dà la parola al consigliere Cilento che ha chiesto di intervenire.
BRUNO CILENTO ringrazia i colleghi di gruppo per la fiducia accordatagli nominandolo capogruppo del gruppo unico dell’UDC e contestualmente dà il benvenuto all’amico, consigliere Barbaro, insediatosi la settimana scorsa.
Auguri anche al neo assessore Muscolino per il nuovo incarico assunto, ringraziandolo per il lavoro prezioso svolto sino a questo momento che lo ha portato ad una meritatissima promozione. Indubbiamente, la Giunta Buzzanca ha grande bisogno dei contributi di persone valide.
Infine, un’opinione personale in riferimento al comunicato stampa di oggi del primo cittadino sulla questione del doppio incarico, il quale, da carnefice, sembra sia diventato vittima; ebbene, il rispetto delle regole non può essere superato da nessuna forma di furbizia!
Soprattutto il primo cittadino di una città dovrebbe dare il buon esempio, in qualità di guida nei confronti di tutta la comunità che amministra, pertanto, personalmente, ritiene alquanto inopportuna la risposta data al senatore D’Alia. Forse è giunto il momento che il suo partito abbia un serio chiarimento nell’ambito dei rapporti con il Sindaco e valutare eventualmente un’uscita dalla Giunta.
Sull’ordine dei lavori
PRESIDENTE, dopo aver comunicato che anche la delibera iscritta al punto 3, presentata da alcuni consiglieri, non può essere trattata, poiché deve essere apposto il parere su alcuni emendamenti, dà la parola al consigliere Calabrò, che ha chiesto di intervenire.
FELICE CALABRO’, salutato il neo assessore Muscolino, fa presente che da circa tre sessioni il Consiglio dovrebbe discutere della famosa delibera sull’ATM, sostanzialmente il provvedimento con cui si approva la liquidazione dell’azienda. Neanche oggi si è in grado di trattarla poiché mancano i pareri sugli emendamenti dopo tre giorni; ed allora, o il dirigente è malato…
(Il presidente fa notare che gli emendamenti sono stati presentati avantieri sera ed il dirigente li ha avuti ieri mattina)
Deduce che il collega Melazzo ha presentato emendamenti tali che al dirigente occorrono più mattinate di ragionamento per apporre un parere! Comunque, invita il presidente a sollecitare il dirigente.
A questo punto, visto che il Consiglio non riesce a deliberare, propone un’inversione dell’ordine del giorno per trattare subito la delibera iscritta al punto 17 dell’ordine del giorno, presentata dal consigliere Melazzo, che ha lo scopo di tutelare il Consiglio comunale contro gli attacchi mossi da chi cerca di difendere se stesso e rimanda le responsabilità verso questo consesso. Attraverso il provvedimento in oggetto, si mettono dei paletti, chiedendo relazioni dettagliate sullo stato finanziario dell’Ente al collegio dei revisori ed al ragioniere generale, per evitare che un domani qualcuno possa dire di non sapere.
A suo modo di vedere, la sua richiesta dovrebbe essere accolta sic et simpliciter senza necessità di votare.
(Il capogruppo Capurro chiede dieci minuti di sospensione per un confronto in seno al gruppo)
PRESIDENTE accorda dieci minuti di sospensione della seduta.
La seduta, sospesa alle ore 19,25, riprende alle ore 19,38.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire, contro la proposta Calabrò, il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE CAPURRO dichiara la posizione contraria del gruppo, ma invita il collega Calabrò ad accantonare stasera la sua proposta perché l’Amministrazione sta lavorando sulla questione e nei prossimi giorni presenterà un atto dettagliato e completo sul risanamento finanziario dell’Ente.
PRESIDENTE ridà la parola al consigliere Calabrò.
FELICE CALABRO’ afferma che cortesia istituzionale gli impone di accogliere la richiesta del collega Capurro, auspicando tuttavia che non si faccia trascorrere troppo tempo perché la questione è davvero importante.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MELAZZO ritiene di fare sua la proposta del consigliere Calabrò, a tutela esclusiva del Consiglio comunale. A suo avviso, il fatto che la Giunta stia predisponendo atti è irrilevante rispetto ai dettami della Corte dei conti che ha dato 90 giorni di tempo per attivarsi.
La trattazione della delibera è indifferibile, anche alla luce delle dichiarazioni fatte dal ragioniere generale in risposta alla nota inviatagli dai proponenti della stessa. Chiede quindi che venga messa in votazione la proposta di inversione dell’ordine del giorno.
PRESIDENTE accoglie la richiesta e dichiara aperta la votazione: presenti 36, favorevoli 20, astenuti 15, contrari 1, è accolta.
Proposta di deliberazione
PRESIDENTE si passa quindi alla discussione della proposta di deliberazione iscritta al punto 17 dell’ordine del giorno, avente per oggetto: “Richiesta di relazione dettagliata sullo stato finanziario dell’Ente al collegio dei revisori dei conti e al ragioniere generale del Comune di Messina”. Riporta il parere favorevole della commissione; era stato presentato un emendamento dal consigliere Melazzo, che però ora viene ritirato dal proponente.
Sostituiti come scrutatori i consiglieri Capurro e Tamà con i colleghi Pergolizzi e Cantello, mette in votazione la delibera. Su richiesta di diversi consiglieri e con l’approvazione degli scrutatori, si procede per appello nominale: i presenti sono 21, manca il numero legale e quindi, ai sensi del regolamento, la seduta viene rinviata di un’ora.
La seduta è sospesa alle ore 19,55.
Alle ore 20,55 viene chiamato l’appello, sono presenti solo 12 consiglieri, il numero non è valido per proseguire i lavori, che vengono quindi rinviati alle ore 18,30 dell’indomani.
La seduta termina alle ore 21,00.
274.
SEDUTA DI MARTEDI’ 10 GENNAIO 2012
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIUSEPPE PREVITI
Il Consiglio comunale è convocato per le ore 11,00.
La seduta ha inizio alle ore 11,30.
(Partecipa con le funzioni di segretario generale il dottore Santi Alligo. Per l’Amministrazione è presente l’assessore Muscolino)
PRESIDENTE presenti 25 consiglieri, dichiara aperta la seduta e nomina scrutatori i colleghi Barbalace, Nicolosi e Tamà.
(Il Consiglio approva il verbale della seduta precedente)
Giuramento e verifica dei poteri
PRESIDENTE comunica che si deve procedere alla surroga del consigliere Giorgio Muscolino, dimessosi da consigliere comunale per ricoprire la carica di assessore, con il dottore Luigi Barbaro, primo dei non eletti nella lista “Unione di centro”. Si passa alla votazione per alzata di mano ed il Consiglio approva all’unanimità. Invita quindi il dottore Luigi Barbaro a prendere posto in Aula ed a prestare giuramento.
(Il dottore Barbaro legge la formula del giuramento)
Passando alla verifica delle condizioni di eleggibilità e candidabilità alla carica di consigliere comunale, dà la parola al segretario generale.
SEGRETARIO GENERALE dà lettura dell’articolo 9 della legge regionale n. 31 riguardante le cause di ineleggibilità; per quanto riguarda invece le cause di incandidabilità, l’articolo 58 si dà per letto perché i consiglieri dichiarano di esserne già a conoscenza.
PRESIDENTE invita i consiglieri presenti ad intervenire se a conoscenza di qualche causa di ineleggibilità o incandidabilità, poiché nessuno interviene si passa alla votazione: il Consiglio approva all’unanimità la convalida dell’elezione del consigliere Luigi Barbaro.
Passando poi all’esame delle eventuali ipotesi di incompatibilità, dà nuovamente la parola al segretario generale.
SEGRETARIO GENERALE dà lettura della norma riguardante le cause di incompatibilità a ricoprire la carica di consigliere comunale.
PRESIDENTE invita i consiglieri presenti ad intervenire se a conoscenza di qualche causa di incompatibilità, poiché nessuno interviene dichiara aperta la votazione: il Consiglio riconosce l’assenza di cause di incompatibilità a carico del consigliere Luigi Barbaro.
Precisato che il consigliere Barbaro subentrerà nelle commissioni di cui faceva parte il collega Muscolino, chiede l’immediata esecutività della delibera ed il Consiglio approva all’unanimità.
Dà la parola all’assessore Muscolino.
ASS. MUSCOLINO confessa di essere molto emozionato per la nuova carica assegnatagli e spera di poter essere uno strumento utile a questo Consiglio comunale, con il quale ha condiviso tante battaglie. Assicura che sarà presente alle sedute, si augura non da solo, e darà sempre la precedenza ai consiglieri comunali perché consapevole dell’importante lavoro che quotidianamente svolgono.
Fa presente di aver già ieri preso possesso degli uffici per un lavoro che ha già mostrato le prime difficoltà, prima fra tutte quella relativa al censimento.
Con gli insegnamenti ricevuti in quest'Aula, con l'aiuto che il Consiglio di certo vorrà concedergli, spera di poter svolgere al meglio e umilmente il suo lavoro. Ringrazia i colleghi.
(Applausi)
PRESIDENTE ricordato che l'assessore Muscolino dovrà svolgere compiti difficili ed essenziali per la città, comunica che è pervenuta una nota con la quale si rende noto che dal 9 gennaio 2012 si unificheranno i due gruppi dell'UDC presenti in Consiglio. Capogruppo sarà il consigliere Bruno Cilento.
Comunica altresì che i lavoratori licenziati della Servirail hanno consegnato ieri alla presidenza una nota.
(Interruzione del consigliere Greco che chiede, in base a quanto già prestabilito, che la nota venga letta in un momento successivo)
Dà la parola al consigliere Greco, che ha chiesto di intervenire.
MARCELLO GRECO ritiene doveroso rivolgere i migliori auguri al nuovo assessore che in Consiglio ha dimostrato tanta umiltà e tanto savoir faire.
Coglie l'occasione per rivolgere al nuovo assessore un applauso e l'augurio di una carriera lunga e produttiva, anche per il modo in cui si è presentato oggi in Aula in qualità di assessore.
Stesso discorso vale per il nuovo consigliere Barbaro, al quale augura un buon lavoro.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Barbaro. Ne ha facoltà.
LUIGI BARBARO ringraziato il Consiglio per gli auguri, si dichiara onorato di essere presente in quest'Aula.
Nel confessare la propria emozione, fa presente che si tratta della sua prima esperienza in Consiglio. Spera di poter contribuire con il suo modesto apporto a che i lavori possano proseguire in maniera proficua, nell'interesse della città e dei cittadini che giornalmente sono chiamati a rappresentare.
Ringrazia e rivolge auguri di buon lavoro all'intero Consiglio.
(Applausi)
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MELAZZO nel salutare l'assessore Muscolino e il dottore Barbaro, rivolge un affettuoso ringraziamento anche all'assessore Santalco di cui va apprezzato il senso istituzionale e il comportamento, visto che ha ritenuto di dover fare un passo indietro rispetto alla carica ricoperta.
Ritiene che per il lavoro svolto e la serietà dimostrata, l'Aula debba pertanto tributare un ringraziamento all'assessore e amico Carmelo Santalco
(Applausi)
(Diversi consiglieri chiedono di intervenire)
PRESIDENTE invita alla tranquillità i colleghi consiglieri, ritenendo peraltro inopportuna e dilatoria la richiesta di intervenire sullo specifico tema.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Gennaro. Ne ha facoltà.
(Brusio indistinto e voci che si sovrappongono)
GAETANO GENNARO rileva come nella fretta di dare corso agli adempimenti di rito, nel caso specifico però carenti della possibilità solitamente concessa a tutti i consiglieri di tributare i migliori auguri al nuovo consigliere, non si è rivolta la giusta attenzione ad una serie di passaggi politici che, consumati rapidamente, non possono però passare inosservati: la politica ha infatti delle regole che vanno comunque rispettate!
Apprende che vi sarà da oggi un gruppo unico dell'UDC, al quale ipotizza il nuovo consigliere abbia aderito: il presidente avrebbe dovuto ricordare questo passaggio.
Ricorda che vi è stato anche un avvicendamento in Giunta ed oggi si ritrovano l'assessore Muscolino che andrà a prendere le deleghe che erano state dell'assessore dimissionario Santalco.
Augura al nuovo assessore un buon lavoro, auspicando che possa qualificare il proprio impegno in primo luogo nei termini di una guida per la città.
Auspica poi una interlocuzione costante e sistematica dell'Amministrazione con il Consiglio comunale, interlocuzione sinora mancata e che dovrebbe invece essere prassi e tale da rispondere ad una precisa esigenza dell'Aula.
Accoglie pertanto di buon grado l'apertura del nuovo assessore, apertura chiaramente da sottoporre a verifica, convinto com'è che non verrà deluso nelle sue aspettative.
Si augura che sull'operato degli assessori vi siano finalmente dei momenti di verifica: la presenza dell'Amministrazione, che si tratti di presentazione delle relazioni annuali del Sindaco o di partecipazione degli assessori ai lavori del Consiglio, soprattutto in particolari momenti, è importante per una valutazione politica e non semplicemente personale sull'operato dell'Amministrazione e dei suoi componenti.
Si augura che la parte finale della legislatura sia caratterizzata da un nuovo comportamento della Giunta. Vorrebbe allora che la presenza del nuovo assessore sia di stimolo perché l'Amministrazione sistematicamente possa spiegare le attività effettivamente svolte, in modo che il Consiglio possa dare, in base a dati di fatto, un giudizio politico sull'operato degli assessori.
Ribadisce l'augurio di buon lavoro sia al nuovo consigliere Barbaro sia al nuovo assessore, nella speranza che il suo ingresso in Giunta possa rappresentare un elemento di maggiore attenzione da qui alla fine della legislatura, rispetto alle esigenze del Consiglio comunale che non è alternativo o in contrasto con la Giunta, con la quale dovrebbe invece poter lavorare in simbiosi, ciascuno per la propria parte.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere David, a nome del partito democratico. Ne ha facoltà.
PAOLO DAVID dà il benvenuto al consigliere Barbaro e rivolge i più sentiti auguri al nuovo assessore Muscolino.
E' compiaciuto per una scelta che ha un carattere insindacabile.
Da tre anni segue infatti il collega Muscolino, che ha sempre tenuto un comportamento lineare e composto.
È certo che il collega sarà di esempio nei confronti di tutti per il comportamento che lo caratterizzerà anche in qualità di assessore.
Rivolge nuovamente, anche a nome del partito democratico, sentiti auguri all'assessore Muscolino e al consigliere Barbaro
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE CAPURRO nell'associarsi all'intervento del consigliere Melazzo ed ai ringraziamenti rivolti all'assessore Santalco che ha operato bene e seriamente, rinnova gli auguri nei confronti del nuovo assessore Muscolino.
Ringrazia anche il signor Sindaco che ha preso in seria considerazione le richieste del Consiglio comunale; ringrazia anche l'assessore Puglisi che con onore ha sinora adempiuto alla funzione di raccordarsi con il Consiglio comunale.
Ringrazia oggi il Sindaco per la delega trasferita all'assessore Scoglio, al quale rivolge i migliori auguri per il proficuo lavoro che potrà svolgere unitamente al Consiglio comunale.
Ciò infatti determinerà una maggiore continuità di rapporti con l'Amministrazione, nel tentativo di portare a buon fine alcuni importanti appuntamenti che attendono l'Aula.
Ribadisce il ringraziamento nei confronti dell'Amministrazione che ha valutato attentamente le richieste di alcuni capi gruppo e dell'intero Consiglio comunale.
Sarà possibile che in questo modo si ristabiliscano dei rapporti sistematici tra Consiglio e Amministrazione.
Questo è l'augurio che il popolo della libertà rivolge agli assessori e ai colleghi adoperatisi perché si raggiungesse questo risultato.
PRESIDENTE augura all'assessore Scoglio un buon lavoro per la nuova delega che lo porterà tra loro presente.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Tamà. Ne ha facoltà.
SEBASTIANO TAMA' interviene a nome del suo gruppo per dare intanto il benvenuto ad un nuovo collega, collega a tutti i livelli, che accompagnerà questo loro mandato dando sicuramente il giusto contributo con l'onestà intellettuale e la capacità di equilibrio che lo caratterizzano.
(Assume la funzione di segretario generale il dottore Giuseppe Mauro, vice segretario generale vicario)
L'esperienza del collega maturerà momento dopo momento.
Uguale augurio rivolge chiaramente all'assessore Muscolino, che in realtà non interrompe ma continua soltanto, con altra veste, il mandato già assolto in quest'Aula.
Si associa al collega Capurro nel rilevare l'utilità della presenza dell'assessore Scoglio, la giusta interfaccia che mancava.
Augura un buon lavoro ad entrambi gli assessori.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Caliò. Ne ha facoltà.
GAETANO CALIO' rileva come abbiano avuto luogo i giusti ringraziamenti di rito nei riguardi di chi per la prima volta è entrato istituzionalmente in quest'Aula, che dovrebbe in realtà caratterizzarsi quale '“Aula di pensiero” che, come tutti gli organismi rappresentativi, dovrebbe vedere seduta l'intellighenzia della città, una città che indegnamente ciascuno di loro tenta di rappresentare.
Un augurio sentito anche all’amico Giorgio Muscolino, che gli è stato vicino in momenti importanti della sua vita, la cui nomina accoglie con favore perché potrebbe significare l’inizio di un momento di ragionevolezza da parte del Sindaco, offrendo finalmente una “primavera” alla città di Messina dopo tutti i momenti grigi vissuti.
Dopo un grazie doveroso anche all’ex assessore Santalco, mutuando la domanda posta nel ’92 alla Camera dei Deputati dall’onorevole Bettino Craxi, lascia a tutti uno spunto di riflessione, chiedendosi se la situazione in cui l’ex assessore si è venuto a trovare investa solo lui.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Carreri. Ne ha facoltà.
ANTONINO CARRERI porge anch’egli i più fervidi auguri al neo assessore Muscolino, auspicando però che questi non porti avanti il lavoro intrapreso dall’ex assessore Santalco, se quel lavoro ha portato a quelle conseguenze. Ma allo stesso Santalco augura di poter al più presto dipanare una matassa alquanto complicata.
Auguri pure al neo consigliere Barbaro ed all’assessore Scoglio per aver avuto assegnata la delega ai rapporti con il Consiglio comunale, auspicando che la sua presenza in quest’Aula possa essere foriera di un nuovo e proficuo momento di sintesi tra Amministrazione e Consiglio.
Comunicazioni
PRESIDENTE dà lettura di un comunicato inviato a questa presidenza dai lavoratori ex Servirail di Messina, i quali chiedono un aiuto economico al Consiglio comunale per poter noleggiare due pullman e recarsi a Palermo per partecipare ad un incontro che avrà luogo giorno 20; chiedono pure ai consiglieri di mobilitarsi per dare più forza alla loro azione per il bene della città.
Ritiene che si possa aprire una libera sottoscrizione per dare una mano a questi concittadini.
Ordine del giorno
PRESIDENTE dà lettura di un ordine del giorno indirizzato al Consiglio comunale ed al Consiglio provinciale e firmato da diversi consiglieri comunali, che impegna il Sindaco ed il presidente della Provincia a porre in essere tutte le iniziative necessarie per scrivere la parola fine al commissariamento del CAS.
Nella prossima conferenza dei capigruppo si deciderà quando trattare il documento in Aula.
Proposte di deliberazione
PRESIDENTE mette in discussione la delibera iscritta al punto 1 dell’ordine del giorno, avente per oggetto: “Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio ai sensi lettera A comma 1 articolo 194 testo unico delle leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali decreto legislativo 267/00, quale pagamento per risarcimento danni comprensivo interessi legali, sentenza n. 294/07, notificata in data 11/3/11, per immobile sito in Messina viale Boccetta n. 51 e adibito a sede dipartimento patrimonio”. Riporta il parere contrario della prima commissione ed il parere favorevole del dirigente.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MELAZZO dichiara il suo voto contrario sulla proposta in oggetto, atteso che c’è un ingiustificato accrescimento degli oneri accessori che il Comune si è visto costretto a pagare, considerato che la sentenza è del febbraio 2007. Ciò non sarebbe accaduto, se il riconoscimento fosse stato portato per tempo all’attenzione dell’Aula.
PRESIDENTE, non essendovi altre richieste di intervento, mette in votazione la delibera, dopo aver sostituito, come scrutatore, il consigliere Barbalace con il consigliere Sauta: presenti 25, favorevoli 14, contrari 5, astenuti 6; viene accolta a maggioranza.
Sulla delibera iscritta al punto 2, “piano di riorganizzazione dei servizi di mobilità urbana”, che presenta già degli emendamenti, concede i dieci minuti di rito per presentarne altri, in modo da inviarli tutti insieme al dirigente per i pareri. Il provvedimento quindi si intende chiamato ma non potrà essere trattato nella seduta odierna.
Sull’ordine dei lavori
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Capurro. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE CAPURRO chiede il prelievo della delibera iscritta al punto 18 dell’ordine del giorno, avente per oggetto l’atto costitutivo e lo statuto di un distretto turistico, per evitare di perdere i finanziamenti della Regione Siciliana.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire l’assessore Scoglio. Ne ha facoltà.
ASS. SCOGLIO afferma che il Comune di Messina, insieme ad altri Comuni della fascia tirrenica, ha partecipato alla realizzazione di un distretto turistico, che è stato riconosciuto dalla Regione.
Vi è un termine per costituire una fondazione fra tutti i Comuni, l’habitus giuridico richiesto dal bando, che di recente è stato prorogato di altri 15 giorni. Per poter sottoscrivere l’atto costitutivo e lo statuto, è necessario avere l’autorizzazione del Consiglio comunale, perciò, se non vi sono particolari motivi ostativi, chiede il prelievo della delibera in oggetto, sennò non si arriverebbe per tempo.
PRESIDENTE ha chiesto di intervenire il consigliere Melazzo. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE MELAZZO fa presente che aveva chiesto di intervenire prima sulla delibera ATM per dire che, nel momento in cui il presidente concede i dieci minuti per la presentazione di emendamenti e poi sospende la trattazione della delibera, automaticamente sospende pure il termine dato. Chiede comunque quanti emendamenti siano già stati presentati.
PRESIDENTE risponde che questa mattina sono stati presentati nove emendamenti, che si aggiungono ai sei presentati in precedenza.
GIUSEPPE MELAZZO, con riferimento poi alla proposta del collega Capurro, si apprende che la Regione ha posticipato il termine di scadenza e ricorda comunque che in commissione ci si era resi conto che la delibera era stata proposta addirittura oltre i 45 giorni previsti. Atteso che nella prossima seduta di commissione sono stati invitati l’assessore al ramo ed il dirigente, a questo punto ritiene opportuno completare l’istruttoria perché si ha tutto il tempo per trattare poi la delibera in Consiglio.
(Assume le funzioni di segretario generale il vicesegretario generale vicario, dottor Giuseppe Mauro)
Osserva che la delibera deve essere approfondita per capire se sia davvero una cosa utile oppure se si tratti dell’ennesimo carrozzone e dovrà essere il dirigente a dirlo, ancor prima dell’Amministrazione. Preannuncia pertanto il suo voto contrario al prelievo dell’atto deliberativo.
PRESIDENTE dà la parola al segretario generale perché dia un chiarimento in merito alla decorrenza del termine di dieci minuti.
SEGRETARIO GENERALE puntualizza che, secondo una regola che l’Aula si è data, tutte le volte che una delibera viene chiamata dal presidente decorrono dieci minuti di tempo per la presentazione degli emendamenti. Questo vale anche adesso ed i dieci minuti stanno già decorrendo.
PRESIDENTE, sostituito come scrutatore il consigliere Tamà con il consigliere Magazzù, mette quindi in votazione il prelievo della delibera e, su richiesta del consigliere Ticonosco, si procede per appello nominale: presenti 26, favorevoli 13, astenuti 6, contrari 7, la proposta non è accolta.
Proposte di deliberazione
PRESIDENTE comunica che la delibera iscritta al punto 2 viene sospesa e gli emendamenti presentati verranno inviati al dirigente perché esprima il parere; anche la delibera iscritta al punto 3 non può essere trattata perché gli emendamenti sono ancora privi dei pareri. Si passa quindi alla proposta di deliberazione iscritta al punto 4, avente per oggetto: “Approvazione modifiche al regolamento per l’alienazione degli immobili di proprietà del